Approfondimento: Pi Greco alla seconda ed eteri?


Qualche articolo prima facevo una considerazione, ovvero che se prendo e “seziono” l’etere della ley lines cosmica, ad esempio il collegamento Marte-Terra, fra le sue forze primarie ci sento una netta presenza della geometria aurea del pi greco e di un altra proporzione aurea. Ora, va spiegato che possiamo con un po’ di allenamento imparare a scomporre ogni cosa – ente, forza, persino forma pensiero (purchè stabile) – nelle sue componenti fondamentali.

E che ogni proporzione matematica è anche rilevabile entro certe misure, sul piano eterico – perchè ogni cosa esiste in termini eterici. E una famiglia di proporzioni matematiche, dette auree, sul piano eterico hanno degli effetti diciamo interessanti, i quali ci aiutano una volta compresi a spiegarci molti fenomeni e perchè no con le dovute cautele possono anche essere usate in una sessione.

Il Pi Greco, meglio noto come 3,14 ecc… se osservato etericamente si mostra come una forma di energia relativa all’intento, come un singolo punto concentrato in se stesso. La sua qualità di apparire come frizzante al tatto, giallo brillante o oro per chi riesce a vederne i colori. Insomma fa parte delle famiglie di eteri detti oro, o energie oro.

Se però applichiamo un procedimento matematico e moltiplichiamo Pi Greco per se stesso, ovvero lo eleviamo alla seconda ecco che otteniamo una nuova proporzione che mantiene le propietà del Pi Greco.

In termini eterici Pi Greco alla seconda si manifesta sempre come una forma di energia oro, ma dal punto, dall’intento, si dischiude creando una struttura monodimensionale nello spazio, un piano, la linea dell’orizzonte, la matrice di un campo.

Se ne può dedurre che quindi, etericamente, rilevare la presenza intensa, del Pi Greco alla seconda in una ley line (o altro ente) planetaria, quella ley line svolga la sua funzione sulla linea dell’orizzonte più che aprirsi in alto e in basso. E che essa ci suggerisca che Marte e Terra siano parte di un unico sistema (come è ovvio pensare, essendo due pianeti del Sistema Solare).

Quanto appena spiegato non deve stupire o sconcertare. Per fare questo tipo di analisi bisogna prima fare esperienza – percependo con le mani e il sentire – il Pi Greco, poi le sue potenze. Poi altri numeri aurei. Poi tante altre cose, eteri planetari, eteri associati agli elementi, ecc… Più scansioni fai, più le tue mani imparano a sentire e più la mente riconosce ciò che sente – passando da un “sento di tutto e non capisco niente” o da un “non sento niente di niente” a un “ecco ora comincio a capire cosa effettivamente sento e cosa mi immagino di sentire”.

A questo punto si fa una scaletta di cose da testare.

Quindi quando hai qualcosa di nuovo di cui vuoi comprendere la natura, puoi testare la presenza e la qualità di tutti i punti della scaletta che ti sei fatto.

Ad esempio essendo le ley lines planetarie nate da fenomeni fisici ho pensato di testare quali geometrie auree trovavo al loro interno e mi ci sono sintonizzato.

Ci sono molti altri test che si possono fare, questi dipendono dal modello di campo e forza eterica, che si è sviluppato o che si ha appreso nei percorsi fatti.

Ad esempio in Ricalibrazione Planetaria diamo l’indicazione di osservare (dopo un po’ di pratica) questi parametri di ogni campo su cui si vuole procedere con una ricalibrazione:

L’Asse Celeste del campo.

L’Asse Tellurico del campo.

Quanto il campo assorbe etere.

Quanto il campo emette etere.

La presenza di legami dissonanti complessivi.

In modo da farci un idea complessiva del campo su cui si sta lavorando e osservare come il lavoro cambia il campo. Da qui poi si aprono molte altre porte. Ad esempio potremmo testare di un campo quanto etere Sole c’è. Se l’etere Sole è debole è segno che al campo manca “benzina” manca energia primaria. Testiamo Marte per capire come sono messe le difese eteriche di quel campo. Testiamo l’etere del Pianeta Terra e capiamo che se è carente il campo manca di solidità di capacità di manifestarsi e concretizzarsi. Ecc..

Fare questi test ci aiuta perchè ci permette di capire, poi, su cosa intervenire se vogliamo creare un nuovo equilibrio in ciò che osserviamo. Se ad esempio ci accorgiamo che il parametro eterico xyz è dissonante, sapremo che va lavorato quel parametro e non altri, incrementando di molto l’efficenza e riducendo la dispersione del lavoro. Minimo sforzo, massimo risultato, purchè abbiamo osservato bene prima. Lo so, questo è un punto di vista praticamente opposto a chi sostiene che basti inviare energia per risolvere tutto, tanto l’energia sa da sola cosa fare. Siamo sicuri che sia davvero così?

ps. Per correttezza, per chiarezza e per prevenire “oziosi fraintendimenti accademici”, i concetti come Pi Greco alla seconda e l’attitudine a osservare l’assorbimento e l’espulsione e i legami di un campo li abbiamo ereditati dagli studi del dr. Roberto Zamperini (del quale consiglio la lettura dei vari libri in particolare per il Pi Greco il libro “le leggi occulte dell’energia sottile ed i 7 raggi” cress edizioni), dai quali, unitamente ad altri percorsi (Theta Healing, Radiestesia, Antroposofia, Mindfulness, ecc..), abbiamo incrementato e innovato scoprendo, studiando e condividendo nuovi modelli, come l’olofrattalità, le forze planetarie, il Settimo Strato Akashico, i campi informativi F-Aurea, le dimensioni telluriche e la centralità vibrazionale della materia, e molto altro che sono al 100% farina del nostro sacco. Va anche sottolineato come mai ci sogneremmo di giudicare o accusare chi riporta al di fuori di noi, questi concetti, anzi, lo ringrazieremmo persino, perchè contribuisce a far progredire la ricerca nel settore eterico-vibrazionale.  A nostra volta mai ci sogneremo di giudicare come “ladri di idee” coloro che dopo aver partecipato ai corsi da noi tenuti, avendo quindi acquisito informazioni teoriche e formazione pratica, le riportano in loro articoli e ricerche. Sarebbe come se i nostri professori ci accusassero di rubare le loro idee, perchè mettiamo in pratica e approfondiamo ciò che abbiamo studiato a scuola, all’università, ecc.

Tutt’al più essendo questi articoli sotto licenza creative commons chiediamo come noi abbiamo fatto la citazione delle fonti e null’altro. Perchè? Perchè crediamo che non vi sia evoluzione nella segretezza, ma che possa esserci nella condivisione. Se poi, come molti temono, persone prive di allenamento ma piene di fantasia, copiano e incollano, aggiungendo variazioni fantasiose al tema, crediamo che “il gioco valga la candela”.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.