Due parole di spiegazione (IV): Purificazione Eterica


In questo articolo vediamo di fare un po’ di chiarezza su un concetto alla base delle pratiche con le energie eteriche e sul quale c’è molta confusione: La purificazione. Cosa vuol dire realmente, Bonificare? Purificare? Sciogliere Dissonanze? Deprogrammare Dissonanze? Insomma azzerare la componente distorta della Materia Eterica, del Prana, del Ki.

Domanda: Aspetta ma le energie negative non esistono, sono solo convinzioni!

Risposta: Come vuoi. Contento tu, contento io. Ad ogni modo vedi anch’io pongo il dubbio sul concetto di negatività e parlo di dissonanza, ovvero di qualcosa che è stato distorto, pervertito, che è caotico e che può diventare un peso. Bisogna però farne esperienza e apprendere a distinguere le due qualità energetiche, non come un concetto mentale, ma come un esperienza pratica. Togliendo spazio alla mente e dando spazio all’educazione della percezione. Per farlo è molto utile coltivare l’accoglienza e l’assenza di giudizio nei confronti di ciò che sentiamo e proviamo in reazione al sentire, solo allora ci si dischiuderanno le percezioni, di noi stessi e dell’eterico in modo completo. La stessa efficacia nel dissolvere una forma distorta di etere nasce dall’averlo accolto, dall’agire senza agire, dal dissolverlo senza combatterlo, dal farlo come una necessità pratica con neutralità non come una lotta contro le oscure forze del male che alimenta solo l’ego, il desiderio nascosto di essere riconosciuti come “paladini della luce” e quindi essere visti, amati e rispettati da tutti.

Si, in questa società chi si interessa di tali argomenti, viene messo al bando. Viene deriso. Viene socialmente e umanamente abbattuto, dicendogli che tali cose sono inesistenti, sono fantasia, o peggio. Si, c’è qualcuno che vive tutto ciò come fantasia o per fuggire, o come espressione di un disagio anche psichiatrico. Ma per i molti è una realtà, osservata e compresa tramite la pratica e l’osservazione diretta di una qualunque disciplina del settore. Di conseguenza in tanti si è scavato un vuoto interiore, si è lasciato spazio ad un ego che, ferito chiede rivalsa e per farlo indossa una maschera e recita un ruolo. Quello dell’essere paladino o paladina della luce in lotta contro le oscure forze del male. Quel ruolo piace, anche se spesso fa soffrire. Piace perché rafforza un senso di importanza, uno scenario interiore in cui si da un senso alla sofferenza, all’essere messi da parte o ostracizzati dalla società per le proprie idee e persino per l’aiuto che si vorrebbe dare. Si viene paragonati a criminali, persone della peggior specie, perché qualche criminale esiste effettivamente e nell’immaginario collettivo tutti coloro che si interessano di “energie” di “prana” diventano automaticamente ciarlatani. Così il paladino interiore vista la sfida combatte il male con ancora più forza, lo fa per essere riconosciuto.
Ma la vera capacità di dissolvere quelle dissonanze nasce dall’accoglienza, si genera quando il paladino finalmente si toglie la corazza e avendo appreso ad usare la spada la rinfodera perché non ne ha più bisogno. È egli stesso diventato la spada.

Ora sono andato un po’ oltre le premesse, allontanando forse la comprensione della tematica da chi ha poca dimestichezza con tali argomenti. Queste parole erano rivolte più agli operatori e operatrici che sono lungo questo cammino. Torniamo quindi alla tematica e facciamo chiarezza sull’argomento “purificazione” con le energie.

Abbiamo visto nell’articolo precedente, come ogni forma di energia sottile, di Prana, di Ki, di Materia Eterica, abbia qualità differenti in base alla dimensione in cui essa si manifesta. E che più una forma di Prana, Materia Eterica, ecc.. sia vicina alla materia fisica, sia facilmente percepibile perché più densa e più lenta. Mentre più si allontana dalla materia fisica, essa diventi più difficile da percepire perché più leggera, diafana e sopratutto rapida. Ma non solo, più osservi una forma di Materia Eterica, Prana, ecc.. che sia vicina al fisico più essa tende a restare stabile, a cambiare più lentamente, al contrario più ci si allontana dal fisico e più essa muta rapidamente anche solo osservandola.

Compresi questi punti aggiungiamo un informazione. Ovvero che se in qualche modo prendo della Materia Eterica e la sposto verso l’alto nella scala delle dimensioni essa tende a cambiare la sua qualità.

Più alzo una forma di energia sottile, di prana, di materia eterica, in alto nell’ordine dimensionale e più questa tende a perdere coerenza, ovvero si deprogramma, tende a tornare neutra.

Quindi più alzo una dissonanza e più questa tende a perdere l’informazione di essere dissonante e a tornare neutra.

Ecco che se osserviamo i metodi di purificazione più comunemente diffusi nel settore possiamo notare che sono tutti metodi per alzare in qualche modo ciò che è considerato dissonante dall’operatore: Il fuoco purifica? Il fuoco come il calore, spostano l’equilibrio verso le dimensioni alte, anche se di poco. In alcune forme di pranoterapia come la biopranoterapia si usa proiettare energia di luce viola o dell’ultravioletto. Così come chi usa i cristalli dice di usare le ametiste che sono quarzi di colore viola per purificare. In altre pratiche si cerca di mandare ciò che viene considerato dissonante “nella luce”. Ma cos’è la luce se non il limite ultimo che l’operatore percepisce come energia più alta? Si, perché più ti sposti nelle dimensioni alte e più le tue percezioni rilevano solo un indistinta forma di etere che sembra luce pura. Ma questo vuol dire solo che sei arrivato al limite di ciò che per te è percepibile in realtà c’è molto altro e allenandoti lo puoi esplorare, aumentando così la tua capacità di gestire materia eterica di ordine elevato. Così poco alla volta quella che sembra luce pura comincia a rivelare molteplici sfumature.

C’è poi chi tutto questo non lo fa e si limita a “spostare” energia. Ad esempio trova una dissonanza, dell’energia di ristagno in una stanza e la sposta fuori. Questo però non risolve molto il problema. Praticamente tutti gli effetti eterico ambientali creati da oggetti non programmati funzionano così. Mi riferisco a piramidi, solidi platonici, cerchi concentrici, cerchi di metallo fissati a formare una sfera e tanti altri.

Questo tuttavia lascia tre problematiche aperte.

1. La prima come accennato dipende dalla capacità dell’operatore. Se per me il limite massimo delle energie è quella che ho definito come “terza dimensione” ecco che le opere di purificazione che sono capace di manifestare si fermano li, non vanno oltre. Succede questo non perchè la tecnica che pratico non arriva più in alto, ma perchè come operatore ho prima bisogno di maturare, di allenare la capacità di gestire l’eterico con la pratica, con la comprensione della pratica e di me stesso. Avrò bisogno anche di prendere contatto con i limiti interiori che senza saperlo vivo e oltrepassarli. La tecnica è secondaria in questo, una buona tecnica mi educa a superare i miei limiti. Una tecnica di serie B, mi tiene fermo li dove sono, mi dice che superare i limiti che sperimentare è pericoloso e non va fatto. Sperimentare e sopratutto sbagliare, compiere errori (su e con se stessi) è sano, è parte del processo naturale di apprendimento. I limiti interiori e personali si superano senza chiedere a nessun altro essere umano il permesso (frase rivolta alle pratiche di meditazione).

2. La seconda è che le energie di alto ordine tolgono forza al corpo fisico, perché nutrono il pensiero e l’Ispirazione. Poche persone sulla Terra hanno ottenuto la capacità di esistere fisicamente in questo mondo, restando in equilibrio pur avendo tanta energia nelle dimensioni esterne alla materia.

Per la maggior parte delle persone il portare per troppo tempo e troppo a lungo la propria energia fisica in alto nelle dimensioni, perché “io vivo nella luce”, manda in sofferenza il corpo. Abituati a vedere avvenire le cose immediatamente non capiscono più perché nella materia le cose funzionano lentamente. Potrebbero apparire come disconnesse dal corpo, dalla materia, dalla vita stessa. Come l’essere sempre su un altro mondo. O sembrare un po’ stordite… Tutte dinamiche che molti di noi ben conoscono o sbaglio? Ecco il segreto è non fuggire dalla carne e dalla materia, non disprezzarla, ma Amare e accogliere anche questo aspetto di noi e quindi dopo aver praticato con energie di alto ordine, riportare sempre, sempre, sempre l’equilibrio verso la materia usando energie adeguate. Nella Ricalibrazione Planetaria si usa per tal fine l’Energia Planetaria del Pianeta Terra.

3. La terza e più importante problematica è che in realtà esistono energie dissonanti su ogni dimensione, anche in quelle più alte. Si è creduto per lungo tempo che nelle dimensioni alte potessero esistere solo energie pure. Non è vero. Questa credenza dipende dal fatto che quando sali oltre l’energia fisica la tua capacità di percezione diminuisce, tornando alta solo con la pratica. Meno hai familiarità di quelle altezze e meno sfumature riesci a notare. Puoi andare anche nelle ottave superiori alle dimensioni celesti e continuerai a trovare energie distorte. Queste sono energie distorte o dissonanti di origine karmica, ovvero ereditate da altre esistenze o create nel nostro intimo profondo.

Ci si può operare? Certo che si. Ma vedi, se crediamo che “in alto” ci siano solo energie pulite ecco che inconsciamente non vediamo più le dissonanze che troviamo in alto e sopratutto quelle che noi stessi creiamo.

Si, molti operatori si focalizzano nel combattere il male fuori di se. Ma dimenticano che essi stessi generano dissonanza. È necessario comprendere le “energie negative” che noi stessi creiamo e perché le creiamo per divenire realmente efficaci. Sono infatti molto più le dissonanze che creiamo con noi stessi che quelle che ci arrivano dall’esterno.

Anche se ci sembra che le dimensioni alte siano sempre belle e “appetitose” in realtà va compreso che tutta una questione di Fine e di funzionalità. Spalancare le dimensioni alte celesti è funzionale per una “purificazione” ma anche per crescere e superare limiti attuali, come limiti di visione e di comprensione. Finora non ho parlato delle dimensioni telluriche, quelle che come accennato in altri articoli si aprono etericamente al di sotto della materia. Ebbene le dimensioni telluriche più lontane dalla materia sono funzionali al sostegno, alla manifestazione, alla creazione fisica di un qualcosa che è eterico. Senza di esse non avviene cambiamento nella materia. Personalmente dico questo avendo osservato l’equilibrio eterico di molti operatori e sopratutto di molti personaggi di fama. Quelli che realmente avevano capacità fuori dall’ordinario, avevano tutti un simile profilo, tanto cuore e un enorme sostegno nelle telluriche.

Veniamo ora ad un bel po’ di pratica, utile per comprendere questi concetti con l’esperienza e non per teoria, ma per questo vi rimando al prossimo articolo.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.