Due parole di spiegazione (VI): Considerazioni fino a questo punto


C’è un punto che mi preme sottolineare arrivati a questo punto, perché è stato condiviso molto materiale, frutto degli ultimi anni di costante studio, ricerca e applicazione. Credo che per chi abbia seguito quanto scrivo sia chiaro che nessuno nel Gruppo F-Aurea si è svegliato un bel mattino, dicendo che in un sogno ha compreso il segreto dell’universo e ve lo viene a riportare. Spero sia chiaro che si è trattato e si tratta invece di un costante lavoro di pratica, analisi dei risultati, confronto anche interdisciplinare, ricerca interiore, formulazione di ipotesi, quindi di pratica sperimentale per verificare le possibilità pratiche di quelle ipotesi, quindi ripartire daccapo con l’analisi dei risultati, il confronto e via così.

Quando si parla di meditazione e specialmente di prana, energia sottile, pranoterapia, materia eterica… sorgono negli Italiani più che in altri paesi occidentali, scetticismo e blocco del sentire.

Il sentire viene bloccato perché ciò che si è appreso, come risultato delle informazioni mediatiche e culturali che vengono diffuse nega quella che invece è una realtà consolidata per altri popoli, altre culture e anche per l’occidente in altri tempi.

Ora se tutto quello che scrivo resta pura teoria posso ben dare ragione ai negazionisti. Al massimo posso appellarmi alla libertà di parola e di espressione, principio fondatore della costituzione Italiana.

Ma per prima cosa è bene comprendere come ogni cosa condivido sia condivisibile, ripetibile sperimentalmente date le corrette premesse. I campi informativi servono a questo, a farvi fare esperienze condivisibili e riproducibili, a condizione che vi poniate in stato meditativo, la quale è un abilità che si può coltivare. Non solo, poiché siamo ben consapevoli delle condizioni a cui l’esperienza eterica e meditativa non è riproducibile, o non viene letta dai sensi di una persona.

Ecco quindi come posso parlarvi come ho già fatto di multidimensionalità, di condizionamenti, di sigilli, di vite passate, di proiezione extracorporea, e di tanti altri argomenti per spiegarvi almeno in parte quello che è possibile realizzare. Ma nulla di tutto questo ha valore senza passare per la pratica, per l’esperienza diretta. Il Portale del Risveglio ha questa funzione, così come ancora di più hanno tale scopo i campi con l’Etere Solare e quello del Pianeta Terra.

Nel momento in cui ti permetti di rilassarti e accogli uno stato più profondo del solito, uno stato meditativo in cui apri le porte all’auto ascolto e all’entrare in confidenza con te e ciò che di sano e Numenico vive in te, ecco che puoi accogliere più facilmente la realtà eterica. A quel punto puoi fare esperienza diretta e non teorica di cosa intendiamo per Etere Solare. Man mano che procedi nell’ascolto, scopri i limiti e come superarli della tua gamma percettiva, scopri sfumature nel sentire che prima ti erano velate. Praticando la percezione manuale delle energie sottili, puoi cominciare ad accorgerti che è possibile osservare come un dato Etere opera, e come tali qualità siano riproducibili, ripetibili. Poi facendo esperienza dell’Etere del Pianeta Terra ecco sollevarsi un altro velo, perché a quel punto puoi rilevare la differenza polare fra le due qualità eteriche e trarre le tue conclusioni.

Puoi chiederti anche in totale scetticismo sano, ovvero quella persona che con la volontà del vero scienziato, sperimenta prima di trarre conclusioni, “se ciò che ho rilevato nell’esperienza con l’Etere Solare è diversa dall’Etere Pianeta Terra, com’è possibile, dato che apparentemente sono solo due video con un rumore di fondo identico e differenti immagini”? Se poi ci si accorge che altre persone rilevano cambiamenti e noi no, ecco che possiamo trarne altre conclusioni, indagando su cosa fa si che si attui questa differenza. Sono creduloni e suggestionati gli altri? Oppure c’è una gamma percettiva dentro di noi che stiamo mancando di riconoscere e quindi di utilizzare? E accedendo a questa gamma percettiva è possibile quindi comprendere quando e quanto chi parla di questi temi stia facendo sul serio, oppure sia un ciarlatano?

Ed ecco perché per me è importante che sviluppiate i vostri strumenti del sentire che passano per l’esperienza pratica, la comprensione dell’esperienza, e l’utilizzo di parametri percettivi come nella percezione manuale delle energie.

A questo punto si può anche imparare a distinguere se chi ci parla di “prana” sta facendo sul serio e quanto sia in equilibrio o in squilibrio ciò che ci propone. Oppure se chi ci parla di “prana” sia solo un teorico, che si ha studiato ma non muove nulla di etere, però pensa di farlo. O ancora se chi ci parla di “prana” creda di parlarci di prana ma fondamentalmente ci sta parlando di metalinguaggio e PNL confondendo le due cose. O persino se chi ci parla di “prana” in realtà sia psicotico, e quando ci parla di angeli e maestri invisibili o alieni, ci stia solo parlando delle sue psicosi. O anche se chi ci parla di “prana” abbia nessuna conoscenza ne competenza nella materia ma molto interesse ad arricchirsi vendendoci fumo.

Ecco che possiamo perfettamente arrivare a comprendere e distinguere questi casi, passando prima per l’esperienza pratica, per la comprensione di ciò che si è vissuto, e quindi per lo sviluppo di parametri e metodi di osservazione. Chiaramente il tempo e la dedizione impegnate per coltivare queste capacità e questo sentire richiedono tanta volontà, purezza di intenti e dedizione,.

Ecco che in questa direzione lo scetticismo diventa sano perché alimenta la ricerca interiore, al quale porta ad una incrementata comprensione di se, al quale ci da potere sulla vita che stiamo vivendo. Potere che si esprime come libertà da manipolatori e manipolati, si perché quando scopriamo l’infinito dentro di noi e che le gabbie sono tutte dentro, che hanno uno scopo e come usarle quando serve o aprirle, siamo ancora realmente prigionieri? Ma anche come potere di realizzare quell’unicità che ciascuno di noi rappresenta, liberi dal sentirci in difetto di fronte ad altri, liberi dall’invidiare ed ostacolare il successo altrui, liberi dalla paura che un altra persona possa fare qualcosa che ci terrorizza… affrontando e accogliendo la paura stessa, la e le paure primarie che vivono in noi, cos’altro ancora possiamo temere?

Vedete c’è una bella metafora, molto occidentale che esprime tutto questo. Il praticante di discipline interiori, ovvero di meditazione ma anche di buona parte delle discipline dette olistiche o bionaturali, è un eroe\eroina. L’eroe nella cultura classica è il VIR ovvero l’iniziato che si eleva dalla condizione attuale per realizzare, e manifestare ciò che Numenicamente (ovvero divinamente) dorme nel suo COR, nel Cuore, nel nucleo della sua Eternità. Eroe nel mito significa iniziato. Ovvero quella persona che partendo da condizioni sfavorevoli, dal dolore, dalla perdita (Ercole perde i figli; Arianna che ha un mito tutto suo, viene abbandonata; Enea perde la patria), esplora luoghi ignoti, affronta sfide e imprese, penetra nel mondo dei morti e ne esce alla fine venendo accolto dagli Dei. Metaforicamente sono rappresentazioni delle sfide che combattiamo con noi stessi. Con i mostri dentro di noi che vanno accolti, talvolta domati.

Il termine latino VIR (eroe) è condiviso anche dalla cultura induista, la dove il sanscrito VĪRA (वीर) significa “sentimento (rasa) eroico” definito anche come uno stato mentale (Fonte: Wisdom Library https://www.wisdomlib.org). A chi pratica meditazione sarà saltato il parallelismo all’occhio, il sentimento eroico è anche uno stato mentale? Quindi anche uno stato di Presenza Mentale o atto meditativo è un atto eroico!? Quell’eroico del fare un attività considerata inutile dalla società attuale, ma che impegna a fondo la psyche, in quanto di fronte alla fatica e al cambiamento opponiamo ferrea resistenza. Chi supera questo ostacolo disciplinando la Volontà ecco che comincia ad affrontare molte sfide, con se stesso e con ciò che coltiva inconsapevolmente dentro di se. Conoscendo e accogliendo o domando i lati ombra di se si ottiene la forza vivificatrice, il COR, il potere sulla propria vita.

Molti di noi hanno cominciato questo percorso per guarire se stessi, chi come me fisicamente, chi dal dolore d’Anima, chi per sbloccarsi nella vita, chi perché sapeva fin da sempre che c’era più di quello che ci veniva raccontato, chi per curiosità, e per tanti altri motivi. Qualcuno ha lasciato, qualcuno si è perso, altri hanno continuato. È stato facile? No. È stato una magia, schiocco le dita e cambia la vita? No. È stato un modo per evitare di confrontarsi con i problemi e fuggire dalla realtà? No, ma per alcuni forse lo è, allo stesso modo in cui possono esserlo il vedere uno dei tanti canali TV in streaming, o passare la giornata su un social media.

È stato impegnativo, ha richiesto tempo, accoglienza e perseveranza. Come risultato, oggi chi segue un corso è grandemente facilitato poiché abbiamo sviluppato mezzi e strumenti per facilitare il lavoro a chi verrà dopo di noi. Una parte di tutto questo sono i Campi F-Aurea, un altra parte queste stesse riflessioni, le quali trovando l’editore adatto diventeranno libri, letti in tutto il mondo.

Mi sono lasciato trascinare, lo ammetto. Questo era per farvi comprendere cosa potenzialmente c’è dietro i Campi F-Aurea.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.