Esperienze di Viaggio Extracorporeo: Giove


Da qualche tempo, spinto da una grande curiosità e non trovando luoghi sul pianeta Terra che mi facessero venire voglia di visitarli mi sono dedicato all’esplorazione del Sistema Solare. Si perché dopo essere stato nella Fossa delle Marianne – una delle fosse abissali più profonde dell’oceano, aspettandomi di scoprire chissà cosa.. resti di antiche civiltà, forme di vita sconosciute, tesori sommersi… ed essermi invece trovato ad osservare una parete rocciosa ricoperta di sabbia melmosa nel nulla totale, ecco che lo stupore è diventato rapidamente delusione: “Come, tutto qui!?”. Così mi sono dedicato all’esplorazione sottile del Sistema Solare, di cui una delle prime mete è stato Giove. Oggi voglio raccontarvi proprio di quella prima volta.

Premetto che per capire la materia del viaggio extracorporeo dal mio punto di vista potete leggere questo articolo: http://terracuore.it/esperienze-viaggio-extracorporeo/

Image Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Bjorn Jonsson

Era inverno, la temperatura del mio corpo sarebbe rapidamente scesa, per cui alzo il riscaldamento della stanza d’albergo in cui alloggio per ottenere un piacevole clima sub-tropicale. Mi preparo come di consueto, attivando i protocolli per la Ricalibrazione del corpo sottile, e delle strutture della coscienza. Dopo una mezz’ora termino la preparazione, apro il Portale del Settimo Strato Akashico e richiamo le due sequenze di energie per attivare le facoltà di coscienza necessarie, e la sintonizzazione sul luogo scelto, in questo caso Giove come pianeta fisico. Come completo l’ultima sequenza mi trovo proiettato nella bassa orbita del pianeta, non mi aspettavo un effetto così immediato. Rapidamente la sorpresa lascia posto allo stupore, perché Giove è un vero spettacolo. I colori che mi appaiono nella visione sono vividi, luminosi, ma sopratutto la consistenza dell’atmosfera mi colpisce, è una sensazione molto realistica. Mi trovo sulla superficie esterna di Giove, la percepisco come un mare buio, intorno a me galleggiano grossi blocchi di materia ghiacciata, o forse sono di rocce. Chiedo di venire portato sulla sua superficie solida, nel suo nucleo solido, ed è come scivolare in un mare denso, freddo e buio, avvolto da una forte pressione. Più che un pianeta gassoso mi sembra un pianeta liquido. Non trovando nulla che attiri la mia attenzione, scivolo rapidamente verso il suo nucleo, il quale appare come una sfera che sembra fatta di metallo fluido di color argento, la cui superficie è percorsa da scariche energetiche simili a elettricità. Resto per qualche tempo in osservazione, ma non avverto sensazioni di pericolo, così chiedo il permesso di accedere al nucleo.

La risposta è immediata, mi si apre un passaggio che attraverso senza troppe esitazioni.

All’interno osservo con stupore grandi gallerie circolari e luminose. Alcune le percepisco con la coda dell’occhio, sono buie e viscide, sembrano dissonanti. Continuo a seguire quelle regolari e luminose. Ho la certezza a questo punto di stare assistendo a percezioni sottili, e che quindi le gallerie a strutture di coscienza – e non ci siano canali “fisici” nella struttura materiale del nucleo di Giove.

Dopo qualche giro in questi corridoi comincio a percepire la presenza di altre coscienze. La sensazione diventa certezza quando entro in quella che sembra una stanza, fatta a forma di semisfera un po’ schiacciata, che appare ai miei sensi sottili grande come una città. Qui vi percepisco molte presenze. E mi viene rapidamente spiegato “non sei il primo a visitare questo luogo”. La paura lascia rapidamente il posto alla curiosità, e in risposta alle domande ancora non formulate la risposta arriva rapidamente “Questo è un luogo di passaggio. Ha ospitato altri prima di te come te.” La comunicazione è accompagnata da una profonda sensazione di condivisione, che nasce dal cuore. La funzione di questa prima stanza sembra quella di mettere in risonanza coscienze appartenenti a culture e tempi differenti. Resto per un po’ a contemplare lo spettacolo e non sapendo cosa fare a quel punto mi metto a meditare, ma vengo subito ripreso “Questa stanza non è adatta”.

Con stupore vengo proiettato in alto, oltre la semisfera e ne incontro un altra, identica ma più piccola grande come una normale stanza di una casa. In un viaggio successivo mi sarà spiegato che quella stanza adatta alla meditazione è la stanza “dell’umanità”. E mi accorgerò che le parole che sento stamparsi nella mia mente, e che avevo accolto con molta naturalezza, credendo fosse una voce guida dall’inconscio, sembrano più una sorta di voce guida del posto che accoglie i visitatori.

Image Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Bjorn Jonsson

Nella stanza dell’umanità utilizzo i miei sensi e cerco di cogliere, aprendo la coscienza e sintonizzandomi sulla stanza, l’essenza di queste dimore. La risposta arriva sotto forma di immagini, e osservo come Giova funga da crocevia per le coscienze in visita nel Sistema Solare – come se agisca da gigantesco portale per le coscienze che attraversa il tempo e lo spazio collegando altri mondi e altri tempi.

Chiedo quante coscienze come la mia, cioè di Homo Sapiens moderno siano state qui e me ne vengono mostrate poco più di una dozzina. Un po’ mi rattrista, perché il campo di coscienza di Giove è davvero splendido. Ma del resto quello che noto è che per connettercisi a questo livello ci vuole sopratutto una certa dose di risonanza con questo tipo di energia, cosa alla quale non tutti quelli che fanno questo tipo di esperienze sono portati, molti semplicemente non lo ritengono possibile, o ne hanno paura. Ad ogni modo sebbene Giove sia un crocevia di coscienze in quella prima esperienza non comunicai con nessuno a parte la “guida del luogo”. In seguito sono tornato ancora su Giove. Nella grande stanza delle coscienze si possono incontrare molti visitatori, sia della Terra di altre epoche, sia di altri mondi nel cosmo. Ma questa ve la racconto un altra volta.

Non rimasi a lungo, ero soddisfatto dell’esperienza vissuta, e volevo prendermi del tempo per scriverla ed elaborarla per bene. Così con rispetto, mi accomiatai dal campo di coscienza di Giove e rifeci il percorso a ritroso, tornando all’esterno del nucleo di metallo fluido e denso allo stesso tempo.

Ma prima di rientrare con le percezioni nel corpo, mi venne posta davanti una sorta di piccola struttura geometrica blu, simile a una chiave. La voce guida brevemente mi disse “Questa è la chiave per tornare, la chiave di Giove.” rimasi a bocca aperta – sul serio mi veniva dato un dono così grande? – prima ancora che potessi pensare la chiave mi era già entrata nel cuore. Credo sia stato l’evento che più mi ha stupito degli ultimi anni, tutt’ora se ci ripenso provo solo stupore e commozione.

A quel punto tornare fu immediato, attraverso il Portale del Settimo Strato Akashico richiamai la sequenza per il rientro della coscienza nel corpo, e riaprii gli occhi.

Quella prima esperienza mi lasciò tutt’altro che in equilibrio, mi sentivo stordito e con la testa per aria. Mi ci vollero almeno due settimane per digerire completamente l’esperienza, questo nonostante le sessioni fatte apposta per stabilizzare il corpo sottile e ritornare con i piedi per terra, cosa nella quale mi permetto di dire che so il fatto mio. Dopo certe esperienze è normale avere bisogno di un po’ di tempo per elaborare completamente l’esperienza e tornare “in qua” (motivo per il quale suggerisco cautela agli sperimentatori). Ad ogni modo dopo averci fatto l’abitudine l’effetto di stordimento passa rapidamente.

Quella volta rimasi con più domande che risposte, ma va bene così.

Il campo di coscienza di Giove è un crocevia di mondi e tempi, una sorta di stargate? Va quindi inteso più come un grande organo di risonanza per le coscienze? Di cos’è fatto realmente il nucleo di Giove? La sensazione del metallo fluido e delle masse ghiacciate dentro la bassa atmosfera era troppo vivida per essere una percezione sottile, come invece lo era quella delle gallerie e delle stanze. Secondo il modello attuale il nucleo di Giove parrebbe fatto di ferro e silicio, e sarebbe avvolto da idrogeno metallico. Eppure quello che ho visto come nucleo era ben più piccolo delle dimensioni ipotetiche della fascia di idrogeno metallico. Molte domande che non credo almeno in questa vita troveranno una risposta.

Manlio Di Donato.

Nota. Esplorare con i sensi sottili un pianeta non è diverso dall’esplorare un luogo sulla Terra. Le difficoltà sono identiche, ovvero funziona solo se la coscienza del viaggiatore ha una sufficiente padronanza e conoscenza di ciò che vuole esplorare. È improbabile ottenere risultati concreti se si esplorano luoghi di cui si ha una vaga idea, in quanto la coscienza non riesce a focalizzarsi e ci rimanda un segnale confuso che viene interpretato dal cervello poi più come una fantasticheria, caricandola di elementi irreali e sensazioni, che nel 99% dei casi sono solo il riflesso dello stato emotivo del viaggiatore in quel momento. È un po’ il fenomeno che avviene quando si assumono sostanze alteranti per fare un esperienza sciamanica senza esserne preparati. È facile finire in un vuoto di coscienza, oppure elaborare proiezioni del vissuto interiore, anziché vivere un esperienza di reale contatto con altre realtà sottili. L’operatore ha sempre bisogno di allenare le facoltà della coscienza che gli permettono di aprirsi ad altre realtà, e allenare il corpo sottile a gestire il viaggio.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.