Il caldo il freddo e l’energia vitale nella tradizione medica cinese


La medicina tradizionale cinese accoglie in modo eterogeneo un vasto corpus di discipline differenti unite da una filosofia comune, la quale nasce dall’osservazione dei cicli della natura e a tratti mista ad antiche concezioni di quello che oggi chiamiamo energie sottili. Ne fanno parte discipline come Qi Gong, Tui Na, Shiatsu, Bazi… spaziando da campi come l’astrologia (Bazi), lo studio dell’armonizzazione ambientale (Feng Shui), fino a tecniche terapeutiche vere e proprie.

Uno dei punti della MTC indirizzata alla cura è che le malattie sono considerate “danni da freddo”, uno dei più antichi testi in tal senso, lo Shanghan Lun 伤寒论 ovvero “trattato sui danni da freddo” e scritto nel 220 d.c. postula come la malattia arrivi dall’esterno e sia un attacco “freddo” che toglie il “calore” corporeo.

Questo si basa presumibilmente sull’osservazione che un corpo vivo è caldo, mentre un cadavere è freddo.

Quindi le malattie vengono viste come “freddo ostile” il quale passa attraverso sei stadi mentre si avvicina al corpo e alle funzioni vitali primarie, man mano che le raffredda i meridiani perdono Qi, energia vitale fino alla morte.

Questa visione basata sull’osservazione naturale dei fenomeni è alla base di ciò che divenne l’osservazione delle energie sottili.

Questo ha contribuito al formarsi della credenza – mentale – che se sento freddo quando pratico con le energie sottili sia sempre male. E che quando sento caldo sia sempre bene. Per sentire intendo che quando con uno degli innumerevoli metodi sto praticando su un altra persona e mi accorgo che nel suo corpo sottile ci sono delle zone fredde o calde traggo la conclusione che il freddo sia automaticamente male e il caldo bene. Questo è alla base della credenza che i guaritori debbano sempre avere le mani calde.

Tuttavia questo è corretto solo in parte.

È necessario pulire i filtri della percezione dagli schemi mentali e credenze acquisiti e, allenare a fondo tali capacità per ottenere una visione chiara e limpida di ciò che abbiamo di fronte.

La capacità di farlo a fondo va di pari passo con la pratica e la padronanza che acquisiamo sulle discipline che ci assistono nel dissolvere antichi e recenti condizionamenti, programmi o convinzioni mentali, ecc…

Si, perché è necessario comprendere un punto basilare, ovvero quando parliamo di energia sottile i nostri modelli inconsci entrano in gioco e filtrano la sensazione ovvero ciò che viene oggettivamente rilevato in percezione ovvero nel film che ci facciamo dentro la mente.

AMBIENTE → SENSI → FILTRO → PERCEPITO

Ecco come ad esempio la percezione che una forma di energia possa essere distorta, dissonante ovvero in ostacolo a ciò che siamo anche biologicamente non è mai una percezione di freddo ma è una percezione di “fastidio” associata a freddo, caldo e, altre sensazioni. In realtà ci sono tante ma tante sensazioni sottili che ci aiutano a capire che forma di energia sottile stiamo osservando.

Ad esempio la percezione – mentre stiamo attivamente praticando ad esempio Ricalibrazione o altre discipline del settore energie sottili vibrazionali – di tepore che avvolge e conforta è associato al liberarsi di energia vitale ma può anche essere segno che si è attivata l’energia del cuore in termini emozionali. Mentre la sensazione di caldo bruciante o di aghetti caldi, o di caldo fastidioso sono solitamente associate all’elettromagnetismo. È normale ad esempio osservare energie sottili le quali ti lasciano la sensazione che il petto si chiuda quando si osservano dei normali cellulari. Se questi sono poco usati si rileveranno aghetti (nb usando la percezione manuale delle energie sottili) sulle mani, altre volte se i cellulari sono molto usati e molto peso emozionale è rimasto memorizzato in loro (es intensi litigi) si sentiranno energie dense e viscide, blob di natura psicoemozionale. Al contrario potremmo invece rilevare energie dense e pesanti ma molto, molto vitali. Oppure energie fresche e leggere che nonostante il freddo ti aprono il cuore e regalano “spazio” infinito.

Ecco come la gamma di sensazioni che possiamo rilevare è davvero vasta. A volte rischiamo di usare la testa e interpretare ciò che abbiamo sentito sulla base del “sentito dire” o del “la tradizione dice che..”. Ma non sempre la lettura che diamo della tradizione è corretta e alle volte le tradizioni sono parziali o vanno persino pesantemente aggiornate.

Spunti → queste indicazioni sono volutamente generiche, sono pensate per essere usate con più tecniche, per adattarle è necessario ragionarci un po’ e tradurle nei termini e metodi che voi conoscete.

Azzerare i condizionamenti e le informazioni dissonanti (ovvero inadatte alla vostra Divina Essenza) circa le Energie Sottili, il Prana, il Qi, la Guarigione.

Accogliere in voi, inseminare, risvegliare l’archetipo consonante di: Energia Sottile, Prana, Qi, Guarigione.

Domanda: Come faccio a sapere che sto richiamando l’informazione giusta?

Risposta: 1 In Ricalibrazione fallo attraverso il “Portale del Settimo Strato Akashico”. 2 Lo chiedi al Divino, alla Divina Fonte affidandoti – in questo modo richiami l’informazione più adatta a te, cosa che difficilmente un altro può fare al posto tuo.

Eventualmente osservare se si attivano paure (la paura dell’ignoto) che attiva modalità difensive e autosabotaggi: Queste nascono dal fatto che state aprendo una nuova strada nella vita e proseguite in una direzione più vostra. Molti ne sono intimamente spaventati perché credono inconsciamente che sia più sicuro farsi guidare da un altra persona. È quindi l’altra persona ad essere responsabile della nostra felicità, crescita o quant’altro. Ma questo alimenta solo schemi di dipendenza.

Quindi aprire la porta del coraggio ed eventualmente azzerare o dissolvere gli schemi e le memorie di dramma e di morte nel campo olofrattale della linea di sangue e nel campo olofrattale del DNA. Sono quelle memorie che dicono “tizio è morto perché ha fatto una cosa che nessuno aveva fatto prima”. Nascono dalla necessità della mente di giustificare gli eventi spiacevoli incolpando le novità.

Questo avviene perché:

1. La mente ha bisogno di dare spiegazioni ad ogni cosa, specialmente agli eventi spiacevoli.

2. è più facile incolpare qualcosa che non si conosce, una novità piuttosto che riconoscere la responsabilità di ciò che si conosce.

Queste memorie nell’inconscio individuale legato al campo olofrattale della linea di sangue e al campo olofrattale dell’ipotalamo – e nell’inconscio collettivo rilevabile in modo crescente oltre le prime dimensioni (modello della Ricalibrazione Planetaria) – portano poi come conseguenza il pensare che gli stranieri siano la causa di tutti i mali – che le novità siano sempre un male o siano qualcosa di rischioso o pericoloso. Sia chiaro, buonsenso e saggezza sono fondamentali e di una novità così come di uno straniero va valutato caso per caso, il problema sono appunto le memorie di dramma e dolore che ci fanno vedere ogni novità in negativo.

Questi sono gli schemi di sopravvivenza che si attivano inconsciamente per proteggerci. A mio avviso non vanno combattuti ma rieducati, cosa che nella Ricalibrazione si fa dissolvendone la componente sottile dissonante e accogliendo il nuovo modello richiedendolo alla Divina Fonte ma pescandolo dal Settimo Strato Akashico ovvero dall’interfaccia con gli aspetti che di noi sfumano e ci rivelano quel Divino che allo stesso è in noi ed è altro rispetto a noi ed è capace di creare ex novo.

Suggerimenti

Più siete precisi più siete efficaci purché state praticando su concetti (archetipi) reali.

Potete anche dissolvere le memorie e informazioni che ora e in quest’epoca sono dissonanti circa le tecniche di meditazione o di guarigione e riaccenderle ex novo.

Circa i filtri della percezione se volete “pulirli” vanno dissolte:

Cicatrici, memorie, ecc… relative all’aver visto o sentito cose che hanno causato dolore, pazzia, morte, paura, ecc… Condizionamenti e convinzioni circa cosa si dovrebbe vedere. E ancora tanto ma tanto dolore e dramma.

Va quindi rafforzato il corpo sottile e alimentata la fiamma imperitura del Coraggio che nasce dal reclamare la manifestazione nel qui e nell’ora della propria Divina Essenza.

Praticare soprattutto sui campi olofrattali legati ai 5 sensi, al talamo (centralina di smistamento dei segnali percepiti), ipotalamo (centralina che gestisce gli istinti – da equilibrare da portare in consonanza non da sopprimere!!!), ghiandola pituitaria (il pulsante che ripete in loop gli automatismi acquisiti – ancora una volta le vanno dati nuovi automatismi consonanti, non sopprimete mai la sua energia perchè vi serve anche a ripetere i programmi positivi acquisiti!!!), ghiandola pineale (l’antenna che riceve le informazioni circa la crescita e l’evoluzione della coscienza), corpo calloso (il filtro delle intuizioni e la sincronia degli emisferi celebrali).

Portate pazienza sono cose che richiedono tempo e crescono con il crescere della confidenza e della conoscenza del Divino che risiede in voi. Ottenere un 100% di risultato dall’oggi al domani, immediatamente è sintomo di ansia che può nascondere la paura del fallimento o il timore o la difficoltà a impegnarsi dedicandoci a qualcosa.

Pace.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.