Il Modello Olonomico


Premessa: questa è solo la punta dell’iceberg. Nell’osservare la struttura dei campi energetici sottili negli ultimi anni con il gruppo di ricerca abbiamo sviluppato nuovi modelli, fatto ipotesi, ricevuto informazioni, e sopratutto messo in pratica e verificato l’efficacia di nuovi metodi operativi che hanno aumentato in modo esponenziale i risultati e le possibilità nell’ambito delle discipline energetiche e in particolare nel mio caso della Ricalibrazione Planetaria.

Quello che comincierò nei prossimi articoli ad approfondire è quindi un modello, un modo di guardare alle energie sottili di cui onestamente prima sentivo solo accennare in teoria ma non ho mai visto realmente mettere in pratica. Quanto segue è quindi basato su anni di sperimentazione e riscontri.

Olonomico – ogni parte rispecchia il tutto.

Nella medicina tradizionale cinese si dice che ogni parte riflette il tutto. I meridiani che sono i percorsi energetici studiati nell’antica Cina, corrono lungo il corpo, nelle braccia e nelle gambe. Ma in base a questo principio è possibile trovare tutti i meridiani su una singola mano, o su un piede, fondamento che è alla base di molte pratiche come la Riflessologia. Allo stesso modo uno dei padri dello Shiatsu, Shizuto Masunaga spiegava che su ogni arto possono essere individuati tutti i meridiani, andando contro la tradizione che parlava di 6 meridiani per gli altri superiori e altri 6 per quelli inferiori.

Partendo da questa affermazione mi sono chiesto se si poteva applicare questo modello anche per ogni altro campo energetico, ad esempio per i chakra. Così feci le prime esperienze andando ad ascoltare in ogni chakra se sentito l’impronta di tutti gli altri chakra. La risposta fu affermativa, non solo ogni parte del modello riproduce il tutto, ma all’interno di ogni campo energetico c’è una mappatura di tutti gli altri campi energetici e dei loro squilibri.

Se osserviamo i chakra in ogni chakra possiamo trovare tutti gli altri chakra, e in questi le memorie dei loro squilibri.

Ora fate diventare pratico questo concetto ed estendetelo ad ogni campo energetico. Quindi dentro il campo energetico ad esempio del Cuore (ma potevo anche dire Fegato) ritrovo in piccolo il campo energetico di tutti gli organi, di tutti i meridiani, di ogni agopunto, di ogni chakra, ecc…

Ogni parte contiene in se la memoria del tutto.

Applicate questo concetto ad una sessione fatta con le energie sottili. Ad esempio trovo uno squilibrio come un gancio energetico nel campo energetico del cuore sottile. Ora sappiamo bene che la sua origine può essere ben lontana dal cuore sottile, ad esempio essere nato da situazioni vissute “di pancia”, che però hanno lasciato una traccia anche nel cuore energetico sottile sottile. Come ci si lavora? Nelle vecchie discipline a meno di non essere illuminati si lavorava su un campo sottile alla volta. Nel modello olonomico lavorando sul cuore sottile dato che ha la memoria del tutto si interagisce direttamente con ogni altro sistema e quindi si vanno a toccare le dinamiche che sono strettamente connesse fra i sistemi energetico-sottili.

È un modo di lavorare molto profondo, ma attenzione, la differenza la fa il grado di consapevolezza che avete acquisito sulla materia. Potete veicolare una tecnica ad esempio “nel campo olonomico del chakra del cuore” ma avrete questi effetti di totale interconnessione solo se avete capito il concetto di fondo.

Questo non avviene spontaneamente. È un errore credere che quanto descritto avvenga sempre, in realtà gli anni di esperimenti hanno mostrato come se lavoro su un campo energetico solitamente si attiva solo il campo stesso e al massimo qualcosa dei campo energetici che ne sono subordinati. Ad esempio dato che il chakra Ajna governa i neuroni sottili, se lavoro sull’Ajna rispondono i neuroni sottili. Ebbene questo non è sempre vero, spesso i sistemi secondari governati da un centro energetico non si attivano. Ma sopratutto se lavoro sull’Ajna Olonomico possono rispondere: Tutti i sistemi e centri energetici che sono legati alle dinamiche su cui stò lavorando anche se non sono collegati direttamente all’Ajna. Se sciolgo un gancio energetico nel campo olonomico dell’Ajna potrei veder saltar via lo stesso gancio anche nel chakra della Corona o nel meridiano di Fegato, o nel campo energetico sottile delle ossa.. insomma molti limiti vengono superati e si comincia davvero a lavorare con metodi semplici sulla totalità dei sistemi energetico-sottili.

Ora due considerazioni nascono da questo approccio:

1. Una mia opinione è che l’energia sottile di per se è intelligente solo nella misura in cui noi abbiamo acquisito una vera consapevolezza delle tematiche su cui lavoriamo, oppure abbiamo sviluppato un apertura del sentire di coscienza tale da riuscire ad essere consapevoli di dinamiche altrimenti ignote. Veicolare una tecnica sottile con il concetto di Olonomia ha questo vantaggio, di espandere lo spazio delle possibilità non per pochi eletti illuminati, ma per tutti, almeno tutti coloro che abbiano capito questo concetto.

2. Questi sono risultati che ribadisco ancora una volta sono stati valutati in anni di sperimentazione e verifiche. Prima lavoravamo come fanno la maggior parte degli operatori sottili e ottenevamo un certo livello di risultati comunque ragguardevoli. Da quando abbiamo applicato il modello olonomico i risultati si sono impennati, questa non è fede ma pratica.

Questa ad ogni modo è solo la punta dell’iceberg di quello di cui si occupa la Ricalibrazione Planetaria®, c’è molta più “carne al fuoco” e non vedo l’ora di parlarvene.

Pace.

Manlio Di Donato.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.