Il Veneto con un decreto legge riconosce le Discipline del benessere e bio-naturali


Mi giunge da poco questa notizia che ha dell’incredibile: Regione Veneto riconoscere la figura dell’Operatore in Discipline del Benessere e Bio Naturali. La cosa ha dell’incredibile perché le discipline del settore olistico e bio naturale (i due termini sono sempre stati usati con identico significato) sono in Italia considerate al pari di stregoneria, o bufala. La legge invece non solo nasce dalla necessità si di regolamentare il settore ma anche perché come scritto del decreto legge stesso: “Va ricordato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce l’esistenza di disturbi non classificati dal punto di vista medico, ma che determinano riflessi consistenti sull’equilibrio psicofisico della persona.”.

Link al bollettino ufficiale di regione veneto https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=363924 da qui potete anche scaricare la versione stampabile del decreto stesso.

Ma quali sono i punti del decreto legge, e cosa cambia per chi opera nel settore?

La legge si inserisce nella legge Italiana 14.1.2013 n. 4. “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”. Secondo la quale chi svolge una professione non ordinistica ovvero una professione priva di albo professionale come nel caso di idraulici, giardinieri, camerieri, e anche operatori olistici, vede considerare la sua professione come una “libera professione”. La legge lascia poi ai singoli professionisti la possibilità di praticare, ma incoraggia senza obbligare ai professionisti di formare associazioni che accreditino il percorso formativo dei singoli.

Nel settore olistico abbiamo infatti diverse associazioni che si occupano di tutelare la figura dell’operatore olistico o delle discipline bio naturali che dir si voglia, e che stabiliscono dei parametri come ad esempio un numero di ore minimo di studio per essere considerati tali.

Il decreto di Regione Veneto definisce invece un riconoscimento specifico per l’attività olistica, li definita “bionaturale”.

Il decreto specifica (art 2 comma 2) che le discipline del benessere e bio naturali sono caratterizzate da:

a) approccio globale alla persona e alla sua condizione;

b) miglioramento della qualità della vita, conseguibile anche mediante la stimolazione delle risorse vitali della persona;

c) importanza dell’educazione e a stili di vita salubri e rispettosi dell’ambiente.

Il punto “a” riconosce quanto abbiamo sempre affermato circa l’importanza di osservare la qualità complessiva della vita di una persona e del benessere percepito o realmente sperimentato in merito non a “sintomi specifici” ma nel globale – ovvero come facciamo dal punto di vista della Ricalibrazione Planetaria® (come molti altri) osserviamo la persona in termini multidimensionali e non solo fisici, ma anche emozionali e di realizzazione personale, e in relazione alla famiglia, agli animali che si hanno in casa, al come viene vissuto il proprio lavoro, ecc… perché sono tutti punti che influenzano la vitalità complessiva.

Il punto “b” è il più interessante perché ci viene finalmente dato di poter praticare per incrementare le risorse vitali della persona e aiutarla quindi a ottimizzare il suo potenziale come anche a risvegliare o coltivare risorse già presenti con cui la persona può superare situazioni che riducono il proprio benessere. È esattamente il punto del decreto che risponde alla necessità di avere figure professionali NON MEDICHE capaci di intervenire sui “disturbi non classificati dal punto di vista medico, ma che determinano riflessi consistenti sull’equilibrio psicofisico della persona.”.

È un punto importante perché in Italia se ci si azzarda non a parlare di guarigione ma anche solo a sostenere che alcune forme di meditazione o lavori sull’energia sottile possano avere l’effetto di incrementare la vitalità e far superare momento difficili si rischia l’accusa di abuso di professione medica, poco importa che si sia realmente in grado di incrementare il benessere e le risorse vitali di una persona. Per questo in Italia da anni si dice che la sessione olistica se da dei benefici sulla vitalità sono considerati coincidenze non dipendenti dalla pratica. Poco importa se in Svizzera, in Germania, in Inghilterra, e in molti altri paesi anche Europei tali discipline sono praticate e regolamentate proprio in base ai loro benefici. Ecco che finalmente la legge regionale Veneta definisce l’attività olistica e bio naturale come “pratiche che hanno per finalità il mantenimento ed il recupero dello stato di benessere globale della persona e non hanno carattere di prestazione sanitaria”. Quindi si attesta che si possono ottenere benefici sul recupero del benessere connesso alla vitalità globale, e si specifica che tali pratiche non sono pratica medica, e quindi non sono ne saranno convenzionabili dal sistema sanitario.

La cosa è una doppia vittoria, perché non solo riconosce anche se in piccola parte il ruolo che le discipline olistiche hanno, ma si lascia intendere che lo studio necessario per diventare medico è diverso da quello per diventare operatore olistico o bio naturale, e quindi le due professioni possono collaborare nel reciproco guadagno. Vedete dico questo perché lo studio necessario a diventare medico è importante e merita rispetto, ma è molto diverso da quello necessario a padroneggiare le discipline olistiche, nelle quali è importante sviluppare l’empatia e la capacità percettiva per inquadrare la persona che viene da noi in un contesto più ampio, che comprende ad esempio cause legate a: vite passate (o meglio altre incarnazioni); memorie genetiche intese come esperienze vissute da antenati in modo profondo che ancora hanno un eco sui discendenti; equilibrio energetico ambientale, ed equilibrio energetico associato alle energie planetarie e celesti; ecc.. Questo tipo di preparazione richiede anni di lavoro su se stessi, tanto quanto un medico passa anni a studiare farmacologia, embriologia, biochimica, istologia, ecc.. Tutte materie tutt’altro che leggere. In alcuni casi si sono considerate delle discipline olistiche come professione medica, ma è stato davvero un guadagno? Perché in quanto professione medica tali metodi possono essere praticati solo da medici la cui preparazione per quanto profonda li ha abituati a ragionare in una modalità che è molto distante da quella che portiamo avanti nell’olistico, basata sull’ascolto interiore, sull’accoglienza, e su sviluppare capacità Ispirazionali e di percezione non fisica.

Ma chi viene considerato un operatore delle discipline bio naturali?

Ecco il lato dolente della legge, perché la cosa purtroppo assume per ora l’aspetto di un puzzle cinese. L’articolo 6 comma 1 parla dell’istituzione di elenco delle discipline. Il comma 2 dice che possono iscriversi gli operatori che hanno conseguito i percorsi formativi riconosciuti dalla Regione Veneto.

D’altra parte l’articolo art 6 comma 3 dice chiaramente che “L’iscrizione nell’elenco non costituisce comunque condizione necessaria per l’esercizio dell’attività sul territorio regionale da parte degli operatori.”

In pratica al momento si può aprire Partita Iva e lavorare come operatori del settore senza bisogno di essere iscritti al registro di Regione Veneto, la cosa è corretta in quanto esiste una legge nazionale la 14.1.2013 n. 4. “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” che tutela la libera professione.

Iscriversi al registro di Regione Veneto rappresenterebbe quindi una conferma di qualità e ci permetterebbe di uscire dalla buia zona di stregoni nella quale siamo attualmente considerati dai più.

Tuttavia… al momento il decreto è in fase di attuazione, Regione Veneto deve ancora stabilire i parametri e le modalità per cui si possa iscriversi al registro, ne ha indicato quali siano le discipline riconosciute dal registro, e ha lasciato ad un altro decreto la valutazione di quali percorsi formativi siano riconosciuti. Tale decreto però è generico e andrà ulteriormente specificato definendone dei parametri.

Se volete cimentarvi nell’impresa di destreggiarvi nei meandri della burocrazia potete leggere l’articolo 3 comma 1 il quale dice che vengono riconosciuti i percorsi formativi attuati da “organismi di formazione accreditati secondo la legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 “Istituzione dell’elenco regionale degli organismi di formazione accreditati”, e successive modificazioni.

Potete consultare la legge regionale e gli aggiornamenti a questi due link:

https://www.regione.veneto.it/web/rete-degli-urp-del-veneto/accreditamento-organismi-formazione

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=228465

Ecco quindi che per il momento non cambia nulla. In futuro appena avremo maggiori dettagli da Regione Veneto potremo capire come si configurerà la pratica olistica in Veneto e se la cosa ci sarà effettivamente di vantaggio o se ci sarà chi farà ricorso alla legge regionale, o se sarà necessario distinguere fra i vari tipi di operatori. Ad esempio una risposta piuttosto critica proviene dalla Confartigianato Veneta la quale fa giustamente notare le effettive differenze fra i vari tipi di pratiche ad esempio quelle che richiedono contatto fisico come la riflessologia e la kinesiologia, da quelle che non necessitano di contatto come la Ricalibrazione Planetaria®, la Tecnica Energo Vibrazionale®, il ThetaHealing®, o le varie forme di ArteTerapia (le quali tuttavia stanno seguendo un loro percorso di riconoscimento del tutto autonomo), chiedendosi se tali pratiche possono essere unite tutte in unico blocco.

La risposta della Confartigianato Veneta potete leggerla a questo link: http://www.informaimpresa.it/item/professioni-bionaturali-esce-il-progetto-di-legge-regionale

Trovo tuttavia corretto correggere l’autore dell’articolo su due punti:

Nel testo si parla frequente di una “Chinesiologia” come pratica bionaturale. Eppure la Chinesiologia è una scienza che studia il movimento del corpo, mentre la Kinesiologia, scritto con la “K” invece è una disciplina olistica che si basa sul rapporto mente-corpo e sulla liberazione degli squilibri emozionali e psichici accumulati nel corpo tramite semplici pressioni mirate su punti specifici del corpo a liberare i circuiti del dolore, delle tensioni, e innescare processi di auto-consapevolezza per prendere coscienza della possibilità di risoluzione di tematiche limitanti.

Il secondo punto invece è dove l’autore dell’articolo equipara l’attività estetica a quella bionaturale dicendo che pratiche completamente diverse fra loro come massaggio (non si sa di che tipo), chinesiologia (sempre senza la K) e naturopatia (O_o oh my god!!!) siano simili alla pratica estetica. Ora non vedo come la naturopatia sia assimilabile alla pratica estetica, visto che educa a uno stile di vita adatto per ritrovare il benessere e all’eventuale uso corretto di integratori alimentari di carattere erboristico. la Naturopatia poi è una disciplina normata UNI con una sua realtà professionale a se state e ben definita. Ma sopratutto poi esiste già da tempo la figura del “Professionista del Benessere Psicofisico con il Massaggio Bionaturale” che è stata normata UNI nel 2017 e quindi viene riconosciuta anche come una pratica di massaggio ben distinta dalla pratica del massaggio estetico e da quello fisiatrico o a scopo terapeutico. Non solo poiché ad esempio nello Shiatsu che non è nemmeno un massaggio (viene definito dalla pressione e dal contatto ed esclude pratiche di manipolazione muscolare o cutaneo), diverse volte sono state intentate cause contro operatori con l’accusa di abuso di professione estetica, e tutte quelle cause in tutta Italia sono state vinte dagli operatori Shiatsu. Si, perché i giudici hanno sempre rilevato che la pratica estetica e quella bionaturale hanno finalità diverse, da un lato l’estetica e dall’altro l’incremento delle risorse vitali. Questo non toglie nulla al fatto che un estetista possa praticare una disciplina bio-naturale, ma le due cose vanno distinte.

Ad esempio una storica sentenza del consiglio di stato che riguarda la pratica del Tuina distingue nettamente le due cose è la “Sentenza N 3378-2016 Consiglio di Stato (Shiatsu e estetica)”:

articolo su La Stampa http://www.lastampa.it/2016/07/27/italia/consiglio-stato-no-allo-shiatsu-dalle-estetiste-plauso-della-federazione-GsVcFTEfVMismfbt4zZiPP/pagina.html

link al decreto legge: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=5PE2UDYXPW5L7DOBL3CT2RS6V4&q=

Mi dispiace solo notate che le associazioni di categoria delle estetiste hanno reagito male e credono che la sentenza gli tolga lavoro. Questo non è mai stato reale, perchè la preparazione triennale ad esempio necessaria allo Shiatsu, come la preprazione specifica necessaria a praticare Tuina è diversa dalla scuola per diventare estetiste e i due trattamenti hanno finalità diverse.

Purtroppo qui si vede una logica vecchia che vede un “nome orientale” associato al contatto fisico esclusivamente come una forma di business senza guardare più in profondità. Si crede forse che usare un nome orientale come Tuina serva solo il “vendere” un contatto fisico rilassante e basta, e quindi si creda che la cosa vada in concorrenza con altre figure professionali, senza voler vedere che invece la maggior parte di coloro che lavorano nel bionaturale si impegnano realmente per fornire un reale e efficace servizio per l’incremento del benessere a 360° non estetico, anche inteso nel miglioramento delle risorse vitali, e che per farlo studiano per anni in modo molto preciso (le scuole di Shiatsu, Tuina, e molte altre richiedono 3 anni di studi). È triste notare che ragioniamo ancora sotto la logica del dio denaro e non della competenza del servizio, la quale poi diventa la conseguenza del guadagno e non viceversa. Le opposizioni mosse in tal senso si rivelano quindi da se come inconsistenti.

Ad ogni modo il decreto legge di Regione Veneto apre una finestra molto interessante nel settore, vedremo nei prossimi tempi come e se verrà attuato e a cosa porterà. Spero francamente che serva a tutelare la professione olistica e a favorire il riconoscimento della stessa anche portando il riconoscimento di uno standard di qualità nel settore (no a stregoni improvvisati che guariscono il mondo dopo un giorno di corso comportandosi da santoni quando fino al mese prima vivevano di birra e partite please).


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.