La paura e la meditazione (due parole a proposito di COR-Vacuum)


Praticare meditazione, discipline vibrazionali, praniche, relative alle energie sottili, è sempre stato un confrontarsi con la paura.

Forse credete che siano cose “peace and love” in cui entri in uno stato di benessere immediato, stacchi i pensieri fastidiosi, parli con gli angeli.

In realtà è un confronto quotidiano con la e le paure. È uno sviscerare lati oscuri o trovare il coraggio di fare il passo successivo verso il nuovo te. Ma il nuovo, così come i cambiamenti, specialmente quelli vissuti dentro, spaventano terribilmente.

La paura è quello strumento funzionale, predisposto per la vita, la quale esiste solo finchè manteniamo un corpo biologico. Per evitare l’assenza di reazione di fronte ad un pericolo c’è questo meccanismo puramente biologico, dedito alla sopravvivenza, per il quale quando la paura si attiva il corpo reagisce automaticamente. Viene prodotta adrenalina dai surreni che fa aumentare il battito del cuore e quindi ci predispone all’azione. A fuggire così come a combattere. Tuttavia questo comporta dei processi distruttivi nel corpo, per cui è sana a piccole dosi, se provata costantemente – cosa che accade nel nostro modello di società – diventa distruttiva. Etericamente la paura è un emozione che compatta dentro di noi un pacchettino di etere, carico delle informazioni, dissonanti, vissute in quel momento, è quindi un legame dissonante con ciò che si è vissuto. È un pacchettino, un cubo condensato di etere dissonante, distorto, che porta con se la traccia dell’evento. In termini eterici è una dissonanza condensata, ovvero una dissonanza che si compatta e forma come l’equivalente di una ciste in termini eterici, nella Dimensione Eterica dove si è formata.

Praticare ad esempio Ricalibrazione Planetaria così come altre pratiche e forme di meditazione, è un confronto costante con queste tematiche, perchè è tutto un costante spacchettare e dissolvere (solve) quei pacchettini, quindi (et) riportare consonanza li dove erano stati memorizzati, fissati, (coagula). Questo si fa riconoscendo quei pacchettini, quindi portandovi un set di eteri adatti a spacchettarli, quindi accogliendo ciò che emerge, quindi ricompattando una nuova e più evoluta consonanza.

La parte dell’accoglienza verso ciò che emerge è la parte diciamo emozionale, del accoglienza con noi stessi e con ciò che abbiamo vissuto. L’altra parte, quella del “che etere porto, dove e come” è la parte facile, è quella tecnica. Per impararla basta ripetere a sufficienza le pratiche. Ma la parte dell’accoglienza quella va compresa da se, con se stessi.

È facile parlare di accoglienza a mente lucida, ma il bello avviene nella vita quotidiana, quando ad esempio scopriamo di essere arrabbiati senza capirne il motivo. Quando ci giudichiamo costantemente per non raggiungere i risultati che ci eravamo aspettati di poter raggiungere. Quando incolpiamo un altra persona, sapendo benissimo dentro di noi che non è una sua colpa, ma ci fa comodo puntare il dito li fuori, perché ci evita di confrontarci con quello che riteniamo essere un fallimento. E del fallimento in questo modello di società ci hanno insegnato che bisogna avere timore. Ma, senza fallimento non c’è crescita. La storia della scienza è fatta di fallimenti che hanno portato a formulare nuove teorie, nuovi fallimenti, e via così fino nel mezzo ad ottenere qualche risultato.

L’opera con noi stessi richiede coraggio e compassione proprio per questo. La cui base è coltivare l’accoglienza verso ciò che ora e in questo momento stiamo sperimentando.

Prendiamo un campo informativo come la “Consonanza dei Chakra”, ma anche e sopratutto “Cor-Vacuum“. Che cosa proviamo mentre svolge la sua funzione di spacchettare quei cubetti di etere dissonanze iper compressi dentro di noi? Certo, lo fa con sempre il parametro del massimo equilibrio, ma quando il pacchettino viene fuori un po’ di tensione emerge. Ecco che in quel momento è d’aiuto accogliere proprio quella tensione perché dietro il volto della rabbia c’è la paura e dietro il volto della paura c’è quello del dolore. Riconoscendolo e accogliendolo ecco che ci permettiamo di ottenere la spinta vera e lucida per andare oltre il dolore stesso.

Ed ecco che paura e dolore possono diventare spinte costruttive che possono spingere persone a dedicare la propria vita a spacchettare quei cubetti di dissonanza, ipercompressi. Dentro di se, così come ancorati in luoghi del pianeta e con i quali siamo ad un livello più sottile tutti in risonanza. In noi ci sono dissonanze ereditate dalla linea familiare, da altre vite e persino acquisite per imprint dal luogo dove siamo nati e cresciuti.

Accoglierli e quindi, senza combatterli, dissolverli (solverli) ci rende Liberi.

Il taoismo a questo proposito direbbe Wei Wu Wei, ovvero agire senza agire. Dissolvere la dissonanza, l’aspetto distorto dell’etere senza combatterlo, perchè combattendolo lo alimenteremmo con ulteriore dissonanza, creandone a nostra volta. Accogli. Solvi i legami dissonanti con quella cosa e con te stesso in relazione a quella cosa. Quindi agisci per solvere quella cosa. Agire senza agire. Agire senza restare legati al risultato. Agire come se stessimo giocando. E alla fine agire nel mondo, solo dopo aver agito in noi stessi, creando zero resistenza, zero contraccolpi.

Nel compiere quest’opera vi do solo due indicazioni da tenere a mente:
Dopo la solvenza riportatevi con i piedi per terra (coagula-condensa), pratiche per ristabilire il radicamento (Etere planetario Terra), sport, buona tavola – buona perchè il piacere di vivere qui ed ora è importante e non va mai dimenticato. Non pratichiamo per fuggire da un mondo simile ad una prigione. Pratichiamo per permettere a noi di accogliere il paradiso che questo pianeta può già essere se solo ce lo permettiamo. Ma per farlo c’è bisogno di scompattare i cubetti dissonanti che parlano di paura, e di limiti alla novità e al riconoscere correttamente qualcosa di sano da qualcosa di distorto, perverso.

L’eccesso porta al palazzo della saggezza diceva W. Blake. Al contrario forse eccedere con la “pulizia energetica” porta a ben poco. Accoglienza e solo dopo azione. Pulire ossessivamente il corpo energetico ci porta solo a proiettarci lontani dal corpo, risponde più alla paura stessa, che non al coraggio di permetterci di Essere. Permettetevi di sperimentare la Vita per prima cosa. Poi accogliete ciò che l’esperienza vi da. Solo a questo punto agite per la solvenza della dissonanza. È tutto fuorché una guerra. È solo la fase al bianco, la purificazione che precede la creazione. È come quando si sterilizza la sala parto. Lo si fa prima, non durante. Poi va lasciato spazio all’atto di creare quella nuova vita, quel nuovo se.

Quando ai campi informativi sono solo strumenti, il pilota siete voi. E quindi bisogna comprendere dove si vuole andare, cosa si vuole creare.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.