La Ricalibrazione Planetaria ® applicata al dolore


Nel precedente articolo “La Ricalibrazione Planetaria ® applicata alla resistenza fisica nello sport” lasciavo un punto in sospeso, quello del dolore, che in questo articolo approfondiremo, dalla percezione del dolore al dare qualche spunto di pratica per poterci lavorare.

Anzitutto lo sapevate che la mente crea il 90% del dolore, sia esso fisico o emozionale? È quindi l’aspettativa del dolore – lo scenario interiore come un film che ci facciamo e che ripetiamo costantemente – la memoria del dolore passato che satura i neurotrasmettitori – a costituire quel 90% di dolore percepito in confronto a quel misero 10% di dolore effettivamente registrato biologicamente e che parte da uno stimolo fisico tanto quanto mentale.

Si perché fra dolore fisico e mentale per la chimica e la biologia del corpo c’è nessuna differenza, nada de nada.

Nel cervello abbiamo dei neurotrasmettitori chiamati Nocicettori che sono specializzati nel riconoscere e trasmettere al cervello gli impulsi del dolore. Ebbene questi neurotrasmettitori si occupano egualmente del dolore fisico come di quello emozionale.

Ora se state pensando di trovare un modo per sopprimere questi neurotrasmettitori STOP che state prendendo un granchio! La percezione del dolore è quel meccanismo sano che ci mette all’era di un problema.

Se percepiamo il dolore per aver tenuto una posizione errata con la schiena, possiamo sederci meglio. Se non sentiamo dolore – o se siamo abituati ad ignorarlo la cosa può diventare pericolosa perché il problema ignorato può solo peggiorare, non si risolve da se. Se mettiamo la mano sul fuoco il dolore ci fa sapere che quella cosa danneggia il corpo e quindi va evitata. Se una relazione ci fa stare male è il segnale per cambiare noi stessi o cambiare relazione. Se ci forziamo a stare in una relazione dove stiamo soffrendo a lungo andare ecco emergere quella vasta gamma di mali considerati psicosomatici – ovvero in cui il corpo esprime una intima sofferenza repressa, non vista e taciuta. Davvero dietro tanti squilibri gastrici c’è semplicemente questo, così come dietro tante contratture della colonna vertebrale e specialmente delle cervicali. C’è una profonda e innegabile relazione mente-corpo (nb solo in Italia viene, dai più considerata una bufala o una fantasia) in cui il corpo esprime le tematiche sepolte e represse. Poi a volte facciamo finta di non vedere tutto questo, perché a volte ci sentiamo persi e crediamo di non avere le risorse interiori per affrontare il cambiamento verso il quale il corpo e la vita ci stanno spingendo. È un effetto dato dall’istinto di sopravvivenza, che ci nasconde alla vista attraverso un meccanismo di rimozione inconscia ciò che in questo momento viene percepito come troppo grande o spaventoso per essere affrontato. Eppure crescere e cambiare per il meglio significa proprio cogliere quegli spunti e, trovare o farci aiutare (da personale competente e formato appositamente) a trovare le forze per farlo.

Torniamo al dolore, al semplice dolore e alla percezione del dolore stesso. È possibile intervenire quantomeno per ridurla?

Forse vi stupirà ma molte discipline che nella sola Italia sono definite olistiche (altrove hanno altre definizioni forse più corrette) lavorano sul dolore, solo che non è “magia”: tocca il pulsante e si spegne il dolore. Sono risultati che si ottengono mettendosi in gioco e accettando la sfida del cambiamento.

Anni fa seguivo un percorso di Mindfulness, una delle insegnanti ci disse che uno dei risultati ottenuti dopo settimane di pratica costante fu la riduzione del dolore fisico da 10 a 1. Sì, perché quella ragazza non scese nei dettagli ma ci spiegò come soffriva in modo cronico di dolori che si scatenavano in tutto il corpo. Ci spiegò anche come buona parte del “miracolo” l’aveva fatto il cambiare atteggiamento con se stessa. Aprendo le porte all’accoglienza totale anche nei confronti di quello che rivolgendosi a se stessa poteva trovare inaccettabile e provare emozioni di rifiuto, aveva scoperto che il dolore fisico smettendo di combatterlo, smettendo di crearsi l’aspettativa del dolore, lo scenario mentale del dolore che cresce… semplicemente si riduceva.

Questo in realtà è un punto condiviso da molte discipline diverse. I risultati ci sono, ci sono sempre stati ma… passano sempre dalla porta del cambiamento di atteggiamento interiore. E se a questo aggiungiamo una pratica capace di deprogrammare la memoria in termini di energia sottile del dolore?

Ecco, qui vi racconto invece di come con la Ricalibrazione Planetaria ®, abbia dissolto il dolore alle articolazioni dato dall’intensa attività fisica 😉

Come accennavo nell’articolo precedente l’andare in montagna a scalare e camminare per sei-sette ore può dare degli eccellenti spunti di lavoro. Perché limitarsi alla sola disciplina fisica se possediamo gli strumenti per interagire con le energie sottili? Il corpo, la biologia sono finemente influenzati dalla mente e più che dalla mente dalle energie sottili.

Così quando fin dalla prima sera mi sono ritrovato con le articolazioni doloranti ma con una grande voglia di camminare e scalare il giorno successivo mi ci sono messo al lavoro. Il focus non era togliere il dolore, ma ottimizzare il recupero del corpo – con questo in mente le strade sono davvero tante, quella che vi riassumo è quanto ho applicato con ottimi risultati su me stesso, ma ci sono molte altre possibilità.

Spunti di Sperimentazione: versione completa.

Il dolore cos’è? È un segnale, un informazione, un impulso registrato dai sensi.

Quindi come accennato in precedenza troveremo una parte che è segnale attuale, realmente presente. Ed una parte che è la memoria o l’eco di un vecchio segnale, accumulato e messo da parte, il quale contribuisce ad alimentare il segnale attuale.

C’è anche una parte del segnale che è creato dalla mente semplicemente vivendolo intimamente – questo è più che “pensare al dolore” è il viverlo emozionalmente, mentalmente e, con tutta la gamma di facoltà della coscienza.

Dove passa questo segnale, che strada fa nel corpo e, quindi dove può restare in memoria?

Quali sono gli organi o i sistemi nel corpo che lo memorizzano?

Dai recettori dei 5 sensi qualunque stimolo fisico viene accolto nel sistema nervoso.

Il Campo Olofrattale dei Recettori Sensoriali trattiene molte informazioni, anche dissonanti.

Ad esempio il Campo Olofrattale dei Nocicettori (i recettori del dolore) associati al dolore fisico trattiene le memorie di dolore “generico”. Mentre i Meccanocettori registrano le memorie del tatto. Ci sono altri recettori e possiamo Ricalibrarli tutti per azzerare con la pratica il cumulo di segnali dissonanti che hanno mandato in memoria, questo incrementa parecchio la lucidità mentale percepita.

Poi dopo i 5 sensi il segnale passa attraverso la Colonna Vertebrale – ed è li che molto del segnale del dolore rimane in memoria.

Il Campo Olofrattale della Colonna Vertebrale è come un autostrada, è il campo della comunicazione fra “cielo” e “terra”, fra Asse Celeste e Asse Tellurico, fra Futuro e Passato, fra ciò che è idea, potenziale, e ciò che è memoria, potenziale manifestato. Ecco che dare una bella Ricalibrata al Campo Olofrattale della Colonna Vertebrale torna utile.

Da qui il segnale passa ad una regione quasi magica del cervello il Mesencefalo… Un parolone per definire una regione il cui Campo Olofrattale fa da banco di memoria agli eventi vissuti, ai condizionamenti, ai programmi inconsci specialmente quando legati ad eventi vissuti o immaginati.

Nel Mesencefalo si registra e proietta molto della vita anche in senso spaziale, della relazione di noi come corpi con altri esseri viventi, altri corpi. Ecco che Ricalibrare il mesencefalo e liberarlo dalle dissonanze torna una chiave molto utile.

Poi il segnale viene accolto dal sistema Limbico – quella regione del cervello predisposta ad elaborare le emozioni. La vita è fare esperienza. Ma l’esperienza assume significato e rimane in memoria d’Anima e quindi ci porta ad Evolverci e Crescere come esseri migliori del giorno prima, solo quando accogliamo il valore intimo di quell’esperienza. Questo si fa col Cuore. Ecco, che il Sistema Limbico in termini sottili svolge anche questa funzione. Del Sistema Limbico fanno parte alcuni organi molto interessanti:

Il Talamo, il cui campo olofrattale in termini sottili è una centralina che accoglie e smista i segnali recepiti dai 5 sensi e dall’interno del corpo. Il Talamo si occupa di regolare, ordinare e controllare l’operato di tutto il resto del corpo sottile.

L’Ipotalamo, il cui campo olofrattale registra tutto ciò che riguarda appetiti e istinti, come l’istinto di sopravvivenza… e informa il resto del corpo sottile di conseguenza.

L’Amigdala, la quale ha il compito di registrare una memoria come positiva o negativa…

L’Ippocampo, che è la porta o il gancio che ripesca i ricordi e le memorie anche ancestrali.

Ecco che tutto il Campo Olofrattale del Sistema Limbico è predisposto a darci “il senso della vita” in termini di emozione, di gusto (il sapore della vita), di piacere (il piacere della vita). Ecco che grazie a questo meccanismo biologico e chimico l’Anima registra e sperimenta il piacere, il dolore e tutta la gamma di dinamiche terrene ed umane. Grazie a questo l’Anima può giungere finalmente alla completezza, può capire cosa vuol dire vivere completamente e realmente – scegliere l’iper razionalità – il negazionismo della vita d’Anima – è spesso una reazione, una paura, una fuga di fronte a questi fatti. Si cerca di censurare l’aspetto “che sente” di se, per non sentire, non soffrire, ecc… Finendo per vivere a volte in proiezioni mentali come ideali rigidi e austeri di perfezione, sforzandoci o forzando gli altri ad aderire a stretti standard che sono solo barriere contro il vissuto emozionale del quale abbiamo timore e, che faremmo bene a rielaborare.

Prima di proseguire sia chiaro che non c’è alcun intento di suggerire che le pratiche meditative e con le energie sottili sostituiscono la psicoterapia o l’azione di un antidolorifico prescritto dal medico, sia chiaro. Possono essere sostegni collaborativi a percorsi anche già avviati ad esempio di terapia medica e psicologica.

Ad ogni modo noi che ce ne facciamo di tutte queste informazioni? Ecco che possiamo Ricalibrare come visto a partire dal corso Fase 1 i Campi Olofrattali corrispondenti agli organi e sistemi citati. Faremo una prima pratica mirata al portare in consonanza ed equilibrio tutti i sistemi indicati. Ed un secondo passaggio, identico al precedente (richiamando sempre le stesse tre energie come indicato nei corsi e in qualche articolo) ma con il fine di dissolvere le memorie del dolore in eccesso, quello non più reale e legato al segnale recepito dai sensi – ma quello alimentato da noi stessi.

Spunti di Sperimentazione: versione speed per gli Ispirati

Ora, conoscere il corpo umano è utile e personalmente a me appassiona parecchio. Mi aiuta sopratutto a capire dove osservare per cercare ad esempio la memoria in termini sottili (non psicologici) del dolore da dissolvere. Tuttavia possiamo anche procedere in una modalità un po’ più intuitiva. Questo può tornare utile anche a chi pratica discipline come il Thetahealing ® oltre che a chi pratica Ricalibrazione Planetaria ®.

Potreste essere tentati di dissolvere il dolore li dove viene sperimentato, ad esempio sulle articolazioni o sui muscoli e, invece fermatevi un istante. E chiedete alla Divina Fonte (o al Creatore se praticate Thetahealing ®) di farvi vedere o percepire dove nel cervello c’è il Focus del dolore.

Sì, il Focus, perché nel cervello biologicamente c’è sempre un punto o più punti che si accendono quando viviamo un dolore. Focus in latino significa fuoco ma si intende anche “attenzione concentrata” o “focalizzazione”, come “mettere a fuoco” cioè concentrarsi bene su una cosa per vederla meglio. I più Ispirati potranno osservare con la vista sottile, come vi sia effettivamente un “punto acceso” nella corteccia celebrale che può apparire come un piccolo fuoco o una piccola sfera calda, infiammata. È lo scenario interiore che ripete in loop l’evento che ha causato il dolore nella sua manifestazione sottile, di energia sottile. È anche lo scenario come un film ripetuto di altri dolori collegati a quello vissuto, che quindi vanno ad alimentarlo. Biologicamente è probabile che ci siano dei neuroni o altre cellule celebrali che come se fossero sempre attive ripetessero quelle memorie associate al dolore, in loop, incessantemente.

A questo punto si dissolve il focus del dolore con i metodi che avete appreso nel vostro percorso di studi (→ non chiedetemi altro, posso solo suggerirvi come mettere in pratica ciò che avete già appreso e di cui avete già padronanza) e si riporta equilibrio.

Dissolto il focus del dolore nella mente, nel sistema nervoso, nel cervello, nella corteccia dove il dolore è acceso, potete passare a dissolverlo nell’area fisica dove si manifesta.

Al termine potete porvi le domande “magiche”:

Cosa posso imparare da questa vicenda?

Cosa questo dolore è venuto ad insegnarmi, a mostrarmi, a mostrarmi di me stesso? Qualcosa di cui prendermi cura? Qualcosa su cui lavorare per diventare più forte, migliore?

Che responsabilità di portare quale cambiamento nella mia vita posso avere?

Sì, perché è sano che la palla dell’evento torni a noi, spostandoci dal vederci “vittime” di un evento doloroso al capire che possiamo intervenire e, quale parte abbiamo in tutto questo.

Infine? Ricalibriamo la ghiandola pineale e richiamiamo in noi, da dentro di noi il cambiamento che vogliamo essere, immaginando di manifestarlo da dentro verso l’esterno.

Il Campo Olofrattale della Ghiandola Pineale è l’antenna che riceve l’Ispirazione a cambiare a crescere ad evolvere a responsabilizzarci e tirare fuori il meglio di quello che possiamo essere, allo smettere di crearci alibi e giustificazione per quello che non sentiamo di avere la forza di fare – ma a vivere passo dopo passo.

Ora può essere che questi passaggi ti sembrino complicati, in realtà sono molto semplici, alla fine si tratta di riportare equilibrio su più campi energetici con il fine di dissolvere la memoria del dolore in eccesso, e conquistare nuove facoltà interiori. È forse il modo di applicare tutto questo che ci può sembrare strano o poco familiare.

Tutto questo serve a prendere padronanza con noi stessi, con l’infinito che siamo oltre al corpo fisico e a ciò che crediamo di conoscere di noi. Ci sono aspetti del Divino incarnato – ovvero che si manifesta attraverso ciascuno di noi, ma gli va “aperta la porta”. Dissolvere quella parte di dolore che è solo spazzatura accumulata e non ha nessuna reale funzione – anzi interrogarci e chiederci cosa possiamo imparare e come crescere in risposta a tutto questo può essere uno spunto di “consapevolezza” e liberazione interiore molto utile. Ripeto, dissolvi la memoria distorta del passato che si ripete come un loop, come un film distorto, non combattere quello che ora vivi, chiediti invece come puoi crescre e migliorare costantemente.

Si ringrazia la dottoressa Veronica Gerardi per la preziosa collaborazione.

Nota. Chiaramente ci sono casi e casi, come ho sottolineato questi spunti sono finalizzati a Crescere e incrementare la conoscenza e confidenza con noi stessi. Non è medicina. La responsabilità di capire come e quando sperimentare e in che casi è sano farlo spetta a voi.

Nota 2. Prima di sperimentare tutto questo può essere molto utile praticare un qualunque metodo di rilassamento prima. Ricordate che non è una gara. Magari ne parleremo in un successivo articolo.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.