La Ricalibrazione Planetaria ® applicata alla resistenza fisica nello sport


Oggi condivido con voi un caso recente in cui mi sono trovato ad applicare la Ricalibrazione Planetaria per non crollare durante un lungo sentiero in montagna. Dopo 5 ore di sentiero fra ghiaioni d’alta quota, rocce e boschi mi trovavo a due terzi del percorso, sotto un sole implacabile, avevo terminato l’acqua, sudato tutto quello che potevo ragionevolmente sudare e la fatica cominciava a farsi sentire. Intendiamoci cinque ore possono sembrare poche anche se fatte sotto il sole e in alta montagna, ma va considerato che per tutto l’anno non avevo fatto altro che chiudermi in studio a lavorare da mattina a sera e che negli ultimi tre giorni avevo fatto sentieri altrettanto impegnativi da sette ore. Anzi, nei giorni precedenti avevo già abbondantemente praticato la Ricalibrazione Planetaria per dissolvere il dolore alle articolazioni (di come ho fatto ne parlerò in un altro articolo). Ma quel giorno mi sono trovato di fronte alla stanchezza fisica da esaurimento di risorse e disidratazione, così ho usato la Ricalibrazione.

Precisazione: Questo articolo non parla ne vuole parlare di medicina, ma di incremento delle risorse vitali anche nel campo della resistenza alla fatica e, che lo si farà da un punto di vista che questa società considera non reale. Se la relazione mente-corpo è un fatto ormai ben noto e negato solo negli ultimi due secoli, oggi possiamo riscoprire qualcosa in più che va oltre un semplice effetto che alcuni considerano di autosuggestione. Ovvero quel meccanismo della mente per cui se porto a livello inconscio un informazione questa verrà processata dalla mente cosciente come reale, alterando anche i processi chimici, ormonali e dei neurotrasmettitori. Parliamo invece di energie sottili e della possibilità di applicarle in modo molto preciso nell’incremento della resistenza fisica.

La Ricalibrazione Planetaria ® è una pratica di meditazione e gestione delle energie sottili per l’incremento delle risorse vitali e la consonanza mente-corpo e con gli aspetti più profondi e sublimi dell’essere. Nasce per ristabilire la pienezza dell’essere umano, ma con un po’ di sperimentazione si presa anche a molti altri usi.

Ma torniamo alla stanchezza da disidratazione ed esaurimento fisico. La prima cosa che ho fatto è stata osservare dentro il campo olofrattale complessivo lo stato della dinamo sottile che alimenta tutto il corpo sottile. Questo non è un campo energetico di per se ma è una struttura dentro ogni altro campo energetico.

Si pensa che il corpo sottile o corpo energetico possa scaricarsi e ricaricarsi e, che abbia dentro di se dei “serbatoi” che possono essere riempiti di energia sottile. Eppure non è così, in realtà noi abbiamo una sorta di dinamo – un generatore perpetuo che come una ruota o un vortice (no – non sto parlando di chakra) mantiene attiva la carica di tutto il corpo sottile – immaginate un ingranaggio al quale sono collegati altre decine di ingranaggi. Questo ingranaggio principale ruotando fa girare tutti gli altri. Pertanto esso rallenta la velocità di movimento quando troppe cose gli sono collegate, oppure quando la sporcizia finisce per inserirsi fra i dentelli con cui si collega agli altri ingranaggi.

Oppure possiamo immaginare un vortice sempre attivo, che col suo girare fa girare tutti gli altri campi energetici. Non si scarica mai, quando si ferma è perché siamo cadaveri. Tutti gli esseri viventi ne hanno uno. Piuttosto può vorticare più lentamente, rallentando così tutto il sistema sottile. Questo avviene quando gli diamo troppe cose da sostenere o quando chiediamo di dare molto ad esempio per la fatica fisica a cui non è abituato. Poi con il riposo il vortice riprende a girare.

Lo considero una dinamo che mantiene attiva la circolazione energetica in modo perpetuo perché: L’energia sottile è sempre, sempre in movimento. L’energia è statica, ferma solo in un cadavere.

Ecco quindi che non si tratta di un serbatoio ma di qualcosa più simile ad un muscolo – o ad una pompa, come lo è il cuore fisico che pompa il sangue nel corpo.

Questa centralina di dinamizzazione energetica è presente non solo nel corpo sottile “complessivo” ma in realtà ogni singolo campo energetico ne ha una. Ad esempio ogni chakra in quanto campo energetico ha una dinamo sottile dentro di se. Ogni meridiano ed ogni agopunto hanno una piccola dinamo sottile al loro interno. Ogni altro campo energetico ne ha una.

Questo concetto deriva dagli studi del Dr. Roberto Zamperini della Tecnica Energo Vibrazionale, in cui si spiegava come dentro ogni campo energetico (chakra, meridiano, ecc..) vi fosse una centralina che accumula l’energia necessaria al mantenimento delle funzioni del campo. Roberto aveva battezzato questa centralina con il nome di Bioaccumulatore.

Tale centralina del corpo sottile, la dinamo di ogni campo energetico è in realtà composta da due campi energetici olofrattali distinti. Uno che mantiene attiva la carica energetica agendo da dinamo. Ed un altro che si comporta come un grilletto che periodicamente da la scossa alla dinamo per mantenerla sempre in attività. Immaginiamo quindi due campi energetici collegati – per immaginarli pensiamo a due sfere o meglio due toroidi – uno che vortica costantemente ed uno che manda costanti impulsi all’altro per tenerlo in movimento. Complessivamente possiamo riferirci a questi due campi energetici gemelli come alla Dinamo, ma tenendo presente che sono in realtà due campi energetici collegati ma distinti.

Dicevamo che in quell’occasione mi venne in mente di osservare – con la percezione manuale delle energie sottili – l’equilibrio della dinamo complessiva di tutto il mio corpo sottile e poi quella del campo olofrattale del sistema muscolo scheletrico e dell’Asse Tellurico, oltre che altri campi olofrattali.

Sinceramente fui stupito perché non mi ero reso conto di essere così sotto sforzo, complice il panorama così bello, l’aria pulita, era come trovarsi in paradiso anche se la fatica era davvero tanta che non mi ero reso conto di essere così al limite. Il campo olofrattale dei surreni era iperattivo, segno che il corpo produceva adrenalina per tenermi attivo e quindi segno di fatica, l’asse tellurico era indebolito, e la dinamo del campo complessivo (cioè di tutto l’essere) e del muscolo scheletrico erano scariche a metà.

Precisazione: La dinamo ha solo bisogno di riposo per ripartire. È come un muscolo che più l’alleni e più si ricarica rapidamente. Come ebbe modo di osservare il Dr. Zamperini essa è più rapida a ricaricarsi nei bambini e con l’invecchiamento rallenta progressivamente la velocità con cui si ricarica.

A quel punto usai la Ricalibrazione e le energie planetarie per azzerare le dissonanze che impedivano alle Dinamo Sottili di funzionare e per sostenerne l’attività. Il risultato fu che recuperai rapidamente le forze, tanto che un ora dopo, una volta arrivato in paese mi resi conto con un po’ di stupore che a differenza dei giorni scorsi anziché crollare mi sentivo ancora tonico e in forze.

Spunto per la pratica.

La Dinamo Sottile può essere presa come un qualunque altro campo olofrattale. Si può praticare sulla Dinamo Sottile di ogni campo su cui si pratica abitualmente, questa incrementerà la forza e la resistenza del campo stesso.

Se pratichiamo normalmente possiamo includere un quarto passaggio, dopo aver dissolto le dissonanze dal campo olofrattale, dopo averlo portato in consonanza e attivato la spinta evolutiva e di crescita con l’energia sottile del (Sistema Solare), possiamo portare la stessa energia sottile di (Sistema Solare) dentro la Dinamo Sottile del campo su cui pratichiamo, per poi concludere normalmente con il rafforzamento del campo stesso.

Se abbiamo fatto i corsi Fase 2 o Fase 3 e abbiamo familiarità con il concetto di sequenza di energie planetarie possiamo come terzo passaggio – senza focalizzarci necessariamente sulla Dinamo Sottile, ma sempre sul campo olofrattale su cui si pratica – richiamare la sequenza (Marte, Cerere, Saturno) che è l’archetipo planetario della Dinamo Sottile. Questa sequenza infatti bonifica e porta in consonanza la Dinamo Sottile del campo olofrattale su cui la richiamiamo. Nei Campi Informativi che si impara a gestire nel corso Fase 4 questo concetto è pienamente implementato ed è parte integrante del come agiscono i campi.

Chiaramente chi non ha familiarità con la Ricalibrazione Planetaria può sperimentare ugualmente con i mezzi a sua disposizione. Il vantaggio di usare le energie sottili dei corpi celesti è che vanno molto in profondità ed i loro effetti sono tanto stabili.

Faccio infine una precisazione, quando parlo di Campo Olofrattale faccio riferimento a un modello, ad un modo di vedere le energie sottili che abbiamo sviluppato con il gruppo di ricerca F-Aurea. Ogni campo energetico viene osservato come olofrattale ovvero dentro di se riproduce il modello complessivo, quindi dentro ogni campo possiamo trovare una miriade di sotto funzioni che come “piccoli” campi olofrattali fanno parte del campo “genitore” ne sono “gli organi” che lo fanno funzionare. A loro volta questi “campi dentro il campo” hanno dentro di se altri campi e così via. Un campo energetico olofrattale è un “organo” di energia sottile tramite il quale manifestiamo ciò che siamo come coscienza eterna. Alcuni campi olofrattali sono legati a, ed esprimono aspetti fisici, quindi possono esistere campi olofrattali che esprimono e regolano organi, processi, funzioni, ma anche campi olofrattali non associati al fisico. Ogni chakra, ogni meridiano, ogni agopunto, ogni cosa è un campo olofrattale. Imparare ad osservare l’equilibrio dei campi olofrattali e riprogrammarli in piena consonanza è la base della Ricalibrazione Planetaria ®. Sul Campo Olofrattale puoi trovare approfondimenti negli articoli: Organi Asportati e Campo Olofrattale. Legami Familiari e il Campo Olofrattale della Linea di Sangue. La Proporzione Aurea e la Frattalità del Campo energetico (4): Campo Olofrattale.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.