L’Amore, le difese energetiche, e il farsi carico dei mali altrui in una sessione olistica


Che virtù è AMORE?

Non è forse una virtù in cui permetti all’altra persona di essere quello che è in pace e nel pieno rispetto di entrambi? E senza comprometterti, e senza dare via pezzi di te per l’altro – ma rispettando le scelte dell’altro, sostenendolo, e incoraggiandolo a trovare la massima espressione di se. Ed è li che si crea uno spazio sano di condivisione in cui si può crescere insieme, senza rapporti di sudditanza o dipendenza.

Ecco che nell’Amore quando lo coltiviamo davvero come virtù e non come solo fatto emozionale siamo “inattaccabili”, perché c’è il rispetto alla base, per se e per l’altro.

E questo con le energie sottili cosa centra?

Centra eccome, perché sento spesso discorsi sulle energie negative e sui parassiti energetici, sui condizionamenti alieni, los voladores, ecc.. E lo dico subito sono discorsi in gran parte sensati (ne accenno in questo articolo), ma.. Se ne parliamo dal punto di vista degli operatori che si fanno carico dei mali altrui quando fanno una sessione e quindi cercano qualcosa con cui difendersi, ecco che c’è un punto che viene mancato. Perché c’è un atteggiamento del cuore che va messo in chiaro ed è alla base dell’inattaccabilità e che esploreremo almeno in parte in questo articolo.

C’è poi tutto l’aspetto della pratica, del praticare su di se la propria disciplina, e del coltivare un corpo sottile sano e forte. Questo nella Ricalibrazione Planetaria come in altre discipline si ottiene non per magia o credenza ma per pratica su di se. Si impara a riconoscere e dissolvere le energie dissonanti che nascono dalla manifestazione nel corpo sottile di cicatrici d’anima, di drammi irrisolti, di legami distorti con persone, eventi, e luoghi, e molto altro ancora. Sono perciò manifestazioni che si nascono da noi ma che hanno una loro fisicità nel corpo sottile e quindi possono essere identificate senza cadere in giochi mentali, ma ce ne possiamo semplicemente prendere cura dissolvendole, in modo da far ripartire i processi interiori rimasti rallentati o limitati. E poi pratichiamo per alimentare quella forza che come una dinamo genera potenza nel corpo sottile, che corrisponde emozionalmente al Coraggio Consapevole, il quale è una delle due più efficaci forme di immunità che conosco. L’aspetto tecnico del che energia utilizzo e come la applico viene dopo tutto questo, quella è la parte facile che si impara nei corsi. Ad esempio non è il richiamare le energie planetarie in sequenze per dissolvere quelle cicatrici o quei parassiti energetici il difficile – quella è questione di pratica, e intuito, ma la capacità di plasmare quelle energie e richiamarle (immaginate un rubinetto che può essere mezzo chiuso e far passare una goccia, oppure spalancato come una cascata) nasce dal cuore e quindi dal come ci poniamo di fronte a quelle tematiche.

Domanda: Non stai esagerando?

Risposta: Osserva la maggior parte degli operatori. Intendo quelli che credono che non gli serva praticare su di se. Quelli che non crescono mai e usano gli strumenti che hanno appreso in un corso o in tre corsi senza però usarli su se stessi ma solo sugli altri; e quelli che vivono nel dramma costante, il cui cuore sanguina per ogni cosa succede loro intorno. Non confondere questi atteggiamenti per sensibilità o per cuore – quelle persone manifestano delle grandi ferite che chiedono di essere guarite – quelle persone guariscono gli altri per poter ricevere loro stessi affetto, amore, attenzioni. Quelle persone si fanno carico dei mali del mondo per ricevere attenzioni. Certo ci sono anche delle eccezioni, persone che si impiegano davvero tanto sugli altri quanto su se stesse, e hanno guarito a fondo le proprie ferite, che tuttavia sottovalutano i propri limiti di resistenza fisica e sottile e tendono a fare molto più di quello che poi riescono a gestire.

Ora osserva tutte quelle persone, quanto spesso si ammalano? Quando tornano a casa quanto sono stanche e cariche di dissonanze tanto che diventa fastidioso star loro vicino? Quelle persone coltivano una profonda debolezza che non permette loro di essere realmente e profondamente efficaci nell’aiutare gli altri. Finiscono per dare sostegno ma che dura poco, a volte fanno miracoli, ma poi si ammalano. Si ammalano perché trascurano se stessi per aiutare gli altri – ma siamo noi le energie che possiamo dare – come puoi aiutare gli altri se trascuri te stesso, che esempio stai dando? Alcuni sono convinti che la cosa gli renda benefici di crescita spirituale (crescere attraverso il dolore), altri pensano sia normale che avvenga questo. NO non è normale, e si può farne a meno. Altri semplicemente non se ne rendono conto. Ma alla fine è solo una questione di preparazione, e di diventare neutrali, di vederci con meno importanza e solo come semplici strumenti di assistenza in quel momento, e di riflettere se e quando possiamo intervenire e quando invece è meglio non intervenire.

L’intervento poi va filtrato distinguendo le necessità reali da quelle richieste in cui non c’è un reale bisogno di intervento e la persona ci cerca solo perché è pigra e non vuole prendersi cura di se, oppure perché pratichiamo una tariffa popolare (Nota Importante: sottolineo in materia di prezzi e tariffe che parlo di operatori che fanno dell’olistico una professione, e che quindi non sono “maestri spirituali” che devono intervenire gratis perchè la spiritualità non può avere prezzo, ma professionisti al pari di imbianchini, panettieri, calzolai, preparatori atletici, ecc.. che vivono del mestiere che praticano e hanno le stesse necessità che hai tu di pagare le tasse, il conto del panettiere, del supermercato, la luce, l’auto, il riscaldamento, la scuola dei figli, ecc..) o non chiediamo nulla in cambio e quindi pensa di poterci sfruttare – si perché la maggior parte dei casi che ho osservato quando l’intervento è gratuito si sentono in diritto di usarti fino al limite e poi buttarti via quando non servi più, e invece frequentare altri che chiedono per una sessione cifre a tre zeri, tornando da noi per chiederci di risolvergli quello che l’altro operatore non è stato capace di risolvere o su cui addirittura gli ha creato problemi. E fino a qui vi sto riportando ne più ne meno che le testimonianze che nel corso degli anni ho ricevuto da parte di colleghi e le mie stesse esperienze. Ecco che in questo senso applicare una tariffa onesta per l’impegno che ci mettiamo e lo studio e le spese sostenute e che sosteniamo per mantenerci e pagare le tasse è sacro e sano. E da un altro lato filtra le richieste e fa si che sia più più facile che ci arrivino solo persone che hanno reale necessità e che decidono di impegnarsi veramente anche loro. La mente occidentale funziona in un modo contorto, se spendiamo riteniamo che quella cosa ci debba essere per forza utile. Se non spendiamo tendiamo a dare a quella cosa nessun valore. Questo vale per la maggioranza delle persone, sono pochi a viverla diversamente. A quei pochi, purché vogliano imparare a camminare con le proprie gambe si può venire incontro sapendo che l’aiuto e lo sforzo compiuto non è sprecato. Ora questo discorso serve come avrete capito ad un fine essenzialmente pratico: Regolare il tempo che mettiamo a disposizione.

Operatore? Prenditi il tuo tempo, ricevi nei tuoi spazi, definisci dei confini nei quali puoi intervenire. Allenati a restare neutrale senza farti sviare dalle necessità altrui, perché così osserverai meglio ciò di cui hanno realmente bisogno le persone, e sarai maggiormente in grado di mostrarglielo e assisterli nell’ottenerlo, e di fermarti e consigliare alla persona di procedere in altre direzioni quando è il caso.

Nessuno di noi è guru, ovvero maestro o responsabile della vita di un altro, meno che mai delle persone che riceviamo in una sessione olistica. Il compito di un operatore è fornire un aiuto nel momento in cui avviene la sessione e STOP. La vita privata di quella persona le appartiene e solo lei ha il diritto e il DOVERE di decidere cosa farne. L’operatore non può e non deve diventare una figura onnipresente che si sostituisce alla persona dicendole sempre cosa fare. Questa è una forma di dipendenza, ma non è di reale aiuto. Ancora una volta il concetto del “fissare una tariffa” aiuta la persona a non chiamarci per ogni minima cosa diventando dipendente. Se la “tariffa” è “gratis” le persone si sentono in diritto di chiamarci sempre ma non funziona, così si ottiene invece di alimentare la dipendenza.

Ora potete essere portati a credere che sia sempre necessario essere presenti alle richieste altrui, che non si possa mai “abbandonare” una persona.. E se invece quelli che si sentono abbandonati fossimo noi? E se fossimo noi, a proposito del “guarisci le tue ferite” a vedere negli altri la nostra ferita?

Ecco non è compito tuo preoccuparti, o giudicare la vita delle altre persone. Si perché se vediamo “povere vittime” intorno a noi e siamo presi dal desiderio di aiutarle ecco che stiamo sminuendo quelle persone. Le stiamo privando dentro di noi del senso profondo per cui come Anime hanno scelto di andare incontro a delle difficoltà. Le stiamo privando della possibilità di trovare dentro di se la forza di capire come uscire da quelle difficoltà. Ci stiamo sostituendo a loro nel processo di identificazione ed elaborazione del dolore. Manca quel rispetto dell’altra persona che nasce proprio dall’Amare in modo libero da drammi e pregiudizi, libero dal porci in una posizione di superiorità rispetto a quella persona. E facendo questo è facile finire per farsi carico dei loro mali. Te ne fai carico perché credi inconsciamente che quelle persone non ce la possano fare, e come una spugna empatica assorbi il loro dolore, ma non funziona così! Quel dolore si riforma finché la persona non ha trovato la sua chiave di elaborazione. Dissolvere le dissonanze associate al dolore nel modo corretto aiuta invece a trovare la chiave di sblocco, perché non ci facciamo carico di niente, e si aiuta a ridare alla persona la lucidità e lo spazio interiore che le serve, accelerando i processi di comprensione. Ma ugualmente avrà bisogno di farli.

Sostituendoci alle persone che vogliamo aiutare invece diventa facile finire per crederci santi salvatori del mondo. E quando una persona non ha bisogno di noi? E quando una persona non vuole farsi aiutare? E quando una persona “ci tratta male” perché non vuole ascoltarci quando gli diciamo quello che “canalizziamo”, si perché di fondo nel farlo abbiamo quell’atteggiamento del “so tutto io che parlo con gli angeli\Dio\i maestri\ecc..”? Quando questo avviene quella persona è cattiva? È piena di ego? È poco evoluta? È un rettiliano? No! Questo ci mostra invece che siamo noi quelli che necessitano di guarire il proprio cuore da quelle cicatrici che tutti possono vedere ma che solo noi non riusciamo a riconoscere.

Guarire il proprio cuore, ci aiuta a restare neutrali e non cadere in deliri di onnipotenza o creare relazioni fondate sulla dipendenza.

Riconoscere l’immensa forza che come Anime ognuno di noi può scoprire, ci aiuta a restare neutrali e aiutare le persone nei modi e nei tempi più sani per entrambi, senza ansie.

Allenarci, praticare con le energie sottili, praticare lo scioglimento delle dissonanze più che possiamo, praticare l’equilibrio e il potenziamento del corpo sottile più che possiamo, ci aiuta a coltivare quelle capacità e quell’elasticità del corpo sottile che giorno per giorno ci permettono di superare i propri limiti e diventare realmente efficaci.

Estratto dalla dispensa “Ricalibrazione Planetaria®: Numeri Aurei e Geometria Sacra”, corso monografico di approfondimento del metodo di meditazione Ricalibrazione Planetaria®.

Pace.

Manlio Di Donato.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.