Ley Lines Planetarie Parte II


Ricapitolando l’articolo precedente, abbiamo postulato e osservato con la percezione eterica l’esistenza (inedita almeno per me) di ley lines planetarie, ovvero che scorrono fra i pianeti del sistema solare collegandoli.

Esse seguono proporzioni geometriche, collegano i pianeti contigui (es Terra e Marte), e collegano il Sole con ogni pianeta del Sistema Solare.

Ora aggiungiamo un dettaglio sulla natura di queste linee. Esse sono come già detto proporzioni geometriche, ma sono anche probabilmente date dall’interazione fisica, magnetica e gravitazionale dei vari pianeti (ps. La gravità è una forza fisica? O una convenzione usata per spiegare un fenomeno fisico?). Questo spiega forse perchè sono rilevabili ley lines fra pianeti vicini fra di loro e perchè sono sempre rilevabili fra il Sole ed ogni altro pianeta. Mentre invece gli altri logicamente possibili collegamenti risultano estremamente deboli, quasi impercettibili, come ad esempio il collegamento Terra-Urano.

Ora va fatta una riflessione:

Ogni cosa come già descritto in altri articoli è multidimensionale. Esiste quindi sul piano fisico degli atomi e su piani eterici. Non v’è una vera e netta separazione fra fisico ed eterico (è come dire che spirito e materia sono una cosa sola alla quale diamo il nome di etere). Tuttavia indichiamo con il nome di “dimensioni” i salti che l’etere compie allontanandosi dalla materia – verso l’alto e verso il basso.

Va anche detto che una mera forma fisica – priva di coscienza – è anche allo stesso tempo incapace di generare effetti misurabili e osservabili nelle dimensioni esterne. La forma fisica, la geometria fisica, e quindi simboli, forme tridimensionali (piramidi, grafici, ecc…) producono effetti solo in quella che chiamiamo prima dimensione, e solo quando sono dotati di massa fisicamente significativa. La prima dimensione è l’etere influenzato direttamente dalla materia.

La stragrande maggioranza delle forme (a parte rare eccezioni) non influenzano le dimensioni oltre alla prima. Solo ciò che chiamiamo coscienza influenza le dimensioni dopo la prima. Al massimo la vita biologica anche in assenza di pensiero come lo intendiamo influenza le dimensioni fino alla terza. Ma non oltre.

Questo è rilevabile osservando con la percezione eterica lo stato e la qualità, (ovvero osservando la potenza e conosonanza e presenza di moto, di attività) delle dimensioni eteriche, una per una, di vari soggetti come piante, sassi, animali, ecc..

Tutti hanno tutte le dimensioni. Tuttavia c’è un enorme differenza fra una dimensione eterica attiva e viva e una invece presente ma immobile, ferma, inerte, addormentata, atrofizzata. Si possono trarre molte conclusioni ma torniamo alle ley lines planetarie.

Ecco che le ley lines planetarie in questo senso sembrano essere attive solo in prima dimensione. Mentre nel complessivo risultano inattive, addormentate, stagnanti, e quindi cariche di etere dissonante.

Questo mi porta all’ipotesi che nessuna coscienza abbia usato in modo intensivo le ley lines planetarie almeno non oltre la prima dimensione. O che se questo è avvenuto, non abbia lasciato tracce rilevabili. Questo può voler dire che pochi esseri umani le hanno usate (presumibilmente chi le usa ha compreso come evitare di lasciare tracce e frammenti di se in giro, cosa molto saggia) e che presumubilmente nessun “alieno” le usa. Se lo avessero fatto le ley lines riporterebbero consistenti “tracce di uso”, sarebbero più attive nelle dimensioni che vanno oltre la materia, cosa che non rilevo.

In realtà sperimenteremo abbondantemente se e come in ambito di Ricalibrazione Planetaria sarà possibile usare con profitto le Ley Lines planetarie. Ad esempio forse come vettori per amplificare l’effetto di un lavoro fatto qui nel piccolo, un po’ come chi ha fatto il corso Fase 4 ha imparato a fare con l’ipervettore, ma più presumibilmente per espandere le nostre “antenne” anche in termini di proiezione extracorporea. Certo prima ci sarà da ripulire a fondo e ristrutturare in modo multidimensionale ed olofrattale le linee stesse, verificando passo per passo se possiamo procedere. Il primo passaggio, attualmente in corso d’opera, è la bonifica e ristrutturazione o meglio riattualizzazione di tali Ley Lines fra pianeti contigui, escludendo in un primo tempo la Terra. Poi installare un opera che superi i limiti delle ley line naturali, fisiche, creando una rete di risonanza fra ogni pianeta in modo completamente multidimensionale, dove cioè l’aspetto multidimensionale non sia solo latente, con il 90% di esso atrofizzato come quando le abbiamo “scoperte”, ma in cui vi sia un 100% che ci possa rispondere. Al termine se si potrà fare, perchè sarà sano farlo, collegheremo anche la Terra alla rete così ristrutturata ed a quel punto potremo ipotizzarne un utilizzo per amplificare opere di consonanza fatte qui nella Terra, in modo che come una grande lente di ingrandimento, o come la cassa di risonanza di una chitarra si possano amplificare le opere di consonanza fatte qui sulla Terra, in modo che tutto il Sistema Solare risuoni e risponda assistendo tali opere.

Va ad ogni modo fatta un altra riflessione, così come esistono ley lines fra i pianeti del Sistema Solare, è possibile che ne esistano tali da collegare il Sole al nucleo galattico, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, chiamato da molti il Grande Sole Centrale. Il Grande Sole Centrale, pur essendo un buco nero di proporzioni ciclopiche, è secondo alcune tradizioniun motore che raccoglie le informazioni sane e consonanti all’evoluzione, alla crescita armonica della vita, ricevendole da tutta la galassia, e occupandosi di reinviarle. Un pò come se gli scatti evolutivi, biologici e d’anima, fatti su qualche ignoto esopianeta venissero condivisi con la Terra.

Personalmente ho quest’impressione quando vedo alcuni molluschi, seppie, calamari, ecc.. ovvero che la loro forma fisica, l’archetipo della loro forma fisica non si sia sviluppato su questa Terra, ma le forme viventi della Terra l’abbiano per così dire “preso” dal database della Via Lattea e applicato. Un pò come se esistesse un grande database dove tutti inviamo informazioni utili alla vita e dal quale ogni angolo della galassia può alle giuste condizioni accedere per promuovere la vita. E quindi questo ci può dare il senso di essere cittadini di un universo ben più vasto di quanto il nostro sguardo possa cogliere. Ma queste al momento sono solo ipotesi.

…Segue


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.