L’Intento dell’Incarnazione (3)


Segue da: Postilla a: Ricordi di Altre Vite; e Ricordi di Altre Vite.

Ecco che le considerazioni fatte negli articoli precedenti possono tornarci molto utili da un punto di vista pratico. Possiamo credere o meno a quanto detto in precedenza, possiamo però usando i metodi a nostra disposizione di percezione delle energie sottili, qualunque essi siano andare indietro fino al momento in cui come Sentire di Coscienza, come Essenza Umana abbiamo scelto di incarnarci. Possiamo tornare indietro a quel momento e rilevare i potenziali e gli intenti e le informazioni li presenti. Cosa ci siamo portati appresso? Ecco che questo è un punto di indagine molto interessante. L’energia dell’Intento dell’Incarnazione è molto delicata e porta con se molte informazioni. Osservandola ci trovo molte informazioni tutt’altro che una “tabula rasa” e questo mi fa vedere che si vivano come Sentire di Coscienza molte esistenze differenti che poi si focalizzano in un momento unico nella creazione di un corpo in collaborazione con due genitori e le loro memorie genetiche. La nascita diventa quindi l’espressione di una necessità del Sentire di Coscienza (o per usare un termine più vicino a molti “una necessità d’Anima”).

Ecco che oltre alla filosofia possiamo fare qualche riflessione pratica.

È possibile trasformare i pacchetti di informazione presenti nell’Intento dell’Incarnazione qualora siano dissonanti (memorie difficili) o persino dissolverle in quanto già avvenute e non più necessarie a fornire “materiale per fare esperienza”?

È possibile entrare in risonanza con l’intento dell’Anima di incarnarsi e quindi tirare letteralmente fuori l’intelligenza innata che dorme dentro di noi e ci guida nella realizzazione della vita che abbiamo scelto?

E come fare?

Se volete semplicemente prendere contatto con tali potenziali per sperimentare potete usare i metodi a vostra disposizione (pratiche con le energie, meditazione, ecc..) e focalizzarvi sul portarvi a ritroso nel tempo, fino alla vostra nascita, e più indietro fino al concepimento, e ancora più indietro fino all’intento che ha fatto avviare i lunghi processi dell’incarnazione.

È una porta, e quando hai capito che si può aprire (molte porte restano chiuse perché non crediamo di poterle aprire; altre restano chiuse in quel momento perchè in quel momento non abbiamo la lucidità o la sensibilità, o la volontà necessarie ad aprirle) semplicemente lo fai. Se non si apre vuol dire che non è il momento per farlo o le modalità sono distorte o inefficaci.

Domanda: Aspetta stai dicendoci che l’anima entra nel corpo fin da subito?

Risposta: NO! È un punto di vista limitato, bisogna pensare più in grande. Per quello che vedo l’Anima sceglie di arrivare e quindi si avvia un lungo e lento processo di incarnazione che parte dalla moltiplicazione della cellula uovo. È come se dicessimo che un architetto che vuole costruirsi casa ci entra ad abitare prima che sia finita. In realtà prima che il Sentire di Coscienza sia completamente sintonizzato sul nuovo corpo possono volerci anche anni, è un processo graduale. Con la nascita avviene una “fissazione” della coscienza nel corpo. In questa fase la coscienza è rivolta al sottile e meno al fisico, perchè il canale per cui si è incarnata è ancora aperto. Per questo motivo i bambini specie se molto piccoli vedono le energie sottili con molta facilità e spesso parlano con “esseri invisibili” e “dicono cose che non potrebbero sapere” (questo punto lo so, merita un enorme approfondimento, forse in futuro). Solo dopo qualche anno questo progressivamente si chiude e la coscienza man mano che si entra nel mondo degli adulti e si sviluppano le strutture fisiche, si adatta completamente al corpo. Ripeto quindi che dal mio punto di vista è un processo graduale che tiene anche conto degli intoppi ad esempio come le interruzioni di gravidanza, involontarie o meno. Si anche le interruzioni volontarie. Per me quelle che sono le forze profonde dell’Anima e della coscienza umana sono infinitamente più grandi e sagge di quanto crediamo, e quindi quello che qui ed ora viene vissuto come un dramma – dall’altra parte del velo è magari visto solo come un sasso lungo il percorso. L’anima è una forza profonda che non viene deformata o ostacolata. Semplicemente continua – sempre – il suo percorso, e quando non ci sono le possibilità per la sua manifestazione fisica si mette in attesa. Per quelle forze profonde dentro di noi esiste nessun dramma, perché esiste nessuna separazione fra l’Anima e il Divino, e fra ogni essenza d’anima. Questo è difficile da credere, ma anziché credere ne possiamo fare esperienza come si è sempre fatto negli ultimi millenni, anche attraverso varie pratiche di meditazione.

Pace. Manlio Di Donato.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.