Ma le chiese bruciano da sole? (parte 1)


Oggi voglio portarvi un po’ di eretiche riflessioni, sopratutto nel tentativo di fare pulizia di una lunga e antica serie di superstizioni e paure. Le due cose vanno a braccetto si perché la superstizione è il voler vedere spiegazioni fantasiose in fenomeni sottili che nascono dai cicli del cosmo e dalle profondità dell’inconscio. Nella superstizione c’è invece uno svuotamento di significati, la privazione dell’Ispirazione a favore di spiegazioni favolistiche che alimentano paura o il potere di chi coltiva la superstizione in coloro in cui questa fa presa.

Ad esempio è più facile credere ai mostri alieni che rubano l’anima anziché prendere coscienza che siamo infiniti, che quella che chiamiamo “anima” e come sensitivi vediamo è solo una piccola parvenza di una realtà che si svela solo quando abbiamo aperto certe porte. In caso contrario vediamo proiezioni del nostro inconscio, mostri, alieni, ecc.. come proiezioni di un se negato, un se bambino che rompe le cose per ricevere attenzione, che rompe anche a volte noi stessi.

Ma questi sono altri discorsi, già accennati in http://terracuore.it/mostri-alieni-entita-altro-pattume-illusorio/ 

Partiamo da questo, troppo spesso si vuole vedere l’operato di fantomatiche forze del male quando perdiamo qualcosa di bello e caro.

Ad esempio quando un operatore, magari che aveva aiutato tante e tante persone ed aveva un grande cuore muore di attacco cardiaco ecco che subito sentiamo dire che è stato attaccato da gente cattiva.. E se quell’attacco di cuore fosse invece stato il risultato di un carico di lavoro eccessivo in cui l’operatore per far avvenire l’aiuto con le energie ha inconsapevolmente investito troppo di se? Queste sono di solito persone che vivono profondamente in se il dramma degli altri e quando incontrano persone che non sembrano volercela fare o “non vogliono capire” essi usano il loro cuore per far avvenire quell’aiuto dando inconsciamente una parte di se a quelle persone che sono “prive di cuore”, ma poi quando si sovraccaricano il loro cuore non regge. Quelli nei quali la colonna vertebrale o le ossa si indeboliscono cercano invece di sostenere gli altri. Quando è la pelle a infiammarsi c’è da considerare che questi con lo stomaco cercano di digerire il dolore e i conflitti che altre persone non riescono a digerire. Quando sono i reni a cedere ecco che l’operatore sta usando la sua energia vitale. Ovviamente non va cercata l’origine di alcune malattie in questi fatti, il discorso va contestualizzato nel caso degli operatori che fanno tanti, tanti, trattamenti e stanno male per il troppo lavoro.

Domanda: Aspetta mi hanno spiegato che è una convinzione inconscia il farsi carico dei problemi altrui!
Risposta: Si, in parte. La convinzione è solo la superficie dell’iceberg in realtà anche l’anima o ciò che consideriamo esserci di più elevato e Divino in noi ha la necessità di imparare e crescere, anche sul come impiegare energie e tecniche.

Domanda: Suvvia mi hanno spiegato di richiamare energia dalla fonte ultima, non corro questi rischi!

Risposta: Non centra da quale fonte richiami energia. Centra il come ti poni in relazione all’aiuto che stai dando. Con paura verso la persona assistita? Con timore verso le stesse energie che richiami? Con coraggio? Con neutralità o rispetto per l’esperienza altrui e le scelte che hanno portato quella persona a vivere quegli eventi? Centrano poi anche i metodi.

Domanda: Io canalizzo Dio, mi è stato detto da Dio di usare il cuore e l’anima per guarire le persone, perché non dovrei farlo?

Risposta: Perché non spetta a noi guarire un altra persona, semmai dargli le basi e spingerla verso il suo cammino, ma questo è un concetto filosofico. In realtà possiamo crescere e porci delle domande migliorando costantemente, perché quello che ci viene detto anche se proviene dal Divino è solo ciò che in quel momento possiamo comprendere, sono le risposte a noi più accessibili ma possiamo anche andare oltre e chiedere nuove soluzioni che ci esentino dal sacrificio di se. Purtroppo quella che sacrificare se stessi è “bello” e premia spiritualmente è uno schema, un condizionamento e una memoria inconscia presente nell’inconscio di molti e quindi fa parte dei filtri, dei veli che inconsapevolmente emergono in queste situazioni. C’è molto lavoro da fare con noi stessi, punto.

Ok ora direte voi cosa centrano le chiese con tutto questo? Ne parliamo col prossimo articolo, queste erano delle premesse a titolo di esempio ^^

–segue

Pace.

Manlio Di Donato.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.