Il modello cabalistico e la Ricalibrazione delle Sefira


Qualche tempo fa dopo aver praticato la Ricalibrazione sui chakra e sugli agopunti talmente tanto da farmene venire la nausea mi rivolsi ad altre culture per scoprire se avevano sviluppato un sistema analogo a quello dei chakra e degli agopunti su cui potevo sperimentare.

Non avevo in mente un idea precisa, volevo solo vedere cosa succedeva e se c’era un vantaggio dall’attivare, bonificare, e ristrutturare un modello alternativo di corpo sottile. Così lo sguardo mi cadde subito sul modello delle Sefirot.

Le Sephira sono un concetto che nasce dalla tradizione cabalistica di matrice giudaica. Dice Wikipedia:

Da un punto di vista teologico tali Sefirot o ‘Luci Increate’ sono dunque considerate increate ma, in qualità di emanazioni divine, non sono vere e proprie ipostasi e dunque non possiedono la natura di esseri divini o di manifestazioni rivelate. Inoltre esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ogni individuo, nella vita quotidiana; le Sefirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. (…) L'”Albero della Vita“, o “Albero Sefirotico“, costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala ebraica. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità, chiamate Sefirot, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro nel centro; il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. Osservando la figura, si può notare che le dieci Sefirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali. (…) I tre pilastri dell’Albero della Vita corrispondono alle tre vie che ogni essere umano ha davanti: l’Amore (o la Grazia, a destra), la Forza (o la Severità, a sinistra), e la Compassione (al centro). Solo la via mediana, chiamata anche “via regale”, ha in sé la capacità di unificare gli opposti. Senza il pilastro centrale, l’Albero della Vita può divenire quello della conoscenza del bene e del male (quello biblico). I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d’opposti presenti nella creazione.

Leggendo tali descrizioni notai una forte somiglianza con il concetto di campo energetico sottile.. così cominciai a sperimentare la Ricalibrazione sulle Sefirot. E i risultati ci furono eccome!

Così come il modello Vedico dei chakra, così come il modello Cinese di agopunti e meridiani, anche il modello cabalistico delle Sefirot aveva degli effetti sul corpo sottile e sulla coscienza. Anzi per certi versi si rivelò molto utile bonificare le Sefirot per liberare la coscienza dagli schemi mentali limitanti, dai pregiudizi, e da tutta una serie di “spazzatura” mentale come voti, patti, obblighi, ecc.. Probabilmente questo è dovuto al fatto che le Sefirot sono state usate a lungo nell’ermetismo occidentale medievale e che tutt’ora sono, per motivi di eredità storica inconscia l’ancoraggio di schemi di convinzioni e proibizioni limitanti.

Ma cos’è una Sefirot dal mio punto di vista?

È un campo energetico sottile che governa determinate funzioni. Fin qui abbiamo la classica definizione che unisce tutti i modelli sottili al mondo. Ma cosa le differenzia dagli altri modelli?

Anzitutto sono legate più all’aspetto multidimensionale dell’essere umano e alla coscienza che non al governare strutture fisiche. L’influenza delle Sefirot sul fisico c’è ma è secondario. Prima di tutto le Sefirot sono un ascensore che proietta la coscienza su facoltà poco usate attivandone le corrispondenti dimensioni (strati del campo akashico). Tendono infatti ad innalzare la frequenza del corpo sottile aumentando l’energia delle dimensioni alte a scapito di quelle basse, tanto che possono dare come controindicazione un senso di vertigine. Tuttavia sono anche un ottimo veicolo per attivare alcune facoltà profonde della coscienza come la facoltà co-creatrice e le ispirazioni.

Un altro aspetto interessante delle Sefirot è che se attivate partendo dalla prima, quella che attiva gli strati dimensionali più alti, che corrispondono alla settima dimensione, e poi proseguendo a scendere per concludere con la Sefirot legata all’espressione della coscienza nel corpo materiale ecco che possono creare un effetto di conduzione sottile dalle dimensioni alte a quelle basse. In parole povere aprono un autostrada per le manifestazioni sottili.

Ma l’aspetto più intrigante per chi fa ricerca è che sono il sistema che è stato usato dall’esoterismo ermetico medievale. Pertanto sono la struttura che ha accumulato più memorie storiche e che mantiene vecchie programmazioni come schemi di convinzioni su cui possiamo intervenire per liberarci dai condizionamenti del passato.

Pensateci un attimo, i meridiani sono cinesi e sono stati introdotti in occidente da meno di un secolo. I chakra nelle loro variegate versioni sono indiani e anche in questo caso le pratiche che li riguardano sono arrivate in occidente da relativamente poco più di un secolo. Ma il sistema su cui generazioni di persone hanno praticato e con cui hanno cercato di influenzare altre persone sono le Sefirot, di cui l’ermetismo ha parlato per tutto il medioevo e oltre.

Capirete che praticare sul campo energetico sottile delle Sefirot, una per una, per verificare se portano con se aggregati di memorie, condizionamenti, e schemi di convinzioni da rilasciare e trasformare è un bell’asso nella manica.

Ovviamente partiamo dal presupposto che ogni essere umano abbia il pieno diritto Divino di essere e manifestare la propria libertà di coscienza, esplorando ogni aspetto di se come Anima Divina incarnata, e realizzando il proprio scopo Divino su questa Terra.

Pratica

Per chi ha già pratica di una disciplina adatta sarà facile intuire come operare nel campo energetico sottile delle singole Sefirot. Nell’ambito della Ricalibrazione Planetaria possiamo utilizzare tutti i metodi appresi in base alla propria preparazione, trattandole come i normali campi energetici con cui già sappiamo praticare. Nel Thetahealing possiamo trattarle come un livello aggiuntivo. Nella Tecnica Energo Vibrazionale possiamo usare i cleanergy o le pratiche più avanzate con le solite modalità apprese per i chakra, quindi scioglimento legami come se piovesse e poi equilibrio.

Non aggiungo altro per non togliervi il piacere della sperimentazione.

Le 11 Sefira

Mettendo da parte la simbologia e concentrandoci sulla loro funzione sottile abbiamo effettivamente un campo energetico che attiva le funzioni più alte del corpo sottile, come se fossero un ascensore dimensionale. L’ordine in cui ripulirle e attivare (per gli sperimentatori: praticate sempre sull’intero sistema, lavorate sempre sull’equilibrio complessivo).

1 Keter.

2 Chokhmah

3 Binah

4 Chessed

5 Ghevurah

6 Tiferet

7 Nezach

8 Hod

9 Yessod

10 Malkuth

11 Daat

Molti autori considerano solo 10 Sefirot, mentre altri prendono in esame una undicesimo campo energetico sottile chiamato Daat.

Nelle sperimentazioni eseguite Daat sembra avere la funzione di regolare la circolazione di energia sottile all’interno del circuito delle Sefirot. Nello schema dell’albero della vita si trova a metà fra Binah e Chokhma, e a metà fra Keter e Tiferet. Nel punto centrale di intersezione.

Esempio pratico: decostruiamo uno schema di convinzioni

Prendiamo in esame un classico schema di convinzioni – quello secondo cui “siamo obbligati a soffrire”. Ecco che è solo una convinzione, non c’è obbligo alcuno alla sofferenza, essa (la sofferenza) è solo una parte della realtà. Far parte della realtà non vuol dire minimamente che per crescere nella vita si debba per forza soffrire. Questa è una vecchia eredità, una convinzione che è ancor oggi molto diffusa, specialmente fra chi lavora con le energie. In realtà se è vero che la sofferenza è il motore che fa attivare molte persone, è anche vero che non è l’unica strada.

Digressione – Il Budda insegnava circa 2500 anni fa, come la sofferenza fosse parte della vita ma come anche il “balsamo” alla sofferenza nella vesti della compassione e dello sviluppare consapevolezza di se, fossero delle realtà altrettanto concrete. Sosteneva che la verità è che continuiamo a soffrire fin tanto che non sviluppiamo in noi le qualità illuminate che sono già presenti in potenza ma vanno scoperte e coltivate. E che la pratica della meditazione fosse uno strumento proprio per cominciare quel processo di scoperta interiore necessario ad ottenere maggiore consapevolezza. Un concetto identico veniva espresso anche dalla grande cultura Greca nel frontone del tempio di Apollo a Delfi erano iscritte le parole “Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli Dei” – cosa vuol dire quella frase conoscerai l’universo e gli Dei? Forse che tutti i potenziali sono già presenti dentro di noi e vanno solo scoperti qualora li ignoriamo, coltivati se sono solo dei semi da sviluppare, oppure domati se sono forti ma senza controllo.

Accogliere la sofferenza e andare oltre può essere un ottimo presupposto. Un altro presupposto e liberarci delle catene che ci parlano attraverso l’abitudine anche le abitudini consolidate nel campo informativo sottile della famiglia e che per troppo tempo hanno giustificato la sofferenza come una necessità evolutiva. Diciamocelo, un conto è un temporale che qualche volta arriva e fa dei danni. Un altro conto è provocare tutti i giorni un temporale perché in questo modo attraverso i danni possiamo crescere, scontare sensi di colpa, mostrarci meritevoli, o chissà quant’altro.

Ecco deprogrammare dagli schemi di convinzione limitanti il proprio campo informativo akashico è un atto di libertà. Significa in un primo tempo chiudere i rubinetti a monte che riempiono di acqua sporca il nostro lavello e in un secondo tempo aggiustarli per far scorrere acqua pulita.

Con questa seconda affermazione che forse vi suonerà un po’ oscura intendo proprio dire che dopo un certo lavoro su di noi, ecco che quelle che viviamo come conquiste interiori possono in quanto scatti vincenti – che ci fanno crescere – andare a beneficio anche di altre persone. Se noi apriamo la strada anche altri riescono poi a percorrerla con più facilità. Ma qui mi fermo, perché le considerazioni vanno oltre quelle dell’articolo.

Ma torniamo alla pratica!

Usiamo la percezione manuale delle energie sottili apresa nella Ricalibrazione, o con metodi di verifica di altri percorsi,  e verifichiamo se nel campo energetico sottile delle varie Sefirah troviamo l’informazione “ho l’obbligo di soffrire” o le sue varianti come “devo soffrire per crescere o ottenere le cose dalla vita”. Per chi ha fatto il Fase 2 di Ricalibrazione potete testare solo la memoria del campo energetico sottile della Sefirah stessa. Se un informazione è nella memoria è li che è utile deprogrammarla.

Annotiamo tutti i risultati, quindi prendiamole una alla volta e usando i metodi che abbiamo appreso in base al nostro livello di preparazione deprogrammiamo quell’informazione prima dalle Sefirot dove l’abbiamo trovata e poi prendiamo il campo energetico sottile complessivo creato da tutte le Sefirot insieme.

Alla fine pratichiamo la ricalibrazione usando il mix energetico complessivo a cui siamo abituati per riportare equilibrio nel sistema.

Ps: Gli effetti possono essere intensi. Le Sefira attivano molto il corpo sottile nelle dimensioni esterne, per cui possono dare un senso di stordimento. Andateci piano!


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.