Organi Asportati e campo olofrattale


Osservando il modello dell’olofrattalità descritto nella Ricalibrazione Planetaria comprendiamo come sia possibile che anche se un organo viene asportato a causa di un operazione o di un incidente sia possibile per il resto del sistema energetico compensare ugualmente. L’impronta sottile di quell’organo rimane all’interno di tutto il sistema sottile. Anzi da un punto di vista puramente sottile in realtà quelle che viene asportato è solo la possibilità per il campo energetico corrispondente di esprimersi direttamente attraverso il fisico. Ecco che se l’organo svolge una funzione primaria nell’organismo la vita biologica arriva al termine, perché i campi informativi di cui era ancoraggio non trovano più una diretta espressione. Ma se l’organo è ad esempio la tiroide ecco che anche se asportata questa continua a lavorare ugualmente a livello sottile.

Per rendercene conto è sufficiente osservarne il campo energetico – nella Ricalibrazione Planetaria usiamo il metodo della percezione manuale delle energie sottili – scopriremo che anche se manca l’organo fisico a partire dalla seconda dimensione in poi il campo energetico sottile è sempre li. Davvero non è proprio possibile togliere un campo energetico così come si può asportare un organo. Soltanto la prima dimensione delle energie sottili può svanire, perché è il diretto riflesso dell’organo fisico. Questa è probabilmente la causa della sindrome dell’arto fantasma, ovvero del caso in cui persone a cui è stato asportato un arto testimoniavano di poter ancora sentire sensazioni provenire dall’arto scomparso. La prima dimensione è quella più semplice da percepire perché è direttamente collegata alla biologia, è normale quando usiamo la percezione manuale delle energie sottili sintonizzarci su di essa – almeno finché non accogliamo nella coscienza un modello più completo e osserviamo in un colpo solo tutti gli strati dimensionali.

Domanda: Cosa succede nel caso di un trapianto?

Risposta: Che il paziente riceve un organo con il suo Archetipo Olofrattale e quindi è carico di memorie, energie gancio, e imprint del donatore, le quali andranno a sovrapporsi con il precedente Archetipo Olofrattale ancora presente.

La moderna medicina considera la compatibilità solo da un punto di vista, quello del gruppo sanguineo e per evitare i problemi di rigetto – ovvero i casi in cui l’organismo ricevente attacca il corpo estraneo perché ha una composizione chimica diversa e lo considera un aggressore – ricorre all’uso di farmaci anti-rigetto che inibiscono la risposta immunitaria.

Se invece ragioniamo in termini Olofrattali e Sottili ecco che possiamo capire come mai avviene il rigetto oltre ai fattori puramente chimici. È molto utile per chi è in vita grazie a un trapianto adattare il campo energetico del nuovo organo letteralmente riprogrammandolo. Questo eviterà che i due campi sottili, quello del precedente organo e di quello nuovo entrino in conflitto e possano sintonizzarsi “lavorando in squadra”, accelerando i tempi di ripresa.

Domanda: Aspetta cosa intendi per riprogrammare un organo?

Risposta: Il campo energetico Olofrattale può essere deprogrammato e poi letteralmente sintonizzato con il compito di lavorare per massimo bene di chi ha ricevuto la donazione. Questo meccanismo sottile non scatta sempre in automatico e spesso ci vuole del tempo. È necessario che la persona faccia un profondo lavoro su di se, si responsabilizzi e utilizzi anche approcci multidisplinari, senza peraltro ignorare le cure mediche.

C’è un libro interessante che approfondisce la relazione fra il campo informativo del donatore e il campo informativo del ricevente “Con il cuore di un altro” di Sylvia Claire. Mondadori Editrice. La scrittrice racconta la sua esperienza di come dopo un trapianto di cuore si sia resa conto di aver sviluppato i gusti e le preferenze del donatore, un ragazzino.. la storia è tutto fuorché inventata. È esattamente il caso in cui le memorie nel campo informativo dell’organo vengono assorbite e utilizzate dal ricevente. Il cuore è l’ancoraggio di un campo informativo molto importante, legato all’espressione delle emozioni, non stupisce che si possa quindi vivere un cambiamento così radicale.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.