Perché trattare il corpo energetico e i meridiani?


Oggi voglio lasciare un seme che permetta di capire l’utilità che hanno le molte discipline energetiche-vibrazionali come la Ricalibrazione Planetaria® nel ripristino delle risorse vitali, e in specifico usando il modello energetico dei meridiani e degli agopunti.

Circa i meridiani ho già accennato in questo articolo http://terracuore.it/approfondiamo-i-meridiani-e-gli-agopunti/, oggi vediamo invece più a fondo cosa vuol dire eseguire una sessione sui meridiani, dal punto di vista della Ricalibrazione Planetaria®.

Partiamo dal presupposto molto concreto che i meridiani sono una rete che esattamente come fa il sangue nel corpo, trasporta e sopratutto trasforma energia sottile. Si perché dagli agopunti viene ricevuta energia ambientale esterna, che viene trasformata dall’azione di ogni meridiano, e quindi dopo che tale energia ha compiuto un ciclo completo di trasformazione viene usata dagli stessi agopunti per sostenere la vitalità e quindi espulsa quando esausta.

Domanda: Aspetta perché è necessario trasformare l’energia ambientale? Se sto in mezzo alla natura non assorbo già energia?
Risposta: I meridiani trasformano l’energia ambientale tanto quanto l’apparato digerente fisico trasforma e scompone il cibo per poter nutrire le cellule. È esattamente lo stesso processo, solo che avviene a livello sottile e non fisico.
Nessuno di noi può “vivere” di energia sottile ambientale, questa semplicemente è inadatta, ma va trasformata dal corpo sottile per essere “digerita”. Questo fatto meriterebbe un grande approfondimento, ma magari ce ne occuperemo un altra volta.

Ecco che nel compiere questo processo ogni meridiano svolge una funzione fondamentale, e quindi nel trattare il circuito dei meridiani è utile praticare su tutto il circuito completo. Certo è possibile agire su un singolo meridiano, ma in realtà è più utile trattarli sempre tutti all’inizio per poi magari approfondire alla fine solo quel meridiano che è più in squilibrio degli altri. Questo perché l’equilibrio e la vitalità dell’intero sistema si riflette su ogni sua parte. Ma è vero anche l’opposto, ovvero che “dentro l’equilibrio del singolo sistema, del singolo meridiano, possiamo trovare le chiavi per l’equilibrio di tutto il sistema, di tutti i meridiani”. Quando pratichiamo Ricalibrazione Planetaria® impariamo a trattare non semplici meridiani, o semplici campi energetici ma Campi Olofrattali. Fare questo (cosa che si ottiene con l’allenamento e non è automatica) è come imparare a toccare il livello dentro il meridiano (o dentro un qualunque altro campo energetico) in cui sono presenti le tracce “olografiche”, ovvero l’immagine-copia di ogni altro campo. Quindi ad esempio dentro il Meridiano di Polmone nella Ricalibrazione Planetaria® impariamo a toccare e trattare ogni altro meridiano ma anche ogni altro campo energetico. Ogni parte è dentro il tutto, è quindi possibile agire su un singolo campo energetico e toccarne centinaia di altri in automatico – imparare a farlo si ottiene per gradi. Forse è un concetto un po’ ostile per alcuni di voi, ma è estremamente pratico e imparare a toccare il campo Olofrattale ci aiuta a portare le pratiche energetiche di riequilibrio ad un livello di profondità totalmente nuovo.

Il campo Olofrattale è approfondito in questi articoli: “Proporzione Aurea e Frattalità”; “Legami Familiari”; “Organi Asportati e Campo Olofrattale”.

Ma come si esegue tutto questo?

Ecco che nella pratica della Ricalibrazione Planetaria® abbiamo verificato alcuni passaggi di equilibrio che sono fondamentali, e rispettandoli si ottengono molti più risultati.

Anzitutto operiamo con delle energie specifiche che de-programmano il campo energetico dalle informazioni dissonanti.

Si perché il primo passo può solo essere la “pulizia”, ma cosa vuol dire pulire? Esistono energie negative? Bisogna diventare dei pazzi che danno potere a invisibili energie negative di dominare la propria vita e creare fobie circa i luoghi stretti e affollati, o sulle ”persone negative”?

Dissonante è semplicemente energia sottile sovraccarica di informazioni distorte, dissonanti, potremmo dire che è inquinata. La dissonanza è quindi ciò che in termini sottili è in dis-armonia e appesantisce il corpo sottile. I casi sono praticamente infiniti, possono esserci energie dissonanti ambientali ad esempio date da fonti di inquinamento elettromagnetico – si perché ogni energia fisica crea un suo corrispettivo sottile, quindi a elettricità fisica corrisponde elettricità sottile. E il bello è che se non posso cambiare l’elettricità fisica, ho però potere di agire sull’elettricità sottile e su come il mio campo energetico la gestisce. Oppure energie dissonanti nate dalla psiche, che sono il caso più diffuso. Una dissonanza psichica è ad esempio un “blob” di energia densa, viscida, e compressa, coltivata un granello alla volta rinchiudendo dentro di se, senza mai esprimere dolore, paure, ecc.. Nulla di cui aver paura, nulla da cui fuggire, nulla da combattere. Invece è la semplice espressione di ciò che coltiviamo come esseri umani, e comprenderlo potrebbe spingerci a crescere come consapevolezza.

La dissonanza a lungo andare intasa letteralmente il corpo sottile, che si irrigidisce, perde lentamente la sua capacità di scambiare energia con l’esterno, o riduce la capacità di trasformare queste energie – si perché in realtà il corpo sottile è perfettamente in grado di trasformare le dissonanze ma… a volte sono semplicemente troppe e noi non siamo nelle condizioni di poterlo fare a causa di tensione, conflitti di varia natura, stanchezza, o perché a livello fisico siamo appesantiti da stili di vita “inquinanti”, ecc..

Ecco che una bella bonifica del corpo sottile iniziale serve a far si che ad esempio i meridiani recuperino almeno parte della loro capacità di gestire e trasformare le energie sottili.

Ma c’è molto di più, perché la dissonanza per come ve l’ho definita ora è un processo che nasce dalla coscienza, dal rapporto con noi stessi. Quando smuoviamo queste masse di energia psichica stiamo letteralmente dando benzina alla nostra capacità di chiudere i conti del passato e crescere, rielaborare gli eventi, andare oltre il dolore. Certo questo richiede del tempo, ma avviare questi processi con il corpo sottile ci aiuta proprio ad accelerare quei processi di elaborazione del dolore. Crescere significa alimentare i semi dei “noi” potenziali, quelli che siamo venuti a manifestare in questa vita sulla Terra, e che come Anime abbiamo scelto di impegnarci a realizzare prima di nascere.

C’è ancora di più, perché questa è solo la prima parte del processo di “Ricalibrazione” 😉

La seconda parte si focalizza sul ripristinare l’equilibrio perduto ma ovviamente 😉 non si limita a questo. In questa parte usiamo differenti energie a seconda delle necessità. Nei corsi base di Ricalibrazione impariamo a utilizzare l’energia complessiva del Sistema Solare perché questa ha una funzione molto profonda di ristabilire l’equilibrio alimentando le risorse vitali ma sopratutto spinge il campo a crescere, ad evolversi verso la realizzazione dei suoi potenziali innati. Questo si nota man mano che si pratica, nel tempo.

Dopo questo passaggio una terza parte si concentra sul riportare l’equilibrio così ottenuto verso il corpo fisico. Si perché quando lavoriamo con la Ricalibrazione tendiamo a richiamare energie che spostano l’equilibrio dal fisico alle facoltà più profonde della coscienza. Tali energie sono fondamentali in quanto così facendo accediamo a potenziali che normalmente sono inattivi o dormienti. Sono quegli aspetti della coscienza che custodiscono la capacità di andare oltre il quotidiano e vedere soluzioni e possibilità che normalmente sfuggono. Tuttavia a energie ad alto potenziale corrispondono facoltà Ispirazionali, facoltà profonde e non fisiche. Poi abbiamo bisogno di riportare l’equilibrio energetico in modo che venga nutrito il corpo fisico. Questo ci riporta letteralmente “dentro il corpo” e in centratura.

Alla fine l’ultimo passaggio è quello in cui stabilizziamo il campo energetico. Si perché quanto durano gli effetti se ci limitiamo ai passaggi precedenti? Ecco che invece se usiamo delle energie apposito per stabilizzare l’equilibrio ottenuto e rafforzarlo otteniamo una durata maggiore e un più profondo radicamento degli effetti. Questo col tempo promuove un profondo cambiamento del corpo sottile e della coscienza che finalmente matura capacità e una vitalità completamente nuove, o meglio rinnovate.

Domanda: E’ davvero necessario tutto questo per ripristinare le risorse vitali? Non basta mandare energia? Non basta mandare amore?
Risposta: Se hai un lavandino intasato cosa fai, versi acqua sperando che la pressione sblocchi l’intasamento? Oppure togli quello che blocca lo scarico? È lo stesso col corpo sottile.

Se invii energia e basta è facile ingolfare il sistema energetico. Ad esempio se un “blocco” causato da dissonanze nel corpo sottile, ad esempio su un meridiano ingolfato da dolore o da ira trattenuta inviamo energia cosa succede? Spesso succede solo che il meridiano si riempie di un mix di ira trattenuta (dissonanze) e dell’energia che abbiamo inviato. Se poi siamo “noi” a inviare quell’energia o non sappiamo come “prendere” energia da fonti pulite e sicure finisce che ci mettiamo del nostro. Per cui nella persona che riceve si crea un mix pericoloso di impronte energetiche dell’operatore, dissonanze, e una parte di energia consonante (benefica per il sistema energetico). Questo solitamente fa si che ad esempio il meridiano su cui si lavora letteralmente esploda, lasciando il corpo sottile fratturato, o scarichi quelle dissonanze altrove nel corpo sottile.

A tal pro cito e adatto un articolo scritto da un collega che stimo e ammiro parecchio, Fulvio Vermigli (trovate i suoi link alla fine dell’articolo)
“(…)Potrei scrivere un libro su le persone che si sono rivolte a me per riparare i danni creati da l’improvvisazione e la presunzione di lavori fatti improvvisando. (…) campi energetici lacerati a forza di dargli energia senza prima averli preparati a riceverla, Traumi di quando erano piccoli talmente dolorosi che l’inconscio li aveva nascosti,traumi fatti emergere senza essere trasformati lasciando le persone a rivivere tutti i giorni quel dolore senza avergli fatto recuperare le risorse per affrontarlo.

Per improvvisare occorre talento, in certi campi è una vera e propria arte,l’arte dell’improvvisazione.
E viene esercitata soprattutto nella musica e nel teatro nella pittura a me piace una definizione di una donna che non ricordo il nome la quale la definisce in poche parole:

L’improvvisazione è l’arte più scientifica che esista.
Per improvvisare una musica,uno spettacolo o un dipinto occorre avere delle basi solide, serve conoscenza,preparazione e tanto esercizio ed esperienza.

Oggi invece stiamo vedendo che ci sono troppe persone che improvvisano nei campi più svariati della vita e quando l’improvvisazione diventa incompetenza o presunzione allora è pericolosa.

Purtroppo uno dei campi dove oggi viene esercitata è quello della New Age, quella definizione dove all’interno vengono raggruppate le più svariate discipline olistiche dalle quelle di ultima generazione a quelle più antiche.

Il significato di questa parola è questo:

Movimento ispirato alla credenza nell’avvento di una nuova era, caratterizzata dalla fratellanza tra uomini e dal perfetto equilibrio tra uomini e natura.

E in questo che possiamo definire un movimento e che dovrebbe aiutare le persone a ritrovare il proprio equilibrio e il suo vero essere nel suo interno assieme a persone preparate, competenti e professionali stanno nascendo tante che improvvisano e questo è pericoloso.”

Ecco il perché di tutto questo articolo. Avrei potuto dirvi “manda energia del Sistema Solare che va tutto bene” ma sarebbe irreale. Prima si bonifica, si dissolvono le dissonanze, e dissolverle non significa avviare nella persona i processi di trasformazione del dolore ma semplicemente togliere l’eccesso che non sarebbe comunque gestibile. Solo dopo di questo e in più passaggi si da forza alla capacità della persona di gestire le emozioni che sono racchiuse dentro le dissonanze e si alimenta nel farlo la capacità innata di andare oltre, anche prendendo contatto con risorse interiori in termini sottili. Quindi: 1) Bonifica; 2) crea equilibrio e alimenta la capacità di crescere per superare le dissonanze; 3) riporta l’equilibrio verso il corpo fisico e la materia, perché sei vivo qui sulla Terra e non altrove; 4) Stabilizza e rafforza.

Ecco a me interessa portare un metodo che dia risultati concreti e questi risultati siano alla portata di quante più persone (allievi) possibile. Quindi serve un metodo che ti insegna come arrivarci mattone per mattone partendo dalle basi. Non è magia, è scienza sottile.

Fra parentesi anche il Fulvio Vermigli lavora molto bene e profondamente e con tanto Cuore in questo contesto, ha anche fondato una pratica chiamata Metodo Sol in cui insegna tutto questo.

Domanda: Ma è complicato, quanto devo studiare!?

Risposta: No, è semplice. Si impara per gradi, partendo da una pratica molto semplice di cui puoi sentirne già fin da subito l’efficacia e poi nei vari corsi si approfondisce sempre più fino a diventare in grado di praticare molto più profondamente di quanto ho scritto in questo articolo.

Domanda: Manlio mi hanno parlato dei chakra, sono meglio i meridiani o sono meglio i chakra?

Risposta: Sono altrettanto validi. Sono diversi modelli “anatomici” del corpo sottile che mostrano aspetti differenti e altrettanto utili. I chakra in realtà sono forse più utili in ambiti differenti dei meridiani, personalmente ci ho lavorato per anni e li trovo forse più semplici da imparare a gestire. I meridiani invece sono regolati da rapporti meno immediati e più complessi per cui uno studio approfondito richiede più impegno. In realtà l’unica vera differenza che noto è che con i meridiani è più facile lavorare sul fisico come sul dolore o sulle rigidità, mentre con i chakra è più facile lavorare sui fattori psichici e psico-emozionali che sono a monte della rigidità, in questo senso sono utili sopratutto per deprogrammare schemi mentali distorti e memorie dissonanti. Ma c’è anche un altro modello anatomico del corpo sottile molto interessante da trattare per liberarsi da condizionamenti e attivare le risorse vitali e sono le Sefira della tradizione cabalistica. Probabilmente ne parleremo in futuro.

Domanda: Manlio ma la tradizione cinese dice altre cose!
Risposta: Amen. Possiamo anche fare ricerca e consapevolmente innovare la tradizione sulla base delle ricerche e degli studi che comprendono una lunga serie di ripetizioni delle esperienze fatte per verificare se quello che diciamo è efficace o meno.

Pace.

Manlio Di Donato.

Riferimenti sul Metodo Sol e su Fulvio Vermigli

Sito web del Metodo Sol http://metodosol.it/

Fulvio su Facebook https://www.facebook.com/fulvio.vermigli


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®. Ha studiato Shiatsu, Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, Mindfulness, Antroposofia.