Porte e Confini Sottili


Cos’è lo spazio di una stanza? Cos’è una porta? Cos’è il confine delle pareti? Sono strutture reali o illusioni? Ed è possibile che una porta sia tale anche a livello sottile?

Ogni creazione umana riceve l’impronta sottile di chi la crea – questo vuol dire che anche se quasi impercettibile c’è una traccia del corpo sottile di chi realizza un opera nell’opera stessa. Ma vuol dire anche che tutto quello che facciamo si adegua al modello di realtà in cui viviamo.

Quando definiamo uno spazio, costruendo le pareti di una stanza o facendo crescere quattro siepi per limitare un giardino ecco che stiamo alzando dei confini sottili.

All’interno di quei confini comincia uno spazio energetico sottile diverso in cui si esprimono e raccolgono le energie sottili che abbiamo voluto isolare dal resto del mondo.

Le porte diventano quindi il punto di scambio dello spazio definito dai confini.

Questo vuol dire che ogni porta può essere in termini sottili chiusa o aperta.

Se una porta è chiusa manca la circolazione energetica sottile nello spazio il quale tende a saturarsi di energia disarmonica. Un caso comune è quello di alcune attività commerciali in cui il negoziante stressato comincia a desiderare di avere meno clienti. Le porte si chiudono e il giro di clienti cala drasticamente. A volte questo succede a causa di clienti che si sono trovati male, o perché il commerciante è debole e cede alla paura del “se dimostro che sto andando bene mi attirerò guai e invidie”, e questa è solo la punta dell’iceberg. I commercianti che funzionano infatti oltre al posizionamento perfetto della loro attività sono anche quelli che hanno la volontà (Marte e Sole) di non cedere mai e tengono inconsciamente sempre aperte le porte sottili dei loro negozi.

Domanda: Come faccio a capire se una porta è aperta o chiusa e se posso passare?

Risposta: Se ti ascolti lo senti con il cuore. Tuttavia nella Ricalibrazione Planetaria possiamo sempre usare il metodo della percezione manuale delle energie sottili per capirlo.

Domanda: E se è chiusa come si può aprire?

Risposta: Ci sono molti metodi, ma anzitutto andrebbe capito perché si è chiusa. Alcune persone vogliono che le porte sottili dei loro spazi siano chiuse, a volte infatti le porte si chiudono per alcune persone e ne lasciano passare altre. Anticamente le persone avevano un altra sensibilità e questo era un fatto percepibile nel quotidiano. In oriente ad esempio vi erano anticamente molte tradizioni che parlavano di santuari proibiti, non raggiungibili. Quegli stessi santuari oggi sono visitabili pubblicamente, ma un tempo l’impronta psichica della volontà dei monaci che vi risiedevano di tenere alla larga gli indesiderati veniva realmente percepita. Era semplicemente un altra sensibilità che oggi in larga parte abbiamo perduto, ma solo perché distratti e inconsapevoli di noi stessi.

Domanda: Si ma come si riapre una porta chiusa?

Risposta: Se usi la Ricalibrazione Planetaria puoi sciogliere i ganci energetici che bloccano la porta, ripulirla da eventuali schifezze sottili e infine chiederne l’apertura. Davvero è semplice, se hai capito il concetto puoi agire, poco importa il metodo quello è poca cosa, è più importante comprendere chi sei realmente e che realtà sottile ti circonda, e acquisendo Coraggio. A quel punto molte porte ti si spalancheranno.

Ad ogni modo c’è un altra considerazione che si può fare. L’energia all’interno di uno spazio definito assume un identità col tempo tutta sua. Questo avviene specialmente in luoghi che vengono usati per gli stessi scopi da decenni se non da secoli. E non sempre i confini sono visibili.

Una chiesa ha una sua identità sottile.

Un bosco ha una sua identità sottile e dei confini.

Anche un associazione non legata a un luogo fisico ha dei confini e un identità.

Ecco che possiamo espandere il concetto di confine anche ad associazioni, come a tutti i gruppi di persone unite da uno scopo comune, un atto di fondazione e delle regole.

Questo se ne siamo consapevoli può fare molte differenze. Quando superiamo il confine di un luogo “speciale” come un bosco possiamo entrarci fisicamente, ma questo non vuol dire che siamo necessariamente stati accolti anche dal punto di vista energetico sottile in quel luogo.

Possiamo invece fermarci di fronte a quello che è una delle entrate dello spazio in cui vogliamo procedere e con semplicità “chiedere il permesso di poter entrare” e quindi entriamo.

Questo cambia completamente la relazione sottile che abbiamo con quel luogo. Nel caso di un bosco ci rende completamente connessi alla vita sottile del bosco e quindi ci facilita l’eventuale contatto con gli spiriti di natura – perché siamo entrati in quel luogo nel modo corretto: con rispetto.

Domanda: Ma a chi chiedo il permesso di entrare?

Risposta: Non c’è una vera risposta a questa domanda. Sei tu che istintivamente plasmi l’energia sottile e ti sintonizzi con la coscienza sul mondo sottile sulla base dei tuoi schemi mentali e pregiudizi. Pertanto se vuoi rivolgerti alla coscienza sottile del luogo stesso questo va bene; se vuoi rivolgerti all’entità sottile che protegge e custodisce il luogo va bene – è quello che nell’antica Roma veniva chiamato Genius Loci, ovvero il genio cioè lo spirito o la divinità che presiede ad un luogo e ne incarna l’essenza spirituale. Oggi diremmo l’angelo custode del posto. Puoi anche rivolgerti alla Divina Fonte; a Dio; o più semplicemente quando sei sulla soglia chiedi permesso al “Guardiano della Soglia”.

Domanda: Stai complicando le cose, chi è il Guardiano della Soglia?

Risposta: Dovrebbe esserti chiaro che viviamo in un mondo fatto di energie coscienti, nulla è del tutto privo di coscienza e molta della coscienza che vediamo nel mondo è un riflesso animato dalla stessa coscienza umana. Tuttavia esistono delle energie sottili coscienti che non sono riflessi dell’uomo ma sono a se stanti. Puoi ringraziare semplicemente l’energia che è nota come “Guardiano della Soglia” ogni volta che entri in un luogo speciale, questo spalancherà le porte sottili di quel luogo. Questa è una tradizione nota a molte culture, nell’antica religione romana il Nume Iano custodiva gli inizi e le porte. Lo stesso termine “Iano” ha poi dato origine a parole come “Ianua” che viene tradotta come “Porta, d’ingresso della casa” ma anche “passaggio”, “accesso”, e “ingresso”. La stessa radice linguistica ha dato origine in India alla parola “Yana” traducibile come “la via”. C’è un profondo significato sacrale in queste parole, che ci raffigurano come per molte culture antiche il concetto di porta e passaggio era qualcosa di molto più che una semplice metafora, era davvero il confine sottile verso altre realtà.

Noi possiamo sperimentare tutto questo ad esempio se pratichiamo una qualche forma di meditazione chiedendo il permesso prima di entrare nel luogo, associazione, o edificio, dovo vogliamo praticare, questo cambierà la relazione che abbiamo con quel posto e la resa sottile delle nostre pratiche. Se poi il luogo dove vogliamo entrare è stato fatto apposta per lavorare con le energie sottili, come lo sono alcuni templi antichi ecco che farà molta differenza, la stessa che c’è nel sederci in auto al posto del passeggero o di quello del guidatore.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.