Pratiche mondiali, Portante energetica e Volontà del Cuore


In questi tempi mi viene chiesto se con la meditazione o con pratiche energetiche si possa fare qualcosa per aiutare l’Italia e il mondo, voglio quindi fare chiarezza anzitutto su un meccanismo energetico quello della portante.

Ciò che definisco come Portante, in termini di materia eterica o prana o energia sottile, è l’ampiezza con cui l’operatore è in grado di far avvenire le opere su cui lavora.

Possiamo capire di cosa parlo se immaginiamo come una persona o una città su cui si vuole operare sia una bottiglia. Il Divino sia un mare sconfinato. Si capisce che il mare può essere sconfinato quanto si vuole ma il collo della bottiglia è stretto e lascia passare solo poco per volta. Poi una volta che la bottiglia si è riempita non lascia passare altro. Poco importa che si sia riempita di acqua pura o sabbia, la bottiglia piena rifiuta di far entrare altro.

Il collo della bottiglia è stretto perché subconsciamente viviamo limitazioni e taboo circa quelle energie e quel divino a cui chiediamo assistenza. Ad esempio il dubbio che tutto ciò sia reale che nasce principalmente dalle poche esperienze in tal senso. Ma anche limiti interiori come visioni errate, ad esempio la credenza che punendosi si cresce spiritualmente, o altre percezioni simili. Tutto ciò che frena, che limita, che mette sfiducia e scoraggia intimamente nell’opera con le energie stringe il collo della bottiglia.

Un altro punto è che il collo della bottiglia è stretto per mancanza di allenamento. Si, non è che gli operatori sono tali perché nascono con mistici poteri che tutti hanno, pertanto è sufficiente una parola magica o guardarsi allo specchio ripetendo il simbolo dell’infinito e avvengono le magie. Sono pratiche che come ogni altra cosa, dall’imparare l’inglese al riparare una caldaia, dal praticare karate allo yoga, richiedono anni di pratica costante.

L’operatore interviene in questo facendo da portante per qualcun’altro, come se diventasse un imbuto. E qui è chiaro che per fare questo l’operatore ha bisogno di essersi allenato.

Un altro punto va poi considerato, ovvero che esistono almeno due tipi di portanti principali che tutti possono usare. Una è la Volontà e l’altra il Cuore.

La portante della Volontà richiede che venga alimentata la consapevolezza e la conoscenza dell’operatore su ciò su cui vuole intervenire e sulle energie che richiama. Ha il vantaggio di poter essere allenata da chiunque. È sufficiente praticare dei semplici esercizi per incrementare la capacità di focalizzare ripetuti quotidianamente. La volontà ha anche il vantaggio di essere una portante “lucida”, in cui entra solo ciò che richiedi e non altro.

Si, c’è anche questo punto da considerare. Va bene l’operatore fa da imbuto e va bene chi riceve fa da bottiglia (ricordo che è un esempio molto grezzo, nella pratica è diverso!!!! non statemi a prendere alla lettera!) ma la bottiglia e l’imbuto hanno anche dei filtri.. Se per aumentare le dimensioni dell’imbuto basta la pratica, l’allenamento, ecco che per rimuovere i filtri ci vuole lavoro su noi stessi.

Si, non è una gara a chi ha l’imbuto più grande.

Il filtro dell’imbuto possiamo spiegarlo così. C’è la bottiglia e c’è il mare. Nel mare c’è acqua pura, sabbia, pesci, crostacei, alghe e rifiuti… Se mettiamo zero su zero filtri la bottiglia si riempie di tutto. Ma se a noi serviva solo l’acqua ecco che abbiamo lavorato in modo inefficiente perchè poi avremo bisogno di togliere la sabbia e il resto dei detriti con un altra dose di lavoro.

Potremmo anche avere dei filtri che fermano l’acqua e ci fanno entrare solo i detriti o gli inquinanti…

Ecco che lavorare su noi stessi ci fa sostituire i filtri “automatici” con cui nasciamo e che acquisiamo da questa società con dei filtri adatti a ciò che vogliamo realizzare.

Il lavoro su di se, l’allenamento e l’incremento della capacità di focalizzare (volontà) hanno questa funzione.

La seconda portante è quella del Cuore. Il suo vantaggio rispetto alla volontà è la capacità di espandersi infinitamente di più. Lo svantaggio è che finisci per tirare su di tutto, ma proprio di tutto, come una grande rete a strascico che per pescare delle sardine tira su qualunque altra cosa. Lo svantaggio è che non tutti riescono ad allenare il Cuore perché richiede più tempo e più opera di introspezione rispetto alla volontà. Se l’allenamento della volontà è fondamentalmente meccanico, ovvero la ripetizione di una pratica). L’allenamento del cuore è dinamico, richiede di toccare e imparare a prendere confidenza con i lati oscuri che coltiviamo, con ciò che abbiamo nascosto dentro di noi e sviluppare per noi stessi e per gli altri sincera compassione.

Gli operatori che usano la volontà come portante principale li distingui perché hanno bene o male un “potere” di agire elevato. Sono quelli che ti entrano dentro. Hanno solitamente una buona precisione e una discreta padronanza di ciò di cui ti parlano avendolo studiato e praticato a lungo. Tuttavia spesso non vanno oltre la punta del loro naso. La volontà è potere, è come un motore da formula uno, ma con poca benzina.

Gli operatori che usano il cuore come portante principale li noti perché sono come reti a strascico.. quando aprono il cuore tirano giù l’universo. Non puoi non amarli (o odiarli per paura o invidia). Hanno la capacità di muovere di tutto e intuire cose di cui non potrebbero conoscere altrimenti. Di contro mancano di lucidità rispetto alle intuizioni che ricevono, le interpretano in modo confuso e finiscono spesso per mettere in mezzo se stessi rimanendo coinvolti nelle opere energetiche che richiamano. Sono come benzina ad alto potenziale, ma hanno motori che non sono in grado di sostenere quel potenziale.

Ed ecco che arriviamo al concetto finale, ovvero l’integrazione della Volontà e del Cuore in un unica portante, la Volontà del Cuore, in cui abbiamo benzina esplosiva e un motore da astronave capace di farne buon uso.

Domanda: Va bene diciamo che do per buono quanto mi hai detto, ma… in definitiva come faccio meditando ad aiutare l’Italia e il mondo?

Risposta: Se vuoi operare a livello globale ti serve una portante immensa. Questa non si ottiene per magia ma comprendendo dentro noi stessi limiti e le cicatrici da cui sono nati, quindi portando tutto ciò che sei in consonanza, senza scartare nulla di te, specialmente ciò che ritieni un lato ombra, ma accogliendo tutto questo in un nuovo te integrato in ogni suo aspetto.

Nel frattempo possiamo sempre praticare dentro noi stessi. Tutte le volte che coltivate la vostra capacità di agire e dentro di voi superate ostacoli, la forza che generate a livello subconscio viene percepita anche da altre persone. Quelle che come anima (non necessariamente come relazioni fisiche che avete intrapreso in questa vita) sono in risonanza con voi. Quegli individui dentro di loro sentiranno che qualcosa si è allentato, senza sapersene spiegare la ragione. Avete aperto la porta, una delle porte, della vostra personale cella di prigione. Ora anche altri subconsciamente hanno intuito che ciò è possibile, perché avete aperto la strada per non tutto il mondo ma per la cerchia di Anime con cui avete strette relazioni.

Questo è un primo e fondamentalmente cambiamento che tutti noi possiamo mettere in atto e dipende da nessuna forza esterna a noi.

In questa situazione quindi quello che posso consigliare è di tornare a lavorare su noi stessi, evitare i deliri paranoici e impegnarci per aiutarci a vicenda, in concordia. Ad esempio una volta finita l’emergenza ricominciare a comprare ciò che ci serve dai piccoli negozianti che saranno i più danneggiati. Mostrando agli amici all’estero foto di persone felici che si sono riprese, per sfatare l’idea (scientificamente errata) che quest’estate l’Italia sarà un luogo pericoloso da visitare, perché senza turismo molte persone si troveranno a fare la fame. Nel frattempo evitando di complicare la vita al personale medico e alle forze dell’ordine. Che ci crediamo o meno stiamo tutti nella stessa barca e anche se non lo accettiamo ci viene chiesto di prenderci uno stop dall’uscire di casa perché ciò faciliterà l’opera di tanti altri.

Nel frattempo possiamo praticare meditazione, yoga, qi gong e altre pratiche salutari che possano incrementare la lucidità mentale, l’accoglienza del dramma e quindi il non restare attaccati al dramma.

Ricordatevi che le nuvole sono sempre passeggere. Ce ne saranno altre. Ma saranno sempre passeggere. Quando viviamo un disagio siamo portati a credere che sia per sempre e che tutta la nostra vita sia un disagio. Ma ciò oggettivamente non è così. Praticate per mantenere la mente lucida, per sgretolare la paura, per scoprire e realizzare la pienezza di ciò che siete, perché quel mare di cui ho accennato nell’esempio siete voi stessi, solo che dando potere ai drammi ve ne dimenticate. Questo non si riscopre per “magia” ma praticando appunto.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.