Purificare le Porte della Percezione e la Ricalibrazione Planetaria ®


Immaginiamo una situazione banale: Due perfetti sconosciuti si siedono vicino. Questo può avvenire su un autobus, sulle panchine della stazione mentre aspettano il treno, o persino a te stesso, mentre stai leggendo questo articolo nel parco, dal tuo cellulare. Queste due persone non si conoscono eppure fra di loro scattano delle dinamiche: simpatia, antipatia, rifiuto, curiosità, neutralità, aspettative, ancora prima di parlarsi, solo al primo sguardo. Ora, diremo che è normale e la cosa dipende dall’aspetto fisico, dall’atteggiamento, dal tono della voce, e da altri dettagli che l’inconscio riconosce al volo.

Ma ci siamo chiesti come mai avviene questo?

Come mai la mente non ci permette di accogliere l’esperienza per quello che è nella sua spontaneità, e invece vi mescola ricordi, e dinamiche del passato o persino cose che esistono solo nel nostro scenario mentale e non sono reali?

Ritorniamo ad osservare le due persone che si sono sedute vicine. Le loro menti mescoleranno dettagli dell’esperienza sensoriale, come l’aspetto fisico, odore, atteggiamento, sguardo, vestiario. Ma mescoleranno anche tutto quello che nella loro mente si collega a quei dati sensoriali – ricordi di altre persone, vicende simili vissute in passato, o persino vicende del tutto diverse ma avvenute nello stesso orario, o in cui erano presenti alcuni elementi simili – come il colore dei vestiti, la temperatura della giornata, il tempo atmosferico, ecc… E questi elementi possono anche provenire da memorie genetiche, e persino memorie d’anima.

Ecco che la mente fa un grande mix di informazioni sensoriali fisiche, informazioni sensoriali sottili, e memorie recenti e remote, e alla fine trae una conclusione che è diversa dall’esperienza in se stessa.

Un bel caos vero?

Diceva Wiliam Blake “Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito”.

Ecco come l’esperienza che stiamo vivendo, non ci appare mai per quello che realmente è, ma filtra ciò che i sensi ricevono, e vi mescola memorie e significati, creando il fenomeno della percezione.

La mente fa questo perché è l’istinto di sopravvivenza a guidarla. Quell’istinto che analizza milioni di scenari in pochi istanti, anche scenari antichi.. e filtra i risultati per evitarci i guai memorizzati nel passato. L’istinto è un collegamento immediato e istantaneo all’enorme database dell’inconscio collettivo, nel quale vengono poi pescate le informazioni più vicine alla nostra esperienza – questo dipende dai filtri personali che sono genetici (esperienze degli antenati), animici (esperienze d’anima di altre vite), e di molte altre tipologie. L’istinto è quindi come un pilota automatico, che non ragiona ma trae immediatamente una conclusione.

In questo modo finiamo però per essere influenzati da scenari non reali. Da paure, da pulsioni spesso totalmente slegate dalla vicenda reale che stiamo vivendo, e finiamo per trarre conclusioni spesso affrettate.

Ora questo succede anche quando ci rapportiamo a noi stessi e alle esperienze che stiamo vivendo, come emozioni, sensazioni, aspettative, piacere e dispiacere, ecc..

Quando invece il Sentire di Coscienza che alcuni chiamano Anima, incarna una piccola parte di se proprio per fare esperienza e accrescere la propria capacità di manifestarsi nel mondo attraverso le esperienze.

Ecco quindi che abbiamo la necessità di ripulire i filtri delle esperienze – i filtri che fanno scattare tanti automatismi nella nostra mente, che finiscono con il privarci della possibilità di scoprire il mondo e il nostro rapporto con esso semplicemente per quello che è, smettendo di reagire agli eventi e diventandone prima osservatori neutrali e poi protagonisti.

L’istinto di per se, non è in errore ne è qualcosa di negativo. È solo un pilota automatico programmato per la sopravvivenza. Il problema è che le programmazioni adottate sono solo frutto dell’abitudine e della ripetizione, non è detto che siano più adatte alla vita di oggi.

In noi si concentra un grande mix di segnali sovrapposti, provenienti da tutto quello che ci hanno detto (paure, educazione, esperienze altrui, idee altrui), da quello che abbiamo vissuto, e da memorie più antiche (memorie genetiche, memorie d’anima) finisce per creare dei veri e propri schemi mentali – ovvero condizionamenti, paure, e pregiudizi

Ma come facciamo a pulire i filtri della percezione? Come facciamo ad aggiornare il “software” della coscienza, ovvero l’insieme di memorie, conclusioni, simbolismi, e programmazioni nell’inconscio collettivo a cui siamo in risonanza?

Cosa succederebbe se schiarissimo i filtri della mente a tal punto da poter vedere ogni cosa per quello che semplicemente è? E se lo facessimo senza ricorrere a sostanze chimiche come altri hanno fatto in passato (Scrittori e psicologi del 900 hanno esplorato questo tema, fra cui Aldous Huxley; e William S. Burroughs.), ma affidandoci solo alle energie sottili?

Il punto è proprio il tracciare una strada per schiarire i filtri della coscienza, liberandoci da pregiudizi istintivi e permettendoci di cogliere le esperienze semplicemente per quello che sono.

Questo ci rende una quantità enorme di energia mentale, che invece solitamente teniamo impegnata nella formulazione di giudizi. I quali hanno la funzione di elaborare ulteriormente il caos dei segnali che la mente ha usato come filtro e di ribadire l’autenticità delle conclusioni a cui la mente è arrivata – come un atavico istinto che dice “non posso sbagliarmi, devo avere ragione, deve essere così” e che serve a creare uno “strato” di sicurezza interiore in cui “ho ragione”. Se non fosse che la vera sicurezza interiore si conquista guardandosi dentro e accogliendo anche gli errori compiuti, e si ottiene aprendoci con fiducia anche alla possibilità di compiere errori, e quindi mettendoci in gioco.

La Ricalibrazione Planetaria ® si occupa di questo.

Da un lato si allenano e applicano alcune capacità innate della mente a tornare in uno stato di equilibrio attraverso la meditazione e quindi portando la mente in uno stato simile al sogno lucido, ma restando focalizzati nel momento presente, senza perdere noi stessi.

Dall’altro lato, si agisce per schiarire i filtri della percezione tramite le energie sottili, prima richiamando in modo preciso le forze sottili che dissolvono e deprogrammano gli aspetti distorti dei software mentali. Poi nei corsi più avanzati, richiamando specifici campi informativi sottili, i quali, in modo autonomo dal praticante ma sotto la sua guida, svolgono in modo amplificato, preciso, duraturo e profondo l’opera di deprogrammazione.

Infine ci si dischiude al vivere l’esperienza del Divino, manifestandolo qui ed ora, nella materia e nella vita di tutti i giorni.

Tutto questo ha un preciso fine, quello di mettere in mano al praticante una strada sicura per ottenere la piena libertà interiore e la padronanza di se e delle energie sottili, secondo i tempi personali di ciascun individuo.

Estratto dal corso “Percezione delle Energie Sottili & Sistemi Mentali” della Ricalibrazione Planetaria ®.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.