Riflessione: Ma la Volontà è utile o distruttiva?


Siamo abituati a pensare che la volontà sia un fatto mentale, una sorta di capacità di concentrazione e determinazione caratteriale, e se invece fosse molto più di questo?

Nella Ricalibrazione Planetaria come in altri percorsi da cui provengo siamo stati abituati a indagare, a fare ricerca usando un metodo, quello della percezione manuale delle energie sottili, che ci aiuta ad esempio a fare ricerca ed esplorare ambiti che prima erano solo teorici.

Possiamo quindi definire la Volontà come una forma di energia sottile, o meglio un intera famiglia di energie sottili naturali, di cui la Volontà umana è solo una delle sue tante espressioni. È possiamo ben vedere che non c’è energia che sia più condizionata, sfruttata, ingabbiata, repressa, e persino “rubata” di questa! Si perché l’energia sottile della Volontà è il carburante che fa muovere ogni altra forma di energia – è il carburante stesso che ricorda alle cellule quale sia il loro compito.

Obiezione! Il motore di ogni cosa è l’Amore!

Risposta: Si, ma anche l’Amore ha bisogno dell’energia della Volontà per essere efficace, per andare a fondo. Senza Volontà anche l’Amore è debole. Ecco che queste due grandi famiglie di energie collaborano in sintonia in ogni cosa, e dal loro equilibrio o squilibrio, dalla loro negazione e ricerca nascono credo tutti i fenomeni che conosciamo.

Possiamo individuare questa energia dietro le opere di ogni praticante con le energie sottili, dietro ogni cristallo programmato, dietro ogni cellula, dietro ogni fenomeno umano e non.

Quando è consonante, ovvero la sua componente informativa è limpida, non inquinata e non distorta, è: potenza allo stato puro – una potenza che ricorda all’ente dove essa viene generata la sua reale e originaria funzione. Ad esempio l’energia della volontà nelle cellule è ciò che le mantiene coerenti allo scopo per cui sono state generate.

Nella Ricalibrazione Planetaria parliamo dell’energia sottile Marte e dell’energia sottile Sole proprio in questo senso. Entrambe sono fra le massime espressioni dell’energia di Volontà, e la esprimono in modi differenti.

Quando è dissonante, ovvero inquinata, repressa, oberata da schemi mentali e condizionamenti, se non addirittura negata e distorta ecco che sembra scomparire dalla coscienza presente. Ma non scompare realmente e se viene negata essa si manifesta aumentando la sua potenza nell’inconscio e diventando quindi incontrollabile, fino a che non venga compresa e accolta. Tuttavia può diventare carente nel “qui ed ora” e lasciare che il corpo sottile perda la sua coerenza, ovvero non ricordi più la sua funzione originaria e si indebolisca. L’abbassamento dell’energia di Volontà equivale all’abbassamento o persino all’annullamento dell’energia difensiva sottile – quell’energia che impedisce a energie sottili estranee di turbare il nostro stato energetico.

Quindi a seconda di come l’energia della Volontà viene condizionata e usata può essere dissonante o consonante. Questo non centra col fatto che possa essere usata per distruggere o meno.

L’esempio più tipico della Volontà dissonante è quello in cui una persona, nonostante sappia perfettamente dove stia sbagliando – ed è consapevole di stare ripetendo delle esperienze che gli sono dolorose, non può ugualmente farne a meno – come nel caso della dipendenza dal tabacco, non può ugualmente fare a meno di cascarci.

Ecco che in quel caso la Volontà inconscia che ha le sue precise motivazioni nel ripetere quel comportamento o mantenere quella dipendenza è ben più forte della Volontà conscia che dice di voler smettere.

È quindi più saggio dissolvere le cause primarie per cui la Volontà inconscia adotta delle strategie che appaiono come dannose, anziché ritenere che la Volontà sia un energia distorta o malefica di per se. Molto spesso poi la volontà diventa “in negativo” per motivi difensivi, cioè per evitare di ri-vivere un vecchio dolore, un evento difficile nascosto nella memoria. Ma può esserci anche dell’altro, ad esempio l’aver vissuto un profondo condizionamento in cui l’inconscio porta avanti in loop uno schema mentale senza che questo sia collegato a reali necessità, ma appunto per automatismo inconscio.

Ora non siamo psicoterapeuti e lasciamo loro la gestione tramite le terapie psicologiche di questi casi – ma possiamo ugualmente intervenire sul piano delle energie sottile, ad esempio individuando e dissolvendo le energie in forma di memorie e condizionamenti dissonanti che ancorano una dipendenza come altri casi del genere. Questo darà una bella spinta alla coscienza per uscirne, accelerando tutti i processi di presa di coscienza già messi in atto. Tecniche per operare in questa direzione al giorno d’oggi ce ne sono diverse, alcune veramente efficaci altre superficiali.

Questi metodi sono poi di estrema utilità nel campo in cui l’azione “lucida” e cosciente non è in grado di penetrare ad esempio nel dissolvere i condizionamenti ereditati da altre vite (si, parliamo di reincarnazione o come la volete chiamare), o insiti nella memoria del DNA e quindi ereditati dagli antenati. Questi due in special modo sono i campi di applicazione dei nostri metodi che operano con le energie sottili.

Obiezione: il mio maestro ha detto che se “Voglio” è un atto di Ego, e quindi mi sto ingannando perché cerco di ottenere qualcosa che non è reale ma è un inganno, una trappola dell’Ego!

Risposta: Credo sia utile osservare con i metodi a nostra disposizione al di la dell’inconscio collettivo la vera essenza sottile di una parola, specie quando è legata a concetti e archetipi sottili profondi. Se abbiamo appreso il metodo della percezione manuale delle energie sottili nell’ambito della Ricalibrazione Planetaria possiamo ad esempio richiamare l’essenza archetipica della Volontà dall’Akasha e testarla con la percezione manuale delle energie sottili per scoprire da noi – superando i condizionamenti e le trappole insite nell’inconscio collettivo quale sia la reale e più profonda essenza di questa forma di energia – come di qualunque altra cosa. Il problema per il tuo “maestro” probabilmente non sta nella Volontà ma nel come la stiamo usando, per realizzarci o per inseguire illusioni.

Molto di quello che i “maestri” di turno dicono, dipende poi dalla loro personale esperienza con quella parola\emozione\idea e quindi rispecchia il loro vissuto ed i loro limiti, cosa che non è necessariamente condivisibile. La dipendenza dai maestri è forse la forma più sottile e pericolosa di trappola dell’Ego nell’ambito della ricerca spirituale, la quale richiede molto Coraggio.

Usa quindi la percezione delle energie sottili; usa un dizionario filologico; usa un dizionario di latino da cui le parole della nostra lingua derivano; e con i metodi che preferisci indaga tu stesso il vero significato delle parole che usi. Fatti un opinione tua, e non prendere per buono tutto quello che viene detto perché c’è molto che può portarti fuori strada, o limitarti, e l’unica soluzione è imparare a sentire con la tua testa, con il tuo Cuore.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.