Scoprire noi stessi e migliorarci non ci rende superiori


Troppo spesso in questo settore quando ci rendiamo conto che quello che facciamo funziona davvero crediamo di essere migliori degli altri. Vediamo persone che si rivolgono a noi e l’assistenza che diamo loro gli porta beneficio. Incontriamo persone che ci ringraziano o che ci lusingano.. Questo può farci credere di essere speciali, più importanti di altri, di avere più diritti di altri.. Il passo per la caduta è breve e talmente rapido che non ce ne accorgiamo facilmente. Credo che la grande maggioranza degli operatori di qualunque disciplina e qualunque livello di preparazione, ma specialmente quelli che sono nel settore da parecchio credono di essere i più bravi, o credano di avere in mano la verità ultima, il metodo più efficace.. Eppure restano immersi negli stessi problemi di tutti gli altri, anzi a volte non risolvono le dinamiche con cui hanno iniziato il percorso e poi si rivolgono ad altri operatori senza però ascoltarli o mettere in pratica altro al di fuori di quello che già conoscono. Ecco il passo per la caduta è breve.

Nel mito del titano l’antica cultura classica greca ci ha donato una preziosa immagine. Ci dice che siamo simili a Dei e che è nostro compito risvegliare il Dio che dorme sopito in noi e ci mette in guarda dalle deviazioni e pericoli del percorso. Il titano rappresenta la forza primordiale degli istinti, ha il potere di creare e può modellare il mondo a suo piacere. Per questo il titano nel mito si crede di essere già Dio e da la scalata all’Olimpo, la dimora degli Dei. Ma.. il titano non è un Dio, è ben lontano dall’aver compreso, risvegliato, coltivato la scintilla divina – ha solo ottenuto il potere di governare il mondo.

Il mito si conclude con i titani che vengono scagliati giù nelle profondità del tartaro, condannati all’oblio.

Questo ci da la doppia valenza degli istinti che vanno accolti e domati, i quali sono forze latenti nell’inconscio profondo. Gli eroi greci si confrontano con i titani scendendo nel regno dei defunti, come nel mito di Ercole in cui libera il titano Prometeo, a rappresentare la coscienza che nel processo di crescita libera gli istinti tenuti a chiave da antiche punizioni (metafora dei castighi vissuti nell’infanzia per la disubbidienza ai genitori), ma sono istinti ora cresciuti, nobilitati, non più carichi di hubrys, tracotanza, presunzione. Nel mito Ercole viene infine accolto nell’Olimpo come Dio. Domare il titano, comprendere il titano, questo fa l’eroe per gli antichi greci, ovvero l’iniziato per noi moderni.

Credersi già arrivati è scalare l’Olimpo. È bene sapere di essere Dei. È bene sapere di poter realizzare molto. Ma mentre con un occhio guardiamo ciò che abbiamo realizzato dentro e fuori di noi, con l’altro occhio manteniamo vigile lo sguardo su tutto ciò che ci resta da apprendere, senza prenderci troppo sul serio. Perché siamo in definitiva solo polvere al vento per quanto grandi siano le conquiste che abbiamo realizzato. Fosse anche l’aver influenzato l’intera umanità nei millenni a venire. E se tanti grandi esseri umani non si sono montati la testa..

–estratto dalla dispensa del corso Fase 4 di Ricalibrazione Planetaria ®


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.