Sul Chiedere e sul Divino (parte I)


[Quanto segue è un estratto adattato dalla dispensa del percorso “Operatori in Ricalibrazione Planetaria”].

(…) Quella del chiedere è una pratica, quasi un rito. Il chiedere significa porsi in ascolto, se serve portandoti in stato meditativo dal Settimo Strato Akashico, chiedendo alla Source COR Energy o all’immagine di Divino che coltivi nel COR e che in te risuona.

Domanda: Ma se chiedo agli angeli? Ai maestri?

Risposta: Chiedi sempre alla Fonte più elevata, le altre sono intermediazioni. Chiedi al Divino così come lo coltivi. Oppure chiedi alla Source COR Energy come la chiamiamo in Ricalibrazione Planetaria, oppure chiedi agli Dei, che sono ancora li, celati ma presenti e parlano nel cuore, nonostante le falsità e come diremmo noi moderni la diffamazione di cui sono stati oggetto.

Chiedi sempre di essere in consonanza con gli Dei o con la tua immagine di divino. Chiedi e usa la percezione eterica manuale se il tuo agire, la tua volontà di agire è in consonanza con gli Dei, se il tuo agire “và fatto”. Questo nel tempo stabilirà sempre più un ponte di risonanza con il Divino così come tu lo vivi nel cuore.

Non tutti però sono in grado di riconoscere questa modalità, in molti casi la mente egoica e confusa crea inganni e illusioni. Se il nostro stato mentale è confuso la risposta sarà confusa, imprecisa. Alcuni finiscono per creare un immagine illusoria, una forma pensiero che scambiano per Dio ma che è alimentata dal loro inconscio, e non potendo superare i propri limiti li tiene li fermi a girare in tondo dentro se stessi. Per questo abbiamo approfondito la corretta valutazione del campo eterico e dello stato eterico del sistema nervoso, e per questo fin dal primo corso abbiamo posto come basi pratiche e Campi Informativi che aiutano a porre chiarezza dentro di se, prima di agire etericamente.

(…) Il sentimento del sacro parte da un riconoscimento interiore. Senza quel riconoscimento interiore non c’è la libertà di ascoltare il Divino. Stiamo solo praticando un metodo che non ci muove realmente nulla di interiore. Forse stiamo seguendo l’infatuazione per un idea, la proiezione di un desiderio, o non è ancora il momento per noi, chissà.

(…) Per questo coltiva onestà con te stesso. Senza di essa non c’è alcun progresso Ispirazionale, non c’è alcuna evoluzione. Si resta fermi allo stadio del titano, dell’ego che può tutto e si crede la cosa più potente ed importante del mondo. Ma il titano è destinato a cadere. Con il tempo e con la pratica noterai da te quando “spingi” per ottenere il risultato sperato e quando invece la risposta si forma ed è spontanea.

Quando “spingi” ottieni semplicemente la risposta che vuoi sentirti dire, ma consumi le tue risorse nel farlo. E se applichi questa metodica nel lavorare con le “energie” qualunque sia la tecnica o la scuola, finirai per consumare la tua forza vitale nel farlo. C’è chi se ne è reso conto e chi l’ha fatto solo dopo aver superato un limite incontrando malattia e persino fallimento, a volte addirittura la perdita dell’accesso alle “energie”.

(…) Il divino è una forza primordiale che appartiene a tutte le culture. Parleremo spesso di Dio, Dei, Numen. Ma vogliamo mettere subito in chiaro che c’è nessun riferimento con il mondo cristiano o giudaico. Perchè per noi la parola Dio sottintende una Forza Primordiale che appartiene a tutti i popoli, di tutti i tempi, di tutte le tradizioni. Nella Ricalibrazione faremo riferimento alla capacità dell’essere umano di coltivare entro di se, in ciò che chiamiamo COR, i semi ignei (di fuoco sacro) del Divino.

(…) Il Dio e gli Dei sono quindi enti e forze che si manifestano attraverso di noi e fuori di noi, nella nostra vita. Il Divino e l’umano collaborano. Il Divino si manifesta solo attraverso l’umano. L’umano che coltiva il Divino, la sua immagine, la sua forma, di Divino, nel COR, dentro di se, crea quella realtà interiore, la quale poi diviene capace di influenzare e plasmare la realtà esteriore ricreandola. Il Divino è quindi una Forza insita nel COR dell’Umano. Si manifesta tramite la dedizione, il rispetto, l’Ispirazione. Ottiene Potere Consonante di creare nel mondo nuove realtà, persino influenzare la materia se la coltiviamo.

Coltivare i semi del divino ha nulla a che fare con riti, dogmi, religioni, culti. Ha nulla a che fare con le forme esteriori della religione, delle celebrazioni, del come ci si veste, del cosa si o non si mangia, del come ci si comporta, o persino del cosa è lecito permetterci di pensare e cosa no. I semi del divino si coltivano con un rito di sostanza, che non è un rito. È l’atteggiamento di rispetto e dedizione al divino stesso coltivato e custodito DENTRO NON FUORI di noi. È l’atteggiamento del chiedere di Essere e porci sempre in consonanza con gli Dei, col Divino col COR. Non ha a che fare con il sentire le voci e non è un sentire le voci e non è un atteggiarsi da mistici o santi.

Il rito, la ritualità è semplicemente l’espressione di forma pensiero codificata da gesti precisi a cui ci si connette per ripetizione. Se la cerimonia cambia la connessione con la forma pensiero originaria si perde. Ma, se il rito di forma, esteriore, viene sostituito a un rito di sostanza? Un rito del chiedere, del rivolgersi quotidiano al Divino, agli Dei? E se sei ateo rivolgiti alle Forze Eteriche, alla Source COR Energy.

–segue..


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®. Ha studiato Shiatsu, Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, Mindfulness, Antroposofia.