
Il cedere alla paura e creare dogmi in forma di “le leggi unniversali dicono che non si può fare” come aspetti anti iniziatici, che chiudono e tarpano le ali dell’anima anzichè insegnarci a volare. Così come c’è una Scienza ed una scienzah ci sono le leggi universali e quelle unniversali, che sono espressione diretta delle censure interiori e della paura di fare pace con i propri demoni di alcuni. In questa puntata ne parliamo attraverso la metafora del mito di Medusa.
Cit: Il cedere alla paura e creare dogmi in forma di “le leggi unniversali dicono che non si può fare” come aspetti anti iniziatici, che chiudono e tarpano le ali dell’anima anzichè insegnarci a volare. Così come c’è una Scienza ed una scienzah ci sono le leggi universali e quelle unniversali, che sono espressione diretta delle censure interiori e della paura di fare pace con i propri demoni di alcuni. In questa puntata ne parliamo attraverso la metafora del mito di Medusa.
(…) Chi è Medusa? Una tizia che pietrifica chi la guarda. Ma cosa rappresenta Medusa? La paura. Chi la combatte? Perseo. Chi rappresenta Perseo? L’iniziato, ovvero colui o colei che affronta le proprie tenebre interiori e le oltrepassa. Dove dimora Medusa? Nel cuore di Perseo. Chi aiuta Perseo? La Dea Atena. Chi rappresenta Atena? La chiarezza mentale, lo spirito di conoscere e far conoscere in quanto antitesi all’ignoranza-paura. Dove dimora Atena? Sempre nel cuore di Perseo…
Ed ecco il simbolismo che si svela.. Nel cuore hai due forze contrastanti, e la via “eroica al sacro” è proprio l’atto di conoscere la paura e porvi davanti altre facoltà per oltrepassarla. Alla fine del mito Perseo sconfigge Medusa, ma la paura non può morire pertanto la testa tagliata di Medusa continua a divenire un arma per Perseo ora che ha domato le proprie paure.
(…) è quindi un processo iniziatico confrontarsi con chi siamo e con cosa nascondiamo dentro il cuore. La dove per iniziazione intendo semplicemente il ricevere conoscenze e metodi per influenzare e persino riscrivere il proprio mondo interiore così come quello esteriore. E quindi la responsabilità che il potere così ottenuto comporta.
(…) Molti invece si fermano prima e scappano di fronte al confronto nel proprio cuore, oppure negano la paura, la medusa dentro di loro, ma così facendo le danno solo potere e finiscono per creare gabbie di dogmi e terrorizzare gli allievi.. E qui ne ho sentite a chili:
“Se fai questo le leggi unniversali ti puniscono”.. o peggio detto da una collega “sai io dopo tanti anni sono a posto, non lavoro più su di me perchè sono stanca”… che solitamente fa seguito al “tutto è perfetto”, che significa fondamentalmente che quella persona non vuol più vedere ciò che ella stessa crea e quindi finisce per creare e cercare colpevoli intorno a se quando le cose non vanno come vorrebbe.. O quella variante del “è tutto luce” per rifiutarsi di vedere l’oscurità nel cuore delle persone, in quanto significa scrutare dentro la propria oscurità. O l’altra variante che scappa nella fede cieca nei maestri “le pratiche devi farle come da tradizione perchè lo ha detto tizio”, che nasconde la stessa identica paura di conoscersi e osare velata di codipendenza.. Anche perchè è malsano pensare di poter copiare i processi mentali di un altra persona – fosse anche un illuminato. Semplicemente quella persona non sei tu, avete diversa biologia, diverse esperienze e quindi diversi percorsi sinaptici. In pratica funzionate psichicamente e neurologicamente in modo differente, pensare di fare un copia-incolla dal maestro è solo illusione. Dal maestro si impara per fare poi da se.
(…) quando alla fine sarebbe sano prendersi molto meno sul serio… non siamo i salvatori del mondo. Non abbiamo responsabilità cosmiche, ma verso noi stessi. Capito questo darsi da fare che la strada è lunga.
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