
La sperimentazione si è svolta a metà aprile 2026. Un medico con il quale Francesco e Daniele, un nostro collaboratore, stanno collaborando insieme da parecchi mesi ci ha dato l’opportunità di affiancare, alle normali terapie da lui praticate, gli strumenti e i metodi F-Aurea. Il tutto si è svolto su una serie di pazienti informati della cosa e ricevuti in via del tutto gratuita, senza fare distinzioni di età, sesso o patologie.
I pazienti sono stati sottoposti, prima di tutto, a un esame stabilometrico, ovvero un test che serve a valutare il grado di propriocezione e il controllo dell’equilibrio. In parole semplici, permette di rivelare le alterazioni inconsapevoli e non controllabili che coinvolgono il sistema nervoso, gli occhi, la mascella e tutto l’asse della colonna vertebrale. Queste alterazioni possono essere segno, ad esempio, di possibili patologie neuropatiche, così come di alterazioni del bacino, della vista ecc..
Subito dopo, i pazienti hanno ricevuto una sessione di circa 3 minuti di metodi F-Aurea; in particolar modo è stata applicata la pratica di Axis Rebirth, una nuova metodologia che raccoglie tanti anni di ricerca. Va precisato che i metodi F-Aurea, la Ricalibrazione Planetaria e l’Axis Rebirth non hanno alcuna finalità medica: vengono impiegati per la crescita personale e il recupero del benessere, in ambito olistico. Tuttavia, volevamo comprendere se un concetto che ad alcuni suonerà buffo, come “pulire l’etere del sistema nervoso per aumentare la presenza interiore”, poteva avere dei benefici misurabili scientificamente.
Il risultato è stato netto. I pazienti sono stati sottoposti, subito dopo, a un nuovo esame stabilometrico che ha mostrato, in tutti i casi, un marcato recupero della propriocezione e un incremento dell’equilibrio. Le persone stesse hanno osservato come la propria postura cambiava: il bacino, per quanto possibile, tornava allineato con le spalle e le caviglie e si sentivano generalmente più presenti e radicati.
Successivamente, i pazienti venivano sottoposti alle normali terapie, venivano misurati altri parametri e integrato il tutto con un’ulteriore sessione dei metodi F-Aurea. Anche i test finali e il parere del medico e del personale che lo assisteva, seppur con scetticismo, confermavano risultati che si aggiungevano a quelli delle terapie, definendoli non casuali e dati certamente dalla nostra collaborazione.
Personalmente sostengo l’integrazione dei metodi, la collaborazione con le altre discipline e rifiuto il settarismo, così come la competizione. Non possediamo la bacchetta magica o una mistica cura per ogni male. Ritengo, tuttavia, che possiamo fare la differenza e questa si chiama riproducibilità e condivisione dei benefici. Questo è il motivo per cui abbiamo voluto creare strumenti eterici, per poter condividre uno stesso standard. I percorsi invece servono a formare operatori, capaci anche di fare a meno di ogni strumento.
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