Matrix, una metafora (un altra)


Quando si parla di matrix, ovvero la moderna metafora dell’illusione in cui ci troviamo a vivere, si parte solitamente da alcuni presupposti:

Che il mondo che osserviamo sia illusorio, finto, un inganno. Il film del resto si ispira ai concetti filosofici classici della Caverna Platonica e del Velo di Maya induista. Nulla che non sia già stato detto da almeno 6000 anni.

E che esistano alcune persone illuminate, elette, capaci di vedere oltre l’inganno, che sono “fuori da matrix” e che quindi possono spiegarti come uscirne. E persino cosa che viene a volte criticata, che esistano persone che cercano di far uscire forzatamente (ma sul serio?) altre dall’illusione, facendo così apparentemente danni spirituali.

Eppure c’è una grossa falla in questi ragionamenti.

La domanda è: Ma chi è realmente uscito da matrix? Dall’illusione dei sensi? La risposta è tutto fuorché scontata. Molti credono di esserne usciti ma è reale oppure è solo un altra matrix? Un altra illusione in cui cadiamo credendo di essere usciti dal sistema perchè ci vestiamo di bianco, mangiamo bio\vegetariano\vegano\bretariano\altro, viviamo in mezzo ai boschi, pratichiamo meditazione, leggiamo libri “spirituali”, abbiamo fatto un corso “spirituale”, ecc..!? E se anche quella regola del “non puoi agire spiritualmente su un altro” fosse solo una parte della matrix? un illusione che tramite la paura e il senso del dovere ti tiene ancorato ad una percezione parziale della realtà? una trappola – che anzichè dirti “agisci con saggezza” ti dice “non agire, mai” e aggiunge “è tutto amore” ma se violi quello che ti dice il sedicente maestro di turno “stai causando danni inenarrabili alle leggi karmiche che dicono quello che il sedicente maestro vuole che dicano, e bla bla bla”, eh..

Come nel noto film, nel primo capitolo della serie Neo crede di essere l’eletto, di essere stato disconnesso da matrix, di esserne fuori e di aver ottenuto così mistici poteri. Ma nel secondo e terzo film scopre di essere ancora dentro matrix, di non esserne mai realmente uscito.. che i suoi stessi mistici poteri sono un inganno di matrix e rafforzano l’illusione.

E quindi forse, anziché perdere tempo a giudicare l’operato altrui sarebbe più proficuo condividere soluzioni, modelli e teorie per uscire tutti insieme? O quantomeno ottenere un livello di maestria della matrix tale da non farcene più di tanto influenzare?

Ma per fare un esempio concreto di quanto sia difficile, pensateci un po’. Che cos’è un anima?

Sul serio, cos’è un anima? Provate a darvi una risposta. Quindi fate la stessa domanda alla prima persona che avete di fronte e ascoltate la sua risposta, senza possibilmente influenzarla. Vi darà la stessa risposta? Non credo proprio. Se prendiamo 10 persone avremo 10 risposte, fra cui chi vi dirà “io ho la verità universale in tasta” e chi “tutte le risposte sono valide”, e chi invece “la mia tradizione lo spiega da 2000 anni”, o anche “le mie guide dicono questo”.

In realtà per confrontarci e comprendere come uscire dall’illusione dei sensi è necessario comprendere che ciascuno di noi interpreta dai sensi una versione filtrata di ciò a cui diamo nome “realtà”. E che attribuiamo ad essa dei significati.

Un altro esempio. Ora che abbiamo capito come ognuno ha una sua definizione di Anima, chiedetevi cosa succede se usiamo un metodo di osservazione, come la percezione eterica manuale che si insegna in Ricalibrazione Planetaria, oppure altri metodi, dal biotensor, al pendolo, dalla scrittura automatica alla canalizzazione, ecc… e usiamo questi metodi per osservare lo stato dell’Anima…

Ma cosa stiamo osservando? Ecco che ognuno vedrà una realtà differente e potremmo anche trarre conclusioni molto diverse, perché con qualche eccezione stiamo guardando in direzioni differenti anche se tutti diciamo “ma io sto guardando l’anima!”.

Ecco perché abbiamo bisogno per uscire da matrix al posto di trarre conclusioni affrettate “tutto e subito o niente”, di procedere con discernimento. Di misurare e conoscere, e dare nomi a ciò che osserviamo. Insomma di sviluppare un atteggiamento di ricerca scientifica, quella vera che si mette in dubbio e che non ha certezze. Le certezze servono solo a vendere corsi o prodotti, ma non a crescere e divenire autentici, ne ad uscire dalla Matrix, sollevare il Velo di Maya, uscire dalla Caverna di Platone. Per quelle ci vuole uno sforzo titanico, l’affrontare e domare i demoni interiori, i titani incatenati, le passioni sepolte sotto trati di condizionamenti, fino a renderli amici, in quanto aspetti e sfumature di se.

In Ricalibrazione Planetaria ad esempio definiamo ciò che osserviamo, qualunque cosa sia come un campo eterico. E al suo interno ne osserviamo alcuni parametri che ci aiutano a interpretarne lo stato. Quindi nell’osservare l’anima ne prenderemo in considerazione prima di tutto lo stato di consonanza o armonia e dissonanza o squilibrio. E qui potremo cominciare a dire ecco, questa cosa crea dissonanza, squilibrio nell’anima, mentre questa cosa no.

Tuttavia prima di questo passo sarà necessario aprirsi all’ispirazione e fare l’esperienza di “sentire”, “percepire tattilmente”, “percepire col COR” ciò che è anima. E quindi ripetere più volte l’esperienza, in modo da dischiudere e fissare in noi prima una definizione interiore di ciò che è la forza eterica di un anima. Quindi possiamo cominciare a osservarne le sfumature, lo stato eterico, come consonante o dissonante, e molti altri parametri ancora. L’esperienza ispirazionale ti parla dentro, ti mostra e fa vivere in te una realtà più vasta di prima dove sorge Bellezza. Se parla la mente… è solo un riflesso parziale, una verità addomesticata, a volte persino irreale.

Questo ci aiuta a creare una mappatura interiore per uscire dalla caverna di Platone, per sollevare il velo di Maya, la matrix, in modo ordinato e ripetibile. Dando vita ad un paradigma capace di parlare a più persone da culture differenti valicando i limiti espressivi del singolo essere umano. Potremmo dire che è ingegneria mistica in un certo senso.

Ma torniamo all’Anima. Ecco che dopo aver fatto e ripetuto varie esperienze potremmo poi dire “ma non sono convinto che sia tutto, come possiamo vedere se ciò che crediamo sia un Anima sia davvero questo o se c’è dell’altro!?”. E qui comincia il vero viaggio.

Ad esempio possiamo ora confrontarci con altre persone, osservare – testare etericamente – le loro definizioni di Anima. Verificare quanto sono “pulite” ovvero più consonanti e meno dissonanti possibile. Verificare quanto sono una proiezione di altre illusioni, sono solo elucubrazioni e ragionamenti apparentemente logici ma vuoti, oppure “parlano” cioè dischiudono in noi mondi, ci arricchiscono. Quindi fare proprie le definizioni consonanti altrui arricchendosi e scartare i castelli di carte mentali che altri si creano.

Ma poi possiamo anche apprendere metodi per filtrare dal grande database di conoscenza vivente collettiva, dall’Akasha, una definizione e lasciare che la sua osservazione e la sua interiorizzazione ci mostri ciò che ci sfugge. Ci sono varie tecniche per farlo, alcune più raffinate e imparziali, altre che fanno cadere in altre illusioni.

E quindi chi è realmente uscito da matrix? Chi realmente conosce le misteriose leggi universali?

E quindi anche le “leggi universali” che crediamo di conoscere così bene sono solo un riflesso della matrix? Illusioni a loro volta? È solo ciò che i nostri software di coscienza ci fanno percepire e in cui crediamo? Sono quindi credenze che plasmano l’interpretazione che diamo a ciò che percepiamo? E la difficoltà per chi ha raffinato le proprie capacità co-creatrici sta proprio li. Dato che chi ha fatto percorsi “spirituali”, ottiene risultati finisce per persuadersi che ciò in cui crede sia l’unica realtà. Dato che “canalizza” e gli viene detto -quello che gli viene detto- si persuade che quella sia l’unica realtà.

E se invece fossero tutte realtà soggettive? Vere per te, ma non per me? Tranne alcuni parametri base e concreti su cui confrontarci, ma il resto, usciti da quella fascia di condivisibilità, fosse soggettivo?
E se fosse reale ciò che coltivi dentro di te, che poi diventa motore di co-creazione? Ecco che avremo tanti motori di co-creazione quante sono i gruppi e le tipologie di Anima? Tutti altrettanto validi e degni alla pari?

E se fosse l’operatore, il ricercatore, che dignifica in se, nel suo Cor, tutte le verità, nutre quelle a se consonanti ma si pone in rispetto di tutte le altre. Un rispetto che non può essere supino o servile, ma dentro di se va creata un unione alchemica degli opposti. Una condizione in cui tutte le verità sono degne e rispettate, ma solo una quella che ti è Anima parla e si manifesta e viene coltivata. Le altre spetta ad altri esseri umani farsene portatori.

Questo sul piano pratico ad esempio significa che possiamo definire dei parametri per interpretare e analizzare ogni tecnica, ogni disciplina. Che quindi possiamo imparare da tutti. Ma senza comprometterci, senza perderci nel seguire le strade di altri, di maestri, guru e guide, perché riconosciamo un unica guida, quella che Anima ciascuno di noi.

E quindi concludendo forse esiste solo l’agire. Anche l’agire che conduce all’errore in quanto fondamentale nel percorso di apprendimento e crescita. E quindi non esistono reali errori, ma opportunità di apprendere. E quindi non esistono colpe, ma scelte ed esperienze. E da qui si genera la forza di superare ogni ostacolo, limite, condizionamento. E quindi potrebbe nascere la differenza di potenziale per uscire dalla matrix, o meglio per influenzarla restandoci apparentemente dentro?

E quindi ancora una volta ecco come ciascuno può nel suo apparente piccolo fare un enorme differenza.


Informazioni su Manlio Di Donato

Manlio è un Operatore Olistico di livello trainer e Insegnante nelle Discipline Olistiche (libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4) specializzato in Thetahealing ®, Tecnica Energo Vibrazionale ®, e Mindfulness. Fondatore del metodo di Ricalibrazione Planetaria ®.