continua dal precedente articolo.

Fiamme e fiori mossi dall’amore

Il tecnologo statunitense Edmond Chouinard ha condotto una serie di rigorosi test per osservare se la coscienza umana in meditazione potesse alterare in qualche modo l’ambiente. Ha svolto diversi test con gruppi di partecipanti in Belgio, Olanda e nelle Hawaii, provenienti dai percorsi del channeler Steve Rother. I praticanti meditavano inviando ciò che Chouinard definisce “protocolli mentali” e “rete d’amore”, a distanza nel suo laboratorio. Qui, un’accurata serie di sensori e strumenti capaci di rilevare il movimento e il calore, oltre a misurare ampie bande dello spettro elettromagnetico, tenevano sotto controllo sia il laboratorio stesso sia, a seconda dell’esperimento, alcuni fiori e fiamme di lampade a olio.

Il risultato dei molti test pubblicati da Chouinard mostra significative alterazioni nelle fiamme e nei fiori, ma anche nei parametri elettromagnetici del laboratorio stesso. Inoltre, come controprova, Chouinard ha rilevato il crollo totale di tali interazioni ogni volta che all’esperimento sono state presenti persone scettiche o negazionisti, mostrando così la non casualità del fenomeno. Chouinard sostiene quindi che la coscienza, opportunamente preparata, possa influenzare anche se in modo minimo l’ambiente circostante, e che ciò possa avvenire anche a distanza.

Le ricerche di Chouinard sono parzialmente accessibili online:

  • Chouinard, E. (2006), Mind-Matter Entanglement with Geomagnetic Fields. EmergentMind.org

  • Chouinard, E. (2006), Mind-Matter Entanglement via Telepathic Body Jerks. EmergentMind.org

  • Chouinard, E. (2006), Mind-Matter Entanglement with Flames & Flowers. EmergentMind.org

Strani casi di guarigione

Un famoso esperimento è stato condotto da Ervin Laszlo: filosofo, pianista, docente universitario, membro dell’accademia ungherese delle scienze e candidato più volte al premio Nobel per la Pace. Laszlo descrive in un suo libro un esperimento al quale assistette come testimone oculare insieme all’allora direttore dell’Istituto per la Comunicazione e la Ricerca sul Cervello di Stoccarda, dr. Günter Haffelder. Durante tale esperimento, la dottoressa Maria Sàgi, psicologa, a detta di Laszlo dotata di facoltà sensitive e guaritrici, e un volontario furono sottoposti a monitoraggio dei tracciati cerebrali. I due furono quindi separati in stanze differenti per escludere interazioni verbali e visive, e i loro tracciati cerebrali venivano analizzati e proiettati su schermo. Durante l’esperimento, la “guaritrice” descrisse i problemi di salute del soggetto, mentre questi stava seduto a occhi chiusi in leggero stato meditativo. Quando la guaritrice individuò delle “aree di disfunzione organica”, inviò “informazioni” tese a compensarle. Durante l’esperimento, non solo il tracciato cerebrale della guaritrice scese nella regione Delta, caratterizzata da una minima attività cerebrale e associata normalmente al sonno profondo, mentre lei era completamente sveglia e focalizzata, ma cosa ancora più sorprendente, il soggetto dell’esperimento riproduceva lo stesso schema d’onda Delta con circa due secondi di ritardo rispetto alla guaritrice.

Il caso è citato nel libro: Laszlo, E. (2009), La Scienza e il Campo Akashico: Connessione e memoria nel cosmo e nella coscienza: una Teoria Integrale del Tutto. Ed Urra – Apogeo srl.

Normalmente, questi casi vengono definiti come finzioni, casualità o esperimenti condotti senza criterio scientifico. Ma come funziona la resistenza al cambiamento? È semplice: tutto ciò che è nuovo e contrasta apparentemente con ciò che abbiamo appreso viene a priori rifiutato dalla maggior parte delle persone. Questo avviene perché l’inconscio percepisce come un pericolo quell’informazione. In realtà, è solo la paura inconscia del cambiamento a fare da freno alla possibilità di fare ricerca in tal senso.

La reazione biologica alla paura è la rabbia, che induce a lottare per distruggere la fonte del pericolo o a fuggire e fare finta che non esista. E così, è la paura, laddove non sia l’interesse, a far sì che non ci si possa confrontare serenamente su questi temi, perdendo così un’occasione per tutta l’umanità.

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Fiamme e fiori mossi dall’amore

Il tecnologo statunitense Edmond Chouinard ha condotto una serie di rigorosi test per osservare se la coscienza umana in meditazione potesse alterare in qualche modo l’ambiente. Ha svolto diversi test con gruppi di partecipanti in Belgio, Olanda e nelle Hawaii, provenienti dai percorsi del channeler Steve Rother. I praticanti meditavano inviando ciò che Chouinard definisce “protocolli mentali” e “rete d’amore”, a distanza nel suo laboratorio. Qui, un’accurata serie di sensori e strumenti capaci di rilevare il movimento e il calore, oltre a misurare ampie bande dello spettro elettromagnetico, tenevano sotto controllo sia il laboratorio stesso sia, a seconda dell’esperimento, alcuni fiori e fiamme di lampade a olio.

Il risultato dei molti test pubblicati da Chouinard mostra significative alterazioni nelle fiamme e nei fiori, ma anche nei parametri elettromagnetici del laboratorio stesso. Inoltre, come controprova, Chouinard ha rilevato il crollo totale di tali interazioni ogni volta che all’esperimento sono state presenti persone scettiche o negazionisti, mostrando così la non casualità del fenomeno. Chouinard sostiene quindi che la coscienza, opportunamente preparata, possa influenzare anche se in modo minimo l’ambiente circostante, e che ciò possa avvenire anche a distanza.

Le ricerche di Chouinard sono parzialmente accessibili online:

  • Chouinard, E. (2006), Mind-Matter Entanglement with Geomagnetic Fields. EmergentMind.org

  • Chouinard, E. (2006), Mind-Matter Entanglement via Telepathic Body Jerks. EmergentMind.org

  • Chouinard, E. (2006), Mind-Matter Entanglement with Flames & Flowers. EmergentMind.org

Strani casi di guarigione

Un famoso esperimento è stato condotto da Ervin Laszlo: filosofo, pianista, docente universitario, membro dell’accademia ungherese delle scienze e candidato più volte al premio Nobel per la Pace. Laszlo descrive in un suo libro un esperimento al quale assistette come testimone oculare insieme all’allora direttore dell’Istituto per la Comunicazione e la Ricerca sul Cervello di Stoccarda, dr. Günter Haffelder. Durante tale esperimento, la dottoressa Maria Sàgi, psicologa, a detta di Laszlo dotata di facoltà sensitive e guaritrici, e un volontario furono sottoposti a monitoraggio dei tracciati cerebrali. I due furono quindi separati in stanze differenti per escludere interazioni verbali e visive, e i loro tracciati cerebrali venivano analizzati e proiettati su schermo. Durante l’esperimento, la “guaritrice” descrisse i problemi di salute del soggetto, mentre questi stava seduto a occhi chiusi in leggero stato meditativo. Quando la guaritrice individuò delle “aree di disfunzione organica”, inviò “informazioni” tese a compensarle. Durante l’esperimento, non solo il tracciato cerebrale della guaritrice scese nella regione Delta, caratterizzata da una minima attività cerebrale e associata normalmente al sonno profondo, mentre lei era completamente sveglia e focalizzata, ma cosa ancora più sorprendente, il soggetto dell’esperimento riproduceva lo stesso schema d’onda Delta con circa due secondi di ritardo rispetto alla guaritrice.

Il caso è citato nel libro: Laszlo, E. (2009), La Scienza e il Campo Akashico: Connessione e memoria nel cosmo e nella coscienza: una Teoria Integrale del Tutto. Ed Urra – Apogeo srl.

Normalmente, questi casi vengono definiti come finzioni, casualità o esperimenti condotti senza criterio scientifico. Ma come funziona la resistenza al cambiamento? È semplice: tutto ciò che è nuovo e contrasta apparentemente con ciò che abbiamo appreso viene a priori rifiutato dalla maggior parte delle persone. Questo avviene perché l’inconscio percepisce come un pericolo quell’informazione. In realtà, è solo la paura inconscia del cambiamento a fare da freno alla possibilità di fare ricerca in tal senso.

La reazione biologica alla paura è la rabbia, che induce a lottare per distruggere la fonte del pericolo o a fuggire e fare finta che non esista. E così, è la paura, laddove non sia l’interesse, a far sì che non ci si possa confrontare serenamente su questi temi, perdendo così un’occasione per tutta l’umanità.

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