Di recente, mi è stata fatta notare una ricerca del 2021, in cui un team di ricercatori polacchi ha analizzato numerose pubblicazioni mediche sui potenziali benefici del Tai Chi e del Qigong, scoprendo che queste pratiche potrebbero essere efficaci nell’attenuare i sintomi del Parkinson.

La ricerca in questione si trova a questo link: ScienceDirect

Nell’articolo è ben spiegato il processo di selezione delle ricerche e il risultato ottenuto: sembra che vi sia un’attenuazione dei sintomi del Parkinson con la pratica quotidiana di queste discipline. Si parla di almeno un’ora di pratica da una a tre volte a settimana per 12 settimane nel caso del Tai Chi, e di un’ora a settimana per 12-16 settimane per il Qigong.

Riporto testualmente la traduzione della conclusione: “Lo stato attuale delle conoscenze mostra che sia il Tai Chi che il Qigong potrebbero offrire una promettente terapia complementare per il Parkinson. Grazie al loro approccio unico che integra corpo, mente e spirito, questi metodi possono essere ampiamente utilizzati nell’assistenza sanitaria e nel trattamento di specifiche disfunzioni funzionali, principalmente nelle fasi iniziali e lievi della malattia di Parkinson. Tuttavia, a causa di bias metodologici, sono necessari ulteriori studi su larga scala. Le principali questioni ancora in attesa di risposta includono la stima della frequenza e della durata ottimali delle pratiche di Tai Chi o Qigong, nonché la fornitura di misurazioni oggettive degli esiti primari e secondari, data la natura complessa del Parkinson.”

I punti da notare, a mio avviso, sono tre: 1) I ricercatori si sono basati sull’osservazione del recupero di parte della coordinazione motoria, e di alcuni effetti psicologici. Non si affrontano quindi le cause del problema né l’interazione con queste. 2) Si indica che il numero complessivo di soggetti osservati è limitato. Tuttavia, leggendo l’articolo, emerge che sono state analizzate circa 800 persone in totale fra le varie ricerche, una cifra che mi pare tutt’altro che limitata. 3) L’articolo lascia intendere che è ben noto come discipline come Tai Chi, Qigong, Yoga e Pilates diano risultati positivi se aggiunte al normale programma delle terapie mediche previste.

Se leggerete l’articolo, noterete che non si parla di “certezze”, non vengono usate parole come “è così”, ma si parla di probabilità, di possibilità e della necessità di ulteriori studi. Questo perché si tratta di una ricerca seria: nel mondo della ricerca, nessuno parla di certezze assolute, ma di probabilità relative. Chi parla di certezze in ambito medico lo fa solitamente per interesse, per vendere un prodotto o per manipolare l’opinione del pubblico.

Ad ogni modo, è sorprendente quanti articoli da fonti “autorevoli” esistano sui benefici delle pratiche per il benessere alternativo. Questo è un segnale positivo: forse, tra meno di due secoli, vedremo riconosciuti ufficialmente i benefici di questi approcci. Tuttavia, poiché generano pochi introiti, suscitano poco interesse economico. Una volta apprese le tecniche si può praticare da soli, oppure pagare la palestra per praticare con un gruppo. Di conseguenza, se non c’è guadagno economico, nessuno finanzia questi studi, che vengono solitamente portati avanti per curiosità o passione.

Ma, cosa sono il Tai Chi e il Qigong? Queste due pratiche fanno parte delle cosiddette Arti Taoiste per il benessere e la longevità, nate dalla tradizione culturale “spirituale” dell’antica Cina. Il Tai Chi, è stato largamente diffuso in Occidente come forma di “meditazione in movimento”, ma, a seconda degli stili è anche a tutti gli effetti un’arte marziale completa. Si concentra sulla consapevolezza dei movimenti, sull’incremento della percezione di sé stessi, del corpo e della capacità di ascoltarsi interiormente. Il Qigong, invece, è un’arte meditativa basata sulla presa di coscienza delle cosiddette “energie interne” e sull’apprendimento della loro gestione tramite pratiche di respirazione, movimento e postura.

Personalmente, ho osservato con i miei metodi (misurazione eterica manuale) un insegnante di tale disciplina, Gianni Mason, convertire l’elettricità prodotta da un grosso generatore di corrente in ciò che definisco Bioenergia, cioè forza vitale. A quanto pare, si tratta di una tecnica che si studia dopo aver preparato il proprio essere, corpo e mente, per qualche anno, step dopo step, e viene usata per incrementare il Qi, una differente definzione di forza vitale. Nell’osservazione mi sono concentrato prima della pratica, misurando i livelli di bioenergia e la dissonanza data dall’elettromagnetismo in quel maestro. Durante la pratica, ho continuato a osservare i cambiamenti. Con stupore, ho osservato come, a basse e medie intensità di corrente, quel maestro fosse in grado di convertire l’elettricità in bioenergia. Solo quando ha alzato parecchio l’intensità ha iniziato ad accumulare anche un po’ di dissonanza, ovvero etere irritato per effetto dell’elettricità.

Per quanto ci riguarda, in termini di Ricalibrazione Planetaria, le conoscenze eteriche del Qigong, più che del Tai Chi, sono molto simili alle nostre. Cambiano i termini e alcuni concetti, ma fondamentalmente, in epoche diverse, con modalità, angolature e fini differenti, posso ben dire: “stiamo osservando lo stesso albero”.

Di recente, mi è stata fatta notare una ricerca del 2021, in cui un team di ricercatori polacchi ha analizzato numerose pubblicazioni mediche sui potenziali benefici del Tai Chi e del Qigong, scoprendo che queste pratiche potrebbero essere efficaci nell’attenuare i sintomi del Parkinson.

La ricerca in questione si trova a questo link: ScienceDirect

Nell’articolo è ben spiegato il processo di selezione delle ricerche e il risultato ottenuto: sembra che vi sia un’attenuazione dei sintomi del Parkinson con la pratica quotidiana di queste discipline. Si parla di almeno un’ora di pratica da una a tre volte a settimana per 12 settimane nel caso del Tai Chi, e di un’ora a settimana per 12-16 settimane per il Qigong.

Riporto testualmente la traduzione della conclusione: “Lo stato attuale delle conoscenze mostra che sia il Tai Chi che il Qigong potrebbero offrire una promettente terapia complementare per il Parkinson. Grazie al loro approccio unico che integra corpo, mente e spirito, questi metodi possono essere ampiamente utilizzati nell’assistenza sanitaria e nel trattamento di specifiche disfunzioni funzionali, principalmente nelle fasi iniziali e lievi della malattia di Parkinson. Tuttavia, a causa di bias metodologici, sono necessari ulteriori studi su larga scala. Le principali questioni ancora in attesa di risposta includono la stima della frequenza e della durata ottimali delle pratiche di Tai Chi o Qigong, nonché la fornitura di misurazioni oggettive degli esiti primari e secondari, data la natura complessa del Parkinson.”

I punti da notare, a mio avviso, sono tre: 1) I ricercatori si sono basati sull’osservazione del recupero di parte della coordinazione motoria, e di alcuni effetti psicologici. Non si affrontano quindi le cause del problema né l’interazione con queste. 2) Si indica che il numero complessivo di soggetti osservati è limitato. Tuttavia, leggendo l’articolo, emerge che sono state analizzate circa 800 persone in totale fra le varie ricerche, una cifra che mi pare tutt’altro che limitata. 3) L’articolo lascia intendere che è ben noto come discipline come Tai Chi, Qigong, Yoga e Pilates diano risultati positivi se aggiunte al normale programma delle terapie mediche previste.

Se leggerete l’articolo, noterete che non si parla di “certezze”, non vengono usate parole come “è così”, ma si parla di probabilità, di possibilità e della necessità di ulteriori studi. Questo perché si tratta di una ricerca seria: nel mondo della ricerca, nessuno parla di certezze assolute, ma di probabilità relative. Chi parla di certezze in ambito medico lo fa solitamente per interesse, per vendere un prodotto o per manipolare l’opinione del pubblico.

Ad ogni modo, è sorprendente quanti articoli da fonti “autorevoli” esistano sui benefici delle pratiche per il benessere alternativo. Questo è un segnale positivo: forse, tra meno di due secoli, vedremo riconosciuti ufficialmente i benefici di questi approcci. Tuttavia, poiché generano pochi introiti, suscitano poco interesse economico. Una volta apprese le tecniche si può praticare da soli, oppure pagare la palestra per praticare con un gruppo. Di conseguenza, se non c’è guadagno economico, nessuno finanzia questi studi, che vengono solitamente portati avanti per curiosità o passione.

Ma, cosa sono il Tai Chi e il Qigong? Queste due pratiche fanno parte delle cosiddette Arti Taoiste per il benessere e la longevità, nate dalla tradizione culturale “spirituale” dell’antica Cina. Il Tai Chi, è stato largamente diffuso in Occidente come forma di “meditazione in movimento”, ma, a seconda degli stili è anche a tutti gli effetti un’arte marziale completa. Si concentra sulla consapevolezza dei movimenti, sull’incremento della percezione di sé stessi, del corpo e della capacità di ascoltarsi interiormente. Il Qigong, invece, è un’arte meditativa basata sulla presa di coscienza delle cosiddette “energie interne” e sull’apprendimento della loro gestione tramite pratiche di respirazione, movimento e postura.

Personalmente, ho osservato con i miei metodi (misurazione eterica manuale) un insegnante di tale disciplina, Gianni Mason, convertire l’elettricità prodotta da un grosso generatore di corrente in ciò che definisco Bioenergia, cioè forza vitale. A quanto pare, si tratta di una tecnica che si studia dopo aver preparato il proprio essere, corpo e mente, per qualche anno, step dopo step, e viene usata per incrementare il Qi, una differente definzione di forza vitale. Nell’osservazione mi sono concentrato prima della pratica, misurando i livelli di bioenergia e la dissonanza data dall’elettromagnetismo in quel maestro. Durante la pratica, ho continuato a osservare i cambiamenti. Con stupore, ho osservato come, a basse e medie intensità di corrente, quel maestro fosse in grado di convertire l’elettricità in bioenergia. Solo quando ha alzato parecchio l’intensità ha iniziato ad accumulare anche un po’ di dissonanza, ovvero etere irritato per effetto dell’elettricità.

Per quanto ci riguarda, in termini di Ricalibrazione Planetaria, le conoscenze eteriche del Qigong, più che del Tai Chi, sono molto simili alle nostre. Cambiano i termini e alcuni concetti, ma fondamentalmente, in epoche diverse, con modalità, angolature e fini differenti, posso ben dire: “stiamo osservando lo stesso albero”.

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